Il Comune di Castelvetrano sciolto per mafia. “Ma che dici, davvero?”

 

Di seguito uno dei tanti articoli pubblicati dai giornali a giugno dello scorso anno, con immancabile riferimento a Matteo Messina Denaro.

Da Repubblica Palermo del giugno 2017

Il Comune di Castelvetrano sciolto per mafia. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti. Una nota diffusa da Palazzo Chigi parla di “accertati condizionamenti dell’attività amministrativa da parte della criminalità organizzata”. Il grosso centro del Trapanese è città natale di Matteo Messina Denaro, capoclan latitante dal ’93. La decisione del Consiglio dei ministri ferma la macchina elettorale a pochi giorni dal voto dell’11 giugno.

L’ente, già sciolto per motivi amministrativi, sarà gestito da una commissione che resterà in carica per un massimo di diciotto mesi, come previsto dall’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Gli accertamenti per verificare infiltrazioni nel Comune del Trapanese erano iniziati a marzo. Il prefetto di Trapani Giuseppe Priolo, delegato dal ministro Minniti, aveva avviato l’accesso agli atti il 20 marzo scorso per verificare “l’eventuale sussistenza di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso dell’amministrazione comunale”, spiegava la Prefettura, o “forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità della stessa”.

Fu incaricata una commissione che, evidentemente, ha constatato ingerenze della criminalità nella gestione dell’ente. I commissari, nominati con decreto del 17 marzo, erano tre dirigenti della pubblica amministrazione affiancati, per consulenza, da ufficiali e funzionari delle forze di polizia e della Direzione investigativa antimafia.

La notizia dello scioglimento per mafia del consiglio comunale di Castelvetrano, per Rosy Bindi, è “positiva e di affermazione della legalità” e “aiuta a fronteggiare una situazione gravemente compromessa”. Il presidente della Commissione antimafia si era interessata personalmente ai rischi per Castelvetrano: “Da tempo la nostra Commissione aveva acceso un faro sulla situazione nella cittadina trapanese, terra di Matteo Messina Denaro, e sui rapporti tra mafia e massoneria. Ulteriori approfondimenti sono stati fatti con l’audizione del prefetto di Trapani, il 31 maggio scorso, nell’ambito della nostra inchiesta sui Comuni che andranno al voto il prossimo 11 giugno. Alla luce di quanto acquisito, abbiamo informato il ministro dell’Interno sollecitando lo scioglimento del Comune prima delle elezioni per evitare una pericolosa continuità nei condizionamenti mafiosi”.

Diciamo che questo era uno dei più gentili riferendosi al nostro territorio, ma facciamo un pò il punto della situazione a quasi un anno dallo scioglimento di un Comune del quale di fatto,  non c’era niente da sciogliere in quanto, la Giunta  Errante ed il consiglio comunale non esistevano  più da tempo.Il  sindaco Errante si era dimesso aprile e aveva rinunciato al secondo mandato. Il Comune era già commissariato e con ex procuratore della Repubblica.E qui sorge il primo dubbio, ovviamente se ancora possibile discutere di questi argomenti, nel nostro territorio. Se Errante non era candidato alle elezioni, e la relazione prefettizia alla fine colpevolizza solo i suoi 5 anni di mandato , “dimenticando” i precedenti anni di gestione, a cosa è servito sciogliere il comune a giugno 2017? Oppure il Ministro Minniti, informato da qualcuno temeva per la possibili  elezione di un candidato sindaco? Anche tra i candidati al  consiglio comunale tra quelli che saranno giudicati “incandidabili” dal  Tribunale non c’era nessuno. Temeva forse, per Abate? Per Perricone ? O per Vivona e Pompeo?

Si invia un Prefetto a Trapani che avvia la procedura di controllo che porterà poi allo scioglimento, e dopo pochi mesi, lo stesso Prefetto ,andrà in pensione. La commissione che si è insediata produce una relazione in cui dichiara le chiare ingerenze mafiose nella gestione della cosa pubblica. Subito dopo , il famoso Ministro Minniti propone lo scioglimento del Comune . Proposta che viene accettata dal Consiglio dei Ministri a guida PD a cinque giorni dalle elezioni amministrative . Un provvedimento  che, di fatto, blocca tutto. Notevole  anche il  FARO acceso dall’onorevole Bindi su questa ”  zona grigia e oscura di Castelvetrano” . Una città , come definita da lei,” capitale di tortuosi intrecci tra mafia, politica e massoneria” 

Risultato?

Le case di Triscina da abbattere,  sono la scoperta dell’acqua calda . Se ne parla dai tempi del Ministro Bordon  , purtroppo scomparso, che voleva brindare  insieme al presidente Prodi ,alle prime ruspe arrivate a Triscina. Quella puntata Rai se la ricordano tutti. Si ricordano i castelvetranesi  anche la difesa  delle case di Triscina di Beppe Bongiorno allora aspirante Senatore. Sono passati 20 anni, dove è la novità?

Le tasse non pagate dai cittadini? Non è una giustificazione  che può reggere uno scioglimento. in Sicilia l’evasione raggiunge mediamente il 55 % e anche nei comuni amministrati dal PD.  Il  mancato pagamento delle tasse è un problema dell’intero SUD. Se qualcuno ha fatto il furbo venga condannato.Se  le aziende  non hanno pagato per convenienza , paghino e paghi il funzionario che ha chiuso gli occhi. Bisognerebbe avere  più rispetto per chi non può pagare per mancanza di reddito o giusto guadagno. Grazie sempre alla mala gestione dello stato con confische e fallimenti di aziende, sono sempre meno quelli che si possono permettere uno stipendio nel territorio di Castelvetrano. Perchè, invece, non si indaga su chi avrebbe dovuto gestire la riscossione di tributi, dell’acqua e dei rifiuti? Gestione effettuata spesso con società fallite, altre gestite a conduzione familiare e con personale assunto in modo clientelare. Nessuno chiede a queste società pagate dal comune come è stato possibile creare un danno fiscale così elevato?  Nel 2011 la Giunta Pompeo ha affidato ad un ditta la gestione delle bollette idriche e la riscossione per oltre 1 milione di Euro. Perchè tanta gente non ha pagato? come mai molte aziende non pagavano l’acqua? E le  aziende, compresi i familiari di Matteo Messina denaro l’acqua, i rifiuti e altre tasse le hanno mai pagate? Chi lavorava in questa società di riscossione? Perchè prendersela con tutti i cittadini se a gestire le casse erano sempre i soliti?

 Caso Area 14: tanti  problemi, ci può stare. Oltre alle questioni con il comune c’è stata una crisi economica fortissima.  Sono difficoltà comuni a molte attività.Le regole vanno rispettate ma a cosa è servito usare la “forza” . La chiusura, non ha risolto il problema, anzi, verosimilmente potrebbe aprire un altro costoso contenzioso per il comune   

 

E’ trascorso quasi un anno dalla relazione presentata a Minniti.

Allora, visto tutto ciò,  quali sono questi condizionamenti mafiosi così gravi da sciogliere il comune prima del voto? Ci sono o non ci sono ?

Non abbiamo visto, tranne l’inchiesta Ebano che ancora deve conoscere la sentenza, nessun provvedimento contro impiegati o funzionari corrotti all’interno del Comune

Che ci sia stata  una malagestio della Cosa Pubblica  è  evidente . I danni li abbiamo davanti agli occhi. Se questo è il criterio, dovrebbero sciogliere decine di comuni in tutta Italia, compreso Catania visti i recenti fatti di cronaca. Con quello che è successo dall’insediamento della Commissione straordinaria  a parte la gogna mediatica ,a cui ci ha sottoposto con le varie sortite giornalistiche, per ultima la dichiarazione dell’incompetenza dell’ufficio tecnico per risolvere il problema della porta di mare, non abbiamo visto quei risultati sperati, tutto è peggio di prima, anzi ci stanno indebitando ancora di più con spese tipo il finanziamento per le demolizioni o come la consulenza di un Avvocato esterno all’ufficio legale del Comune per la questione Area14. Perchè, gli Avvocati del Comune non vanno bene?

Sinceramente ,se davvero sono state riscontrate infiltrazioni mafiose tali da giustificare lo scioglimento del Comune, ci saremmo aspettati ben altro dalla Commissione e dallo Stato, ma allora che tipo di intervento è stato fatto? I cittadini devono sapere il perchè di tutto questo massacro. Ormai è da troppi anni i castelvetranesi vogliono sapere chi si è preso davvero cura del delinquente Messina Denaro e chi riesce a farlo rimanere latitante. Una cosa è certa, i soliti furbi che si sono arricchiti probabilmente anche con la complicità del comune  fin ora , non sono stati coinvolti . Le confische hanno “tagliato” i ponti imprenditoriali che portavano soldi alla famiglia mafiosa. Dopo tutte le operazioni  è rimasto solo terreno bruciato E allora chi continua a sostenere la latitanza di Messina Denaro? La latitanza  costa molto e poi Matteo ama la bella vita.  i commissari dovevano aiutarci a capire se dentro il comune qualcuno ha agevolato le sue finanze . Non possono essere gli spiccioli ad interessare la mafia. Lo dicevano Falcone Borsellino. I veri mafiosi vanno dove ci sono tanti soldi. Qualcuno ha mai verificato i patrimoni personali di politici e dirigenti? Questo non lo sappiamo. In attesa di altre informazioni , questo scioglimento , fin’ora sa molto di politica?

Il Circolaccio

Maurizio Franchina

 

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