Castelvetrano, mafia : le misteriose relazioni di Filippo Guttadauro e il silenzio di Grigoli

Condannato a 12 anni di reclusione , Giuseppe Grigoli è stato ritenuto -” un’ imprenditore mafioso al servizio di Cosa nostra” nonché il cassiere di Matteo Messina Denaro, a sua volta condannato a 27 anni. La sua  condanna ha portato alla confisca di beni per oltre 700 milioni di Euro.

Un patrimonio enorme .Gli inquirenti hanno trovato una marea di beni immobili, oggi tutti di proprietà dello Stato.Una  cospiscua parte di questi beni sono stati acquistati a Castelvetrano, prima del suo arresto , avvenuto nel dicembre 2007, subito dopo l’apertura del mega centro Belicittà.

Grigoli ,durante il processo, ha ammesso di aver subito il ricatto continuo di Matteo Messina Denaro e della sua famiglia.  Durante gli interrogatori , spesso piangendo, ha sottolineato i suoi rapporti con il clan . ” Per me – disse  Grigoli-durante il processo Filippo Guttadauro(cognato di Messina Denaro)-non era un mafioso. Io parlavo con  Guttadauro ,per avere contatti con Messina Denaro.Con Guttadauro avevamo reciproca fiducia. Ho fatto battezzare mia figlia a Lui e sua moglie, ma anche mio compare, non ci poteva con suo cognato.Gli ordini erano da rispettare”. Grigoli faceva intendere di tenere molto  in considerazione Guttadauro ,per mediare con il boss e le sue pressanti richieste.Non lo con nsiderava mafioso nonostante  prendesse ordini dal cognato.

Grigoli, preferì Guttadauro ai Carabinieri.

Infatti, non denunciò mai quelle che, lui stesso , ha ammesso ,essere le “ingenti richieste di soldi ,di posti di lavoro e favori della famiglia” .

Grigoli ha detto ai giudici di -temere per la sua vita e quella della sua famiglia- e non denunciò per questa ragione. Nel 2006 , Guttadauro viene arrestato e l’imprenditore  castelvetranese va in confusione .  A Grigoli arriva  subito l’ordine di  continuare  a tenere i contatti con il capo mafia di Castelvetrano ,attraverso Vincenzo Panicola, che lavorava  già nella sua azienda. Panicola ,che sarà poi arrestato e condannato,  è sposato con Patrizia Messina Denaro sorella del boss , oggi in carcere.Insomma, il territorio non poteva subire “vuoti” di potere.   Messina Denaro diede subito disposizioni.

Filippo Guttadauro , originario di Palermo, uomo di classe , introdotto  molto bene nei salotti castelvetranesi e  stato frequentatore del circolo della Gioventù dove spesso ,si recava per giocare a carte con i soci presenti e amici. A quanto pare Guttadauro , oltre al gioco delle carte faceva altro. E’ stato ritenuto dagli investigatori,  il “portavoce”  ufficiale del latitante Messina Denaro. Secondo le risultanze investigative   ,a  lui spettava il compito di mantenere i collegamenti tra il capomafia trapanese , Bernardo Provenzano e il territorio. Una lettera ritrovata nel covo del boss e alcune intercettazioni,  hanno messo la polizia di Palermo sulle sue tracce. E così ,per Filippo Guttadauro, è scattata l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso e la condanna. Ma le inchieste svolte,  non hanno ancora bene definito quali rapporti intrattenesse Guttadauro con la classe dirigente castelvetranese.  Grigoli descrive Guttadauro come abile mediatore, uomo molto capace e  intelligente.Probabilmente, il cognato di  Messina Denaro ,la mediazione  su ordine del capo, la doveva intrattenere anche con altri ambienti della Castelvetrano che conta: dalla politica , all’alta borghesia che aveva potere. Grigoli di questi rapporti  tra mafia, politica e affari ha parlato solo in parte. Molte cose non le ha dette all’epoca del processo. Non ha spiegato il vero potere di Guttadauro sulla città, attraverso gli ordini ricevuti dal cognato.

Durante il processo , Grigoli accenna ai rapporti avuti  con i politici . Dai verbali:” sono venuti a chiedere voti- disse Grigoli-  e anche altro”. In quel periodo Grigoli parla di  incontri  con  esponenti dell ‘UDC compreso Cuffaro. Grigoli, durante il processo non parla invece, dei rapporti avuti con i politici di Castelvetrano. almeno non lo fa apertis verbis  . l’ex re dei supermercati ,non spiega come faceva ad ottenere licenze e autorizzazioni dal comune.Non dice quali protezioni aveva a livello istituzionale per svolgere le sue attività.  Forse, adesso , dopo tanti anni di carcere e la vita sua e della sua famiglia distrutta , il potente  impreditore dei supermercati sta cominciando a far luce su quelle relazioni che gli consentivano di avere le mani libere nel territorio. Grigoli, oltre a Belicittà, costruiva immobili e acquisiva società locali, con notevole facilità. Quanto era merito solo suo e dei suoi stretti collaboratori?

Continua

Fonte: Repubblica, Radio Radicale

Il Circolaccio

Salvo Serra

 

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