Castelvetrano: venghino signori, venghino, il 5 novembre i vostri voti non sono mafiosi

E’ inutile girarci attorno. La politica e la giustizia spesso vanno a braccetto. Dopo il grande “casino” mediatico su Castelvetrano e i castelvetranesi tutti i politici, compreso Fava ,stanno sfiorando Castelvetrano in cerca di voti e senza interessarsi minimamente alla città e dei suoi abitanti. Anche il passaggio di Musumeci, e’ sembrato ai più: “passerella pura”.

Necessario chiedere l’autorizzazione al Ministro Minniti e a Rosy Bindi per chiedere il consenso a Castelvetrano. Loro possono certificarlo, altrimenti il rischio è alto di avere voti mafiosi

L’uscita castelvetranese di Musumeci, con la sua amica Elena Ferraro ,  l’imprenditrice che fino a qualche mese fa esaltava Rosario Crocetta e Gucciardi , presso uno storico circolo cittadino dove, negli anni 80, andava a giocare a carte anche Matteo Messina Denaro, è stata l’ennesima celebrazione dell’antimafia che prende medaglie, pretende rispetto, e non risolve nulla. Un antimafia che è sempre pronta a sbattere tutti in prima pagina , a distruggere le persone prima di ogni sentenza e a gestire i beni ,ad avere ritorni economici e non interessarsi  minimamente di come sta la gente in questo paese martoriato paese.  Vi è anche e va sottolineato,  un’antimafia che si impegna tutti i giorni e non cerca prime pagine sui giornali e  neanche compensi o ritorni economici.

Castelvetrano, strano a dirsi è diventata anche  oggetto di dispute “antimafiose” di ogni genere.

Anche Giovanni Lo Sciuto vice presidente della Commissione Antimafia all’Ars è stato ridicolizzato. In questa vicenda Lo Sciuto è sembrato un deputato “piccolo piccolo”. Arriva il suo presidente candidato e di commissione e Lui viene messo da parte. Ancora una volta , Lo Sciuto , risulta incapace di difendere la  gente perbene di questo territorio da ogni sorta di attacco e di mistificazione.
Il problema vero, oltre alla mafia e alla mala politica ,in questo momento congiunturale , per  Castelvetrano e’ la mancanza di una strategia forte e utile a tirar fuori l’ intero territorio , dall’ oblio e dalla recessione. Secondo voi, uno Stato serio pensa solo a inquisire? Noi crediamo che sia necessario un piano di rilancio per dare ragione allo Stato di diritto attraverso un sano sviluppo.

Quante chiacchiere, quante polemiche e quanta cattiveria si produce in questi giorni, nell’ affrontare delicate situazioni.In tutto questo bailamme , chi gode ? I soliti disfattisti e inutili gattopardi che hanno sempre voluto che questa città rimanesse “piccola” e sottomessa . Sono coloro che hanno sempre avuto, e infettato il popolo siciliano con la “Sindrome del Palio di Pisa”. vi starete chiedendo:e’ una nuova patologia ?Fortunatamente no. E’ un male sociale, particolarmente dannoso.Il problema, già Il problema , dicono i dotti di questa città , e’ culturale, è mafioso .Ovviamente le parole al vento servono a poco.La questione sta assumendo un aspetto paradossale: da un lato, infatti, ci sono coloro che rifiutano ogni competizione di mercato , facendo generare veri e propri protettorati ,siano essi di origine mafiosa o di natura politica e allo stesso tempo, i piccoli imprenditori e le aziende impaurite pensano più a chiudere che a crescere .Per molti anni in questa città e in Sicilia, invece di guardare al mercato , si puntava al nemico che aveva di più e che otteneva di più dalla mafia e dalla politica.Ma quale nemico? Lo Stato o i mafiosi?  Lo stare nel mezzo , ha generato , di conseguenza , un modus operandi economico e dirigenziale ,esatto e contrario a se stesso.Ovvero , l’accettazione di una competizione feroce e senza limiti , meglio indicata come “sindrome del Palio di Siena” dove ,come e’ risaputo non si gioca per vincere, ma per distruggere l’avversario . quindi, in questo strano gioco tra imprese, politica e mafia, non partecipava per vincere con merito ma rovinare gli avversari. Questo paradosso potrebbe sembrare scizofrenico in quanto, questi due diversi atteggiamenti , ovvero il malaffare e l’anti -malaffare sono in realtà intimamenti legati come le facce di una stessa medaglia.Tutto questo , si basa sulla necessità della protezione : o ti aiuta “Matteo” o il partito e , in entrambi i casi ,i loro derivati.Per cui, o appartieni o sei fottuto. Se poi si scatena una guerra tra lo Stato e l’antistato, guai a chi ci finisce dentro senza avere protezioni.

Per un motivo o per un altro, infatti, nel nostro Paese si è andato via via sviluppando un bisogno di “sicurezza” rispetto alle incertezze del mercato , peraltro neanche conosciuto,che ha portato al rafforzamento di un complesso sistema di corporazioni, relazioni personali e lobby che hanno avuto solo il compito di salvaguardare lo status quo cercando di minimizzare la possibilità che eventi esterni potevano disturbare gli equilibri consolidati.Quante volte abbiamo sentito dire:”ora a chissu lu fazzu chiuriri”, oppure:”Senza santi in paradiso un nni pigghi travaghhiu”.In un tale sistema ,non poteva non fiorire la mafia, la mafiosita’ e la clientela politica.Questo vizio, di aver creato un sistema economico alla ” Palio di Siena ”, lascia solo macerie sul campo.Oltre alle giuste difese di posizione,alle battaglie sociali contro la mafia e la corruzione , occorre un radicale rinnovamento culturale ed economico.Altrimenti ,sarà solo una misera guerra tra poveri e una inutile produzione di polemiche e aggresioni personali che non aiuteranno ne i disoccupati e ne i giovani di questa terra che, purtroppo, stanno andando via .Cari politici , cari professionisti dell’antimafia in corsa per varie poltrone, cortesemente, non venite a chiedere voti ai castelvetranesi per poi buttare fango su questa città subito dopo le elezioni. Questa città è stanca  Questa città è in coma. Sparare sui malati , senza provare a curarli,è una grave offesa a Dio.

Cecco Angiolieri

Jacopone da Todi

Farinata degli Uberti

Il Circolaccio

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