Caltanissetta: gli avvocati del boss :“Messina Denaro e le stragi? Non diede l’ok, comandava il padre”

L’udienza di Caltanissetta  per le Stragi apre, per la difesa, un importante quesito:quanto potere aveva il giovane Matteo Messina Denaro rispetto al padre don Ciccio? Il padre di Matteo Messina Denaro, ormai è ampiamente dimostrato era il capo indiscusso della mafia trapanese fino alla sua morte. E il ruolo mafioso del figlio quale è stato? Vi fu una sorta di abdicazione di Don Ciccio per il figlio? E se così fu, gli altri boss perchè l’accettarono senza sparare un colpo di pistola?

CALTANISSETTA – “Alla fase preparatoria degli attentati di Capaci e via D’Amelio a Palermo c’era il padre Francesco e non Matteo Messina Denaro. Anche perché il padre è morto nel 1998 a seguito di un infarto. E quindi questo smentisce la tesi accusatoria secondo cui il padre si sarebbe ritirato in quanto soffriva di una grave malattia. Matteo Messina Denaro non era presente alle riunioni e quindi non diede il suo assenso per le stragi. Essendo vivo il padre, lui non aveva titolo né per parteciparvi e neanche per esprimere un eventuale consenso”. È quanto hanno affermato gli avvocati Giovanni Pace e Salvatore Baglio, difensori di Matteo Messina Denaro, nella loro arringa difensiva nel processo che si celebra a Caltanissetta che vede il boss di Castelvetrano (Tp) accusato come mandante di entrambe le stragi. Il pm Gabriele Paci ha chiesto l’ergastolo.
(ANSA).

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