Palermo:così Caputo ingannava gli elettori. “Sono convinti che sono io in lista”

 

Ecco le telefonate dell’ex deputato ai domiciliari. In corso un’indagine più ampia. I pm: “Associazione a delinquere”

Lega e voto di scambio, l’inchiesta fa tremare centinaia di candidati non solo in Sicilia

Le promesse, il voto di scambio, sono metodiche diffuse . In sicilia dovrebbero essere indagati per facili promesse elettorali anche altri deputati. Qualcuno , nella sanità, ha pure promesso facili carriere e concorsi in piena campagna elettorale

L’impresentabile Salvino Caputo era convinto di aver creato la truffa perfetta candidando il fratello Mario con la dicitura “Detto Salvino”. «Ci sono nei paesi persone che non sanno che non sono io il candidato – diceva ai suoi fedelissimi, non sospettando di essere intercettato – sono convinti che sono io». E i solerti galoppini gli passavano al telefono gli ignari elettori, che si sentivano onorati di tante attenzioni. «Onorevole, mi scusi, mi hanno detto che dalla casa di cura si può anche votare», diceva uno. «Sì. E deve scrivere Caputo», ribadiva lui. Mentre il devoto elettore ribadiva: «Non si preoccupi, onorevole. La voto io… sarà eletto lei, sarà eletto per forza. Perché lei la campagna elettorale se l’è fatta». Anche un altro elettore rassicurava Salvino Caputo: «Può stare tranquillo, perché conosco benissimo lei e il lavoro che sta svolgendo». E un altro ancora, con lo stesso tono devoto di chi si rivolge al candidato (che non era candidato): «Lei a me mi conosce perché una volta mi ha visto dal fruttivendolo. Io l’ho salutata, ci ho detto che sono un simpatizzante di lei». Caputo si vantava: «Io sono molto credente». Così provava ad ammantare di fede il grande imbroglio.

Ecco perché non ha usato mezzi termini il gip Stefania Gallì. Non solo sul politico Salvino Caputo, ma anche sull’avvocato: il giudice parla di «enorme disvalore delle sue condotte», considerata anche «la caratura personale e lo spessore dell’indagato, che in virtù della professione che esercita ha sistematicamente rapporti con le persone e con le istituzioni». E ancora: «Operando nel settore del diritto, più di ogni altro dovrebbe sapere l’importanza del rispetto delle regole e della persona. E invece ha dimostrato totale spregio ed indifferenza verso l’autorità giudiziaria».  Le telefonate intercettate dai carabinieri del Compagnia di Termini Imerese raccontano delle tante promesse del candidato-non candidato. Mentre i poveri suoi elettori facevano a gara per ingraziarselo.

«Io il voto gliel’ho dato, il mio dovere l’ho fatto», diceva una donna, che sperava in un’assunzione in un centro commerciale, a Palermo o a Termini Imerese. Un altro telefonava la mattina stessa del voto per le Regionali, alle nove del mattino: «Io ho fatto il mio dovere, ora vediamo il risultato». E Caputo diceva: «Ti volevo ringraziare per il lavoro fatto, lo so che hai lavorato, me l’hanno detto». Parlava da candidato in prima linea. Poi, ancora una telefonata per lui: «La saluto, in bocca al lupo, io sto lavorando per lei, che ho gli operai in campagna, raccogliamo le olive, di pomeriggio sanno quello che devono fare».

Fonte : la Repubblica

Il Circolaccio

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