Castelvetrano e Il silenzio dei “cordardi”

“Non v’è che frode in uno scellerato; ma un codardo è peggio il  silenzio, quando bisognerebbe protestare, fa di un uomo un codardo”. (Ella Wheeler Wilcox)

A Castelvetrano ci si appresta a trascorrere il primo ferragosto del post scioglimento. Tra cento problemi, di certo non generati dai commissari, la comunità castelvetranese registra un ” assordante ” silenzio di tanti ” ex ” o attuali,  leader politici  locali che fino al mese di maggio promettevano a tutti i castelvetranesi cambiamenti epocali. Gente che ha avuto il potere amministrativo in questa citta’ ,per decenni e tutti i vari sodali ,si sono “chiusi “nel silenzio più completo. Anche autorevoli deputati , molto attivi fino a maggio, si sono rinchiusi nelle stanze regionali in attesa di capire come ” salvare”forse, la poltrona e su Castelvetrano ,fanno attenzione pure a parlarne. Da destra a sinistra, dal centro ai neo populisti, nessuno più parla di risolvere o cercare di capire i problemi di Castelvetrano. Almeno ufficialmente, non si sente nulla! Crisi ecomica, rifiuti e situazione finanziaria non interessano  .Come dire:”avete mandato i commissari? E adesso sono cazzi vostri”.Troppo semplice . Dove sono tutti i politici  e leader di peso , anche quelli che hanno amministrato negli ultimi 20 anni e che non hanno ascoltato l’ invito pubblico di libere associazioni apartitiche come: “Noi Laboratorio Civico   ”  che pubblicamente chiese di non presentare liste  e candidati in attesa dell’ esito della commissione prefettizia? Dove sono tutti coloro che consideravano una ” follia” il rinvio del voto a Castelvetrano vista l’ ispezione ? Oggi , gli associati, di ” Noi laboratorio Civico” oltre a ribadire di non essere interessati a nessuna competizione elettorale ,di essere  apartitici  e che tutti gli aderenti non  sono interessati a candidature pongono ,invece , ancora una volta, una seria riflessione sulle sorti di Castelvetrano e della sua comunità. Sopratutto per i tanti giovani che stanno pagando un prezzo molto alto per colpe non loro. ” Perché-sottolineano  quelli di “Noi Laboratorio “- e’ calato un profondo silenzio sulla vita pubblica e amministrativa da parte di tanti  leader locali dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose?Perché , tranne qualche singolo commento sui social di critica e qualche  nuovo movimento civico che si è fatto sentire pare che, a Castelvetrano ,non esistessero più i partiti e sopratutto i politici di carriera?. Che fine hanno fatto gli autorevoli rappresentanti di liste  , partiti e coalizioni  che fino a giugno, promettevano mari e monti?. Ricorre sempre il vecchio vizio  dell’ attivismo politico sotto campagna elettorale?”.  Il civismo-affermano gli iscritti di “NoiLaboratorio”  -e’ impegnarsi per migliorare e dare dignità alla comunità a cui si appartiene  ,anche nei momenti particolarmente difficili. Occorre -aggiungono-che la politica seria e non clintelare di ogni schieramento  , torni a muoversi e a confrontarsi , come recita la Costituzione, anche con i commissari che, di certo, non hanno chiesto  di venire  ad amministrare questa citta’ che ormai ,è come Beirut .Loro ,necessitano di capire come meglio organizzare il loro modus operandi con la citta’ e’ il confronto aperto con la comunità serve.I movimenti   e i partiti che intendono proporsi alle prossime elezioni,cominciassero fin da adesso a lavorare per una nuova primavera che affranchi definitivamente questa città, dal  terribile marchio mafioso . Solo con l’ esempio e il duro lavoro per il bene comune ,si può dimostrare che questa comunità ha  tanti cittadini  dalla parte sana e tanti giovani che vogliono vivere in una città lontana dalla mafia e dal clientelismo politico  .I commissari , non sono marziani , vanno aiutati nel loro lavoro, attraverso un sano confronto sui problemi da affrontare. Anche il libero civismo deve fare la sua parte. Siamo in emegenza.” .I commissari, e’ ovvio,  non sono politici  e agiscono su dinamiche operative diverse che possono anche essere oggetto di critica , sempre nel rispetto delle norme. La relazione prefettizia,  deve servire per capire cosa non ha funzionato e chi ha gestito il comune  in questi anni ,deve confrontarsi con quanto scritto. I castelvetranesi non cercano romanzi politici o polizieschi , ma  intendono capire chi realmente ha sbagliato con prove a corredo senza manipolazioni politiche.    Se la nuova classe dirigente di questa città , che dovrebbe costruirsi con tanti giocani, veramente vuole lavorare per cambiare questa comunità e farla rinascere deve pensarci adesso ,e non  di certo nel 2019. Se la nuova classe dirigente  continuerà a fare errori  come i ” vecchi politici” ,a darsi battaglia anche attraverso l’ uso dell’ antimafia per raggiungere le poltrone ,  o sara’ solo  una ” proiezione” di qualche vecchio, sarà auspicabile che i commissari rimangano  fino a data da destinarsi. Castelvetrano ha bisogno di concretezza e trasparenza . Castelvetrano ha bisogno di verità e di politici che pensano solo al bene dei giovani e non alle poltrone

Pico Della  Mirandola

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