L’uccisione di Dalla Chiesa , i depistaggi e le responsabilità di Andreotti e Craxi , politici potenti della prima repubblica

 Chi lasciò solo il Generale Dalla Chiesa? Perchè fu mandato a Palermo dal Ministro Rognoni senza un piano?

E Andreotti che aveva sempre  avuto le simpatie della sinistra italiana dell’epoca perchè non fu bloccato ?

  Che ruolo ha avuto Craxi? E Berlinguer?

Perchè DC, PSI e PCI contro il terrorismo furono coesi e contro la mafia NO?

Nando Dalla Chiesa :

” Andreotti è il mandante morale della morte di mio padre.

 

L’ex ministro Rognoni nel processo su trattativa Stato -Mafia Afferma:

 “Gli andreottiani si opposero alla nomina di Dalla Chiesa a Palermo”

Piersanti Mattarella venne da me nel novembre del 1979 e mi disse: ‘Sto combattendo una battaglia difficile, cerco di rovesciare la situazione, soprattutto sui lavori pubblici’ e mi fece il nome di Vito Ciancimino come un nome che contrastava questa sua politica”. Di questo argomento l’ex ministro Rognoni parlò con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che fu nominato da lui Prefetto a Palermo. “Questa è stata l’occasione più importante in cui Ciancimino entrò nei colloqui che avevo avuto con Dalla Chiesa”.

 

 Nando Dalla Chiesa:”Craxi come mandante è davvero un’idiozia storica”. 

 Il figlio del generale, non ci crede proprio. Anzi, per lui le parole del pentito Francesco Onorato sono roba da peracottari. Perché sì, Craxi può essere accusato di tante cose, ma non quella di essere il mandante dell’omicidio del generale dalla Chiesa. Il presidente onorario di Libera e professore di Sociologia della Criminalità Organizzata alla Statale di Milano lo mette nero su bianco sul suo blog.

A me questa storia che dietro il delitto dalla Chiesa ci sarebbero Andreotti e Craxi sembra una roba da peracottari. E sono spaventato all’idea (già a un passo dalla concretezza) che per i giornalisti questa possa diventare la verità. Di Andreotti e della corrente andreottiana ho scritto già trent’anni fa. Non ho avuto bisogno dei pentiti. Era stata una morte annunciata e, come ho sempre ripetuto (e mi scuso se lo rifaccio), era stata anche firmata, solo che l’Italia quella firma non aveva voluto leggerla. Ma Craxi come mandante è davvero un’idiozia storica. Per quanto a Milano io possa essere stato in prima fila contro il potere craxiano, non posso tacere davanti a questa bufala. Anzi, dentro la Dc di allora molti avevano letto il sostegno socialista a mio padre come pezzo di una strategia antidemocristiana. Il generale-prefetto, così si temeva, avrebbe attaccato il potere andreottiano in Sicilia, roccaforte democristiana, favorendo il Psi di Craxi. Da qui la estrema politicità del contesto in cui nacque il delitto.

Come definirebbe Giulio Andreotti?
Il cuore dei misteri italiani.

Tanti misteri, tante ombre, ma forse si potrebbe dire che Andreotti ha vinto, se la politica è ancora questa.
Non direi che ha vinto. Ha perso, ha perso l’Italia. Direi che Andreotti ha ammorbato la politica di un morbo di cui difficilmente ci libereremo nei prossimi anni.

In  occasione dell’anniversario della morte del generale Dalla Chiesa di qualche anno  fa (nella cui scorta pare ci fosse un certo Antonio Di Pietro), è assai utile leggere con estrema attenzione le rivelazioni-shock di Piero Laporta, secondo cui:

1 – Il PCI di Berlinguer si sarebbe venduto agli USA quanto meno dal 1973 (ed anche per questo motivo lasciò tranquillamente ammazzare Moro dalle sedicenti B.R.);
2 – Dalla Chiesa e Pio Latorre sarebbero stati eliminati perchè avevano scoperto gli affari sporchi che si celavano dietro la base di Comiso in Sicilia (coinvolgenti anche il PCI);
3 – Le successive morti di Falcone e Borsellino potrebbero essere collegate al punto sub 2) e dunque chi oggi chiama in causa le presunte trattative intercorse tra Stato e mafia in realtà allude velatamente ai punti sub 2)-3).
Riflettano un pochino tutti gli ingenui estimatori del cugino sardo di Kossiga, santificato in piazza da un milione di babbei nel 1984!
Sbaglia chi ritiene che D’Alema e Veltroni abbiano “tradito” Berlinguer, quando all’evidenza sono stati i più coerenti continuatori della sua politica, appunto di tradimento.

Piero Laporta:”Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, ricominciamo da qui e dalla trattativa fra Stato e mafia, certificata dal generale Carlo Jean, braccio destro di Francesco Cossiga.
Giorgio Napolitano apparve preoccupato solo della trattativa degli anni ’90 tra Stato e Mafia. Quella trattativa non fu tuttavia la prima né la più importante, visto quanto intercorse fra Stato e Mafia per schierare gli euromissili a Comiso. La trattativa su Comiso è a sua volta collegata all’assassinio di Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

 

Fonte :L’inkiesta, ASI Please, Corriere :IT

Il Circolaccio , Jacopone da Todi

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