Caltanissetta: si aprono i primi squarci sui depistaggi delle stragi Falcone Borsellino

 La verità su Capaci e via D’Amelio, l’ombra del Gruppo Bilderberg

Sapremo davvero cosa è successo in quel periodo storico?

Nei documenti dei magistrati vengono fuori elementi inquietanti. La mafia siciliana doveva uccidere Falcone a roma e trai possibili killer c’era anche Matteo Messina Denaro. Poi il progamma subì una variazione davvero strana

Cos’è il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità nel campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici e politici.

Sono state depositate dai giudici della Corte di assise di Caltanissetta le motivazioni della sentenza del processo Capaci bis a conclusione del quale sono stati condannati all’ergastolo quattro boss mafiosi  e cioè Salvino Madonia, Lorenzo Tinnirello, Giorgio Pizzo e Cosimo lo Nigro. Nella parte che concerne i moventi che diedero luogo alla strage, i giudici di Caltanissetta non escludono che ambienti esterni a Cosa Nostra abbiano potuto condividere il progetto della strage. Scrivono infatti i magistrati : “In questo processo, è emerso un quadro sia pure non ancora compiutamente delineato, che conferisce maggiore forza alla tesi secondo cui ambienti esterni a Cosa nostra si possano essere trovati, in un determinato periodo storico, in una situazione di convergenza di interessi con l’organizzazione mafiosa, condividendone i progetti ed incoraggiandone le azioni, come ha sostenuto la procura».

Questa convinzione sembra trarre spunto dalle propalazioni di due importanti collaboratori di giustizia Antonio Giuffrè e Gaspare Spatuzza, entrambi ritenuti attendibili da tutte le Corti che si sono occupate di processi di mafia conclusisi con pesanti condanne di esponenti mafiosi. Giuffrè ha infatti riferito che prima della realizzazione della strage, Bernardo Provenzano aveva interpellato ambienti esterni a Cosa Nostra, ambienti della imprenditoria, della politica e della massoneria. E a proposito dell’annullamento del progetto di uccidere Falcone a Roma per ucciderlo poi nell’attentato di Capaci, scrivono ancora i giudici: “Sembra difficile sostenere – scrivono nella sentenza – che il mutamento di programma rispondesse semplicemente a ragioni logistiche. Una simile ipotesi si pone in irrimediabile contrasto con la particolare complessità che contrassegnava l’organizzazione dell’attentato di Capaci. Appare, invece, molto più plausibile che la decisione di Salvatore Riina costituisse una coerente attuazione di quella finalità che Antonino Giuffrè ha sintetizzato con la frase del Capo di Cosa Nostra. “Facciamo la guerra che poi viene la pace” Una strategia, questa, che fallì per effetto della forte reazione dello Stato, ma che, con ogni probabilità, fu alla base della scelta di Salvatore Riina di procedere prima all’eliminazione dell’onorevole Lima e poi alla realizzazione di un attentato che costituiva un vero e proprio atto di guerra contro lo Stato, come la strage di Capaci».

Se si vogliono comprendere le ragioni della uccisione di Giovanni Falcone, avvenuta con la strage di Capaci, occorre partire da un dato di fatto già evidenziato nella sentenza. Falcone, che al momento della sua uccisione ricopriva l’incarico di direttore degli Affari penali, presso il Ministero della giustizia, poteva benissimo e facilmente essere eliminato a Roma dove, tra l’altro, era solito spesso muoversi senza scorta. Era stato controllato per mesi da un gruppo di fuoco guidato da Matteo Messina Denaro e quindi costituiva un facile obiettivo. Ma era improvvisamente pervenuto un ordine che aveva sospeso “la missione” romana per cui Falcone non doveva più essere ucciso a Roma ma a Palermo e in modo eclatante. Il pentito Fabio Tranchina infatti, ha riferito che il “gruppo di fuoco” che doveva eliminare Falcone, era partito dalla Sicilia con un corteo di auto guidato dal boss Matteo Messina Denaro, allora non ancora latitante. “Ma all’improvviso, -ha raccontato Tranchina-.giunse l’ordine di tornare indietro. Bisognava uccidere Falcone a Palermo in modo eclatante. Questa decisione non può essere certo stata determinata, come sostenuto, dalla difficoltà di realizzare l’attentato a Roma dato che la realizzazione dell’attentato a Capaci si presentava (come d’altra parte sostenuto in sentenza) molto più difficoltoso e complesso. L’utilizzo dell’esplosivo per realizzare un attentato di tipo stragistico creando terrore fu dettato non soltanto dalla finalità di fare maggiore pressione perché andasse in porto la “trattativa” che secondo quanto ipotizzato dai magistrati di Palermo e Caltanissetta, era già stata avviata, ma anche dalla finalità di destabilizzare il Paese per individuare nuovi referenti per l’organizzazione mafiosa  dopo che erano venuti i meno i collegamenti con il mondo politico a seguito della disastrosa conclusione, per Cosa Nostra, del maxiprocesso.

La domanda che bisogna porsi è tuttavia la seguente : è possibile che Cosa Nostra autonomamente abbia concepito questi attentati di tipo stragista, soprattutto considerato che gli attentati di tipo stragista e terroristico non rientrano normalmente  negli obiettivi di questa organizzazione criminale?

Io credo che in questo attentato, così come nell’attentato fallito all’Addaura in cui dovevano essere uccisi Falcone e i due magistrati svizzeri Carla Del Ponte e Claudio Lehmann, che si erano incontrati con lui nell’ambito di indagini su un riciclaggio di denaro sporco legato all’inchiesta  “pizza connection” , attentati entrambi realizzati con l’impiego  di esplosivo di tipo militare, certamente non reperibile in commercio, siano da intravedere quegli elementi che, come sostenuto nella citata sentenza, sembrano condurre ad elementi esterni a Cosa Nostra in una situazione di convergenza di interessi con tale organizzazione, di cui avrebbero condiviso i progetti ed incoraggiato le azioni.

Senza volere formulare tesi complottiste o di fantapolitica, io credo che nelle stragi, sulla base di alcune considerazioni e di alcuni elementi di fatto, possa intravedersi quello che viene indicato come governo mondiale invisibile. L’ex magistrato Ferdinando Imposimato (che si è occupato come giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo tra cui il rapimento di Aldo Moro) sostiene, nel suo libro “Repubblica. Stragi impunite”, che nelle stragi vi sarebbero state complicità dello Stato o di frammenti dello Stato, con la mafia, con la massoneria e con il terrorismo nero, organizzazioni poi fuse nella organizzazione Gladio, cioè in quella organizzazione internazionale che era manovrata dalla CIA. Tale organizzazione, che secondo Imposimato esisterebbe ancora, serviva ad impedire la dinamica politica nel senso di spostare gli equilibri da destra verso il centro sinistra per rafforzare il potere, destabilizzare l’ordine pubblico e quindi stabilizzare il potere politico. Sostiene poi che dietro le stragi vi sarebbe il gruppo Bilderberg  che “comanda il mondo e le democrazie invisibili in modo da condizionare lo sviluppo democratico dei Paesi. Lo stesso sarebbe “uno dei responsabili della strategia delle tensione e quindi anche delle stragi” che “vuole gestire la dinamica democratica dei Paesi occidentali tra cui l’Italia ed anche la dinamica economica”

Ciò. in effetti risulta  da un documento, allegato alla requisitoria di Emilio Alessandrini, pubblico ministero della strage di Piazza Fontana, ucciso da prima Linea nel 1979. Si tratta di un documento riservato, il rapporto RSD/Zeta n.230 del 5 giugno 1967 che descrive l’esistenza di un governo mondiale invisibile e da cui emergono le connessioni tra terrorismo e gruppo Bilderberg. In questo documento si dice che i tre pilastri del governo mondiale sono il gruppo Bilderberg, la CIA e l’ADA (Association for democraticaction) che all’epoca era diretta da Arthur Schlesinger, braccio destro e consigliere di  John Fitzgerald Kennedy. In particolare, per quanto riguarda l’Italia, si legge in tale documento, che bisogna influire  sulla dinamica del governo italiano sia intervenendo nella formazione del governo sia nella scelta dei segretari dei partiti di governo, strategia da attuare anche mediante atti di terrorismo. Questi documenti, che provengono dal sequestro disposto dai magistrati che indagavano sulla strage di Piazza Fontana, erano conservati in una cassetta di sicurezza nella disponibilità di Giovanni Ventura. Da una indagine condotto dalla Commissione parlamentare risulta che Gladio, uno dei pilastri del governo mondiale, altri non è che la CIA che esercita il controllo sui nostri servizi segreti. Pertanto, dice Imposimato nel suo libro e in alcune interviste che “quando parliamo di servizi segreti presenti nella strage di via D’Amelio dobbiamo pensare che ci sono i servizi segreti italiani ma sono a loro volta governati dalla CIA.

Ma cosa è il gruppo Bilderberg? Si tratta di un gruppo ristretto che dal 1954 si riunisce una sola volta all’anno per decidere in segreto le sorti dell’umanità. Le riunioni, alle  quali nessun giornalista può avere accesso, fino a poco tempo fa avevano luogo presso l’Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta legge sulla politica, economia e questioni militari. Questo gruppo afferma che lo scopo di questi incontri è quello di favorire il confronto libero tra personalità influenti del mondo occidentale atlantico. La scrittrice e politica statunitense Phillys Stewart Schlafly, nel  suo libro “A Choisenot an Echo”, trattando del gruppo Bidelberg, sostiene che “dal 1936 fino al 1960, i candidati presidenziali repubblicani sono stati selezionati  da un piccolo gruppo di Kingmaker che sono i più potenti creatori di opinioni”. La Schlafly, nel suo libro afferma anche, per averlo appreso da un anonimo osservatore, che nella riunione  tenutasi nel 1957 nella St. Simon’s Island, non erano presenti i capi di Stato ma coloro che “danno ordini” ai capi di Stato. Un articolo pubblicato sul giornale della JBS ipotizzava poi un legame tra i Bildberghers e l’assassinio di Kennedy. L’American opinion inoltre, segnalava la strana coincidenza che pochi giorni dopo l’incontro avvenuto tra Kruscev e John Mc Cloy, direttore della Chase Manhattan,” profondamente coinvolto” nel Bilderberg, Lee Harvey Oswald, sospettato dell’assassinio di Jhonkennedy, abbia contattato l’ambasciata americana a Mosca per poter tornare negli Stati

Uniti.

E sempre a proposito del potere del gruppo Bilderberg, Gary Allen, autore del libro “None dare to call itconspiracy”, pubblicato nel 1991, dopo avere detto che il Bilderberg è “un gruppo di sinistra” dal quale nascerebbero importanti scelte di politica estera per gli Stati Uniti, scrive : “Poco dopo l’incontro ( del Bilderberg), di Woodstok( aprile 1971) due eventi sinistri e di cambiamento di ruoli sono avvenuti : Henry Kissinger è andato a Pechino ad accordarsi per l’accettazione della Cina Rossa come membro della famiglia delle nazioni in commercio tra loro, e una crisi monetaria internazionale si è sviluppata, dopo la quale il dollaro è stato svalutato” Non mancano poi coloro che ritengono che il Bilderberg abbia avuto un ruolo nella creazione dell’euro e che, come risulterebbe da numerose prove, le riunioni avrebbero avuto come finalità quella di imporre “il superstato” dell’Unione Europea” ai cittadini europei nonostante la loro contrarietà. A ulteriore riprova  della influenza del gruppo Bilderberg sulla economia mondiale il giornalista americano WestbrookPegler parla di una riunione segreta tenuta a JekillIslands da un gruppo di banchieri statunitensi dalla quale era nata la proposta di costituzione  della Federal Reserve, la banca centrale americana.

Ma chi sono i componenti del gruppo Bilderberg? Si tratta in molti casi di capi di governo occidentali o banchieri centrali, che prima di assumere tali incarichi, hanno fatto parte del Comitato direttivo o hanno partecipato a un incontro del Gruppo Bilderberg o della Commissione trilaterale (Quest’ultima è un’associazione privata, fondata nel 1973 da un gruppo di cittadini Nord Americani, Europei e Giapponesi con la finalità di offrire ai soci un forum permanente di dibattito per approfondire i grandi temi comuni alle tre aree interessate).

Domenico Moro, autore di diversi volumi di carattere economico, politico e militare, nel suo libro “Il Gruppo Bilderberg : “L’elite del potere mondiale”, cita tra costoro” Clinton, Blair, Merkel, Cameron, Mario Monti ed Enrico Letta, ed aggiunge : “Tali strane coincidenze, insieme alla presenza di personalità del gotha economico-politico come Kissinger e Rockfeller e alla segretezza con cui il Bilderberg circonda i suoi incontri, hanno offerto terreno fertile a un’ampia letteratura complottista. (…) Bilderberg e Trilaterale sono oggi organizzazioni dell’elite transnazionale , che comprende e riunisce i vertici delle multinazional, delle grandi banche e del mondo politico e accademico all’interno dei quali c’è una consistente pattuglia di italiani. Ed osserva sempre Moro : “E’ evidente che l’esistenza di queste organizzazioni pone una questione di non poco conto, ovvero il controllo democratico sui processi decisionali e l’influenza di ristrettissimi gruppi privati sulle decisioni pubbliche”

Fonte : Sicilia Informazioni

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