1991, un anno decisivo nella preparazione delle stragi e dei depistaggi

 

Correva l’anno 1991, l’anno della guerra del golfo, quello della strage del pilastro a Bologna dove morirono dei Carabinieri per mano della banda della uno bianca, l’anno del passaggio da PCI a Partito democratico della sinistra PDS, l’anno del primo sbarco di profughi (Albanesi) in Italia, l’anno della prima chiamata in GSM, la nascita del World Wide Web. Il suo creatore, Tim Berners-Lee, mette on-line il primo sito web e così via.

Purtroppo però è anche l’anno, il 1991 nel quale a Castelvetrano si sono tenute le riunioni per decidere le famose stragi che negli anni a seguire avrebbero insanguinato l’Italia lasciando una profonda ferita che ancora non si riesce a rimarginare, neanche in parte visto che tuttora non si è riusciti a scoprire , volutamente o meno, la verità su esecutori e soprattutto mandanti. Riunioni a cui presero parte oltre a mafiosi, anche Politici e Imprenditori, ma anche personaggi sconosciuti come Matteo Messina Denaro, sconosciuto perchè non nominato da nessun pentito e conosciuto dai più solo come il bulletto figlio di mafioso e niente più, eccetto qualche funzionario come il Dott. Messineo o il Dott. Germanà che avevano capito quale fosse la caratura criminale di Matteo.  E’ l’anno infatti che vede la nascita di quattro (falsi) pentiti che con le loro dichiarazioni, a quanto pare manovrate, riescono a confondere e instradare gli investigatori in una direzione che si scoprirà con il tempo, totalmente sbagliata. I quattro pentiti, Spatola, Filippello, Calcara, Scavuzzo e testimoni, ritenuti da alcuni magistrati falsi e costruiti ad hoc come la Grimaldi, ma quello che più interessa a noi, in quanto castelvetranesi è Vincenzo Calcara, castelvetranese, cresciuto nello stesso quartiere di Matteo Messina Denaro, a suo dire uomo d’onore riservato, al soldo di Francesco Messina Denaro e che guarda caso omette di fare il nome di Matteo durante tutti gli interrogatori lasciandolo così libero di poter agire indisturbato nell’organizzare le stragi. Ma se era veramente cosi devoto al Giudice Borsellino, che a suo dire è quello che lo ha salvato e fatto redimere, perchè non ne ha parlato con lui, perchè adesso dopo 25 anni dalle stragi e dopo che i Magistrati che gli hanno creduto  hanno mandato in carcere persone che non avevano nulla a che fare con la mafia, perchè solo adesso dice di avere ricevuto suggerimenti che poi lui ha riferito come verità all’Autorità Giudiziaria, perchè solo adesso dice che l’allora Maresciallo dei Carabinieri, braccio destro di Paolo Borsellino,  Carmelo Canale (che è stato già processato e assolto) era il Traditore del Giudice ed era pagato dai Messina Denaro. Viene ritenuto falso e portato al mendacio dai Giudici Pellino e Zuccaro e denunciato per autocalunnia dal Giudice Massimo Russo e invece creduto e tenuto in seria considerazione dai Giudici Ingroia e Lo Voi, come funziona la gestione dei pentiti? Oltretutto adesso Calcara dice che non ha parlato prima perchè le Procure di Trapani, Palermo e Caltanissetta insabbiavano le indagini, ci sarà da crederci, non lo so , quello che so è che ultimamente sono state presentate delle denunce gravissime alla Procura di Trapani e non se ne è saputo più niente, sono da ritenersi fasulle, allora si proceda nei confronti di chi le ha fatte, o se sono state ritenute prive di fondamento anche nel caso non si volesse darne notizia pubblica credo che una risposta all’interessato sarebbe auspicabile, ma speriamo questa sia un’altra storia. Ma tornando a Calcara pochissimo tempo fa ha rilasciato una intervista a Il Giornale sparando un mucchio di fesserie ma pubblicate lo stesso, sul furto del famoso Caravaggio, lo stesso Caravaggio di cui parla nel suo libro “Dai memoriali di Vincenzo Calcara: le cinque entità rivelate a Paolo Borsellino” in cui ne racconta altre di balle smentito dalla stessa scrittrice del libro Simona Mazza e dalla Giudice Marzia Sabella in interviste rilasciate nella trasmissione di Rita Pedditzi “inviato speciale” su rairadiouno, ma cosa più bella tra l’articolo su Il Giornale e la trasmissione su radiouno tutto quanto detto viene smentito dallo stesso Calcara in una intervista telefonica al giornalista Gian Joseph Morici del giornale “lavalledeitempli.net”. Altra chicca, al Processo Rostagno si accusa di un omicidio salvo poi avvalersi della facoltà di non rispondere evitando cosi di essere condannato, ma resta comunque l’obbligatorietà dell’azione Penale e invece niente, la cosa finisce lì. Ultimamente dichiara di avere trasportato una cassa contenente l’esplosivo che doveva essere usato contro il Giudice Borsellino, ma anche questo al Giudice che diceva di amare tanto non lo ha detto, tantomento ai familiari del Giudice che sempre a suo dire amava tanto, allora si può paventare il reato di concorso in strage, ma ancora si autoaccusa con orgoglio di aver commesso un omicidio nel Lazio alla presenza del Cardinale Marcinkus e dell’Onorevole Andreotti e anche qui nessuno si è mai sognato di aprire un procedimento penale nei suoi confronti. Ma allora signori Giudici, o per voi è attendibile e allora procedete nei suoi confronti o se lo ritenete inattendibile mi sa che ci sarà da rivedere un bel po’ di roba. In ultimo il Signor Calcara va dicendo con orgoglio di aver rifiutato il sistema di protezione economica dallo Stato mentre invece ha scelto di essere liquidato in un unica soluzione ricevendo dallo Stato una grossa cifra in denaro che a quanto pare ha dilapidato visto che va chiedendo soldi via facebook a tutti quelli che hanno creduto alle sue storie. Un consiglio, se invece di raccattare notizie in giro e farle proprie come se fossero LE SUE VERITA’, pensi se avesse fatto lo sceneggiatore che successo avrebbe avuto, anche se forse ha già fatto anche questo visto che ha usato pari pari in una sua testimonianza  in un processo, una scena del film “il Boss e la matricola” e malgrado il film fosse uscito  diversi anni prima qualcuno ha avuto il coraggio di dire che probabilmente il Regista, avendo facoltà di leggere nel futuro, aveva preso spunto da lei, avvallando così le sue accuse. Quindi avevo ragione, poteva fare lo sceneggiatore. Peccato che queste sue sceneggiate suggerite o meno hanno causato una grande danno a Castelvetrano e un gravissimo danno alle persone che ha fatto ingiustamente arrestare e alle loro famiglie, c’è solo da augurarsi che finalmente qualcuno decida di procedere contro di lei (lei volutamente minuscolo) e le renda la vita un po’ meno facile, e quantomeno si ci decida a prendere una posizione sulla sua figura, c’è o ci fa.

Maurizio Franchina

Il Circolaccio

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