Castelvetrano: i commissari indagano sulle lottizzazioni facili e la gestione delle licenze

 

 

Secondo i commissari ci sono troppe irregolarità nella gestione delle lottizzazioni e del rilascio delle licenze edili. Al vaglio molte autorizzazioni e lottizzazioni rilasciate negli ultmi 20 anni.

Sotto osservazione  anche l’albergo di Michele Giacalone ex consigliere comunale di Allenza Cittadina ai tempi di Beppe Bongiorno

Doveva nascere anche  un quartiere moderno con i soldi della mafia “Castelvetrano 2”

Negli anni Novanta un collaboratore di giustizia, Francesco Geraci, riferì che, riguardo all’acquisto di un terreno, “sentii Messina Denaro parlare con Sansone (imprenditore vicino a Riina, ndr) del fatto che avrebbero edificato su di esso un palazzo acquistato per creare Castelvetrano 2”, iniziativa ispirata al modello di ‘Milano 2’. Adesso verificando le concessioni edilizie rilasciate negli anni e incrociando i dati dei beneficiari si arriva ai favoreggiatori del boss.

“Molto spesso i permessi per costruire sono stati concessi come favore nei confronti di soggetti vicini alla criminalità. La periferia di Castelvetrano – sottolinea Caccamo – ha avuto un’espansione urbanistica impressionante. Molte lottizzazioni sono camuffate. Abbiamo riscontrato delle lottizzazioni abusive e stiamo provvedendo alla revoca di alcune concessioni, alcune perché scadute da tempo, altre perché non sono mai state rispettate”.

Secondo i commissari,una di queste è quella del ‘Triscina Mare’, un hotel residence turistico di Michel Giacalone, 70enne  coinvolto in una inchiesta di mafia e padre di Angela Giacalone, assessore al Turismo durante l’ultima consiliatura. La concessione era stata rilasciata in un’area di assoluta inedificabilità e imponeva la demolizione di 3 villette realizzate, mai eseguita. Giacalone – originario di Tunisi – nel 1996 venne arrestato  anche per aver ospitato i fratelli Giuseppe  e Benedetto Graviano nelle camere del ‘Triscina Mare’. Oggi la Direzione distrettuale antimafia di Palermo e le squadre mobili di Palermo e Trapani indagano su di lui per “procurata inosservanza di pena” e continuano a ritenerlo vicino alla famiglia mafiosa di Castelvetrano tanto che lo scorso dicembre, nell’ambito di una serie di perquisizioni per stanare il latitante, sono andati a cercarlo anche nel suo residence. Al quale adesso è stata revocata la concessione. Il lavoro dei commissari su come è stato gestito il territorio continua. Dovranno anche spiegare ai tanti castelvetranesi vittime di imbrogli, percè sono state rilasciate tutte queste lottizzazioni che hanno distrutto il centro storico e consentito di speculare a molte famiglie potenti di Castelvetrano che hanno trasfomato ettari di terreno agricolo in edificabile. Dal Belvedere a contrada Giallonghi migliaia di metri quadrati sfruttati per costruire case e palazzi. Di chi erano quei terreni? Chi è ha detto “si” a quelle lottizzazioni miliardarie? Le carte sono ormai tutte sotto i riflettori

Fonte :Repubblica

Il Circolaccio

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