La latitanza di Messina Denaro non si ferma neanche con la Pandemia. Il diavolo sfugge ancora ai blitz

Il 2 giugno del 1993 il boss Matteo Messina Denaro iniziò la sua latitanza. Una data, quella dell’ordine d’arresto, che doveva essere già anticipata di almeno due anni. Anche l’inizio ufficiale della latitanza del boss, secondo le carte dei tribunali, è un altro mistero. Figlio del boss Francesco , Matteo Messina Denaro si è mosso per anni liberamente nel territorio italiano, pur essendo figlio del capo trapanese della mafia degli anni 80, seminando morte e violenze di ogni genere, come accertato da varie sentenze. Da giovane conobbe la mafia che sparava , ricattava e metteva bombe

L’ultimo capo” imprendibile” di Cosa Nostra sfugge ancora all’arresto. Anche il 2020, nonostante la pandemia e i tantissimi controlli dovuti ai DPCM, passerà alla storia come l’ennesimo anno di latitanza del boss.

Dopo Totò Riina e Bernardo Provenzano, Denaro è l’ultima primula rossa della mafia siciliana. Il capomandamento di Castelvetrano è riuscito a sottrarsi alla giustizia, secondo le inchieste volute dai Pm di Palermo, grazie anche una rete di fiancheggiatori . Da almeno 15 anni si arrestano fiancheggiatori o simili e Lui libero.

L’ultima puntata di Report ha evidenziato nuovi scenari , peraltro non nuovissimi a chi segue la giudiziaria di mafia, senza dipendere dalla procure. Report evidenzia quella tesi investigativa che poco piace a certi Pm e a certa stampa e che lega il boss castelvetranese alla strategia occulta delle stragi di Palermo, Firenze e Milano e che supporta la possibile protezione a Messina Denaro da parte di parti potenti delle cosiddette istituzioni “deviate”. L’elemento più strano che giustifica i misteri sul boss è il seguente: come è possibile, nonostante le dichiarazioni di tanti pentiti credibili , che Messina Denaro sia stato condannato per la prima volta , per la strage di via D’Amelio solo lo scorso ottobre a Caltanissetta? Come mai nessuna procura lo ha messo alla sbarra per le stragi siciliane già dagli anni 97 e 98 quando venne fuori la sua azione , nella sentenza di Firenze? Di sicuro sa molte cose su depistaggi e mandanti delle stragi e qualcuno , probabilmente, ha cercato di trovare più fiancheggiatori più o meno veri, magari per evitare di trovarlo. Il boss sa il ruolo avuto dalla mafia e da chi, dentro il palazzo di Stato , ha favorito le stragi

Messina Denaro “salvato” da chi ha voluto le stragi Falcone -Borsellino . I mafiosi non potevano avere tutto questo potere. Lo avranno aiutato per anni ma con l’inizio della “terra bruciata” chi era rimasto?Sono quasi tutti dentro o morti. Ci sono “altri” che hanno favorito la latitanza e lo dimostrano i fatti. Sono stati arrestati centinaia di malavitosi e Lui ancora libero.

Sembra tutto strano, la latitanza di Messina Denaro è piena di misteri . E’ stata devastante anche per i clan. In nome della sua cattura, molti PM hanno fatto fuori centinaia di mafiosi e messo sotto inchiesta decine di persone ritenute sospette . Hanno messo alla sbarra gente delle istituzioni, politici , professionisti ritenuti sostenitori del suo potere. Azioni di rastrellamento a iosa che hanno raccolto di tutto, anche tanti innocenti o colpevoli di essere magari capitati nel posto sbagliato senza nessuna intenzione di favorire il boss. . La famiglia dello stesso boss decimata dagli arresti. Anni di ricerche , sequestri e di processi e del boss nulla. Quanto deve durare ancora questa pressante azione che , oltre a mancare l’obiettivo, sta distruggendo territori ormai senza speranza? La tentata cattura del boss ha favorito carriere e ha mandato in miseria migliaia di imprenditori ritenuti vicini ai boss. Dopo questa azione devastante che dura da 20 anni chi, tra i mafiosi rimasti in circolazione e che ancora non si conoscono visto che ormai quasi tutti sono in carcere , può avere interesse a nascondere Messina Denaro? E ancora: di chi si può fidare il maligno boss con i tempi che corrono considerato che il territorio è super intercettato? E’ evidente che qualcosa non ha funzionato. Oggi i tanti cittadini stanchi non chiedono romanzi d’antimafia, chiedono l’arresto del boss.. E non è corretto attribuire sempre le colpe ai cittadini. Anche gli investigatori hanno commesso errori. Poi ci sono anche le strane sparizioni di file nei tribunali e di Pm bloccati da inchieste quando impegnati nella ricerca del latitante. Principato docet

Lo cercano tutti e nessuno lo trova

Il Fantasma di Cosa Nostra è ricercato per associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro. Il 29 giugno del 1994 sono state diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali. Il capomafia trapanese è stato condannato all’ergastolo per le stragi del 1993 in via definitiva e per la strage di Via D’Amelio in primo grado

L’ULTIMO PRESUNTO AVVISTAMENTO DEL BOSS MESSINA DENARO
Gli indizi sul suo presunto avvistamento risalgono al novembre del 2019. Gli investigatori ipotizzano che potrebbe essersi fatto accompagnare nella stazione di Trapani da uno dei suoi fiancheggiatori a bordo di una Mercedes. Il particolare emerse dall’inchiesta della Dda di Palermo che portò all’arresto di tre narcotrafficanti: l’ex avvocato Antonio Messina, 73 anni; Giacomo Tamburello, di 59 anni, e Nicolò Mistretta.

Durante l’inchiesta antidroga gli investigatori intercettarono l’anziano legale Messina mentre parlava con Giuseppe Fidanzati, figlio del boss dell’Acquasanta Gaetano. I due facevano riferimento ad un ragazzo di Castelvetrano, identificato in Francesco Guttadauro, nipote del cuore di Matteo Messina Denaro, che era stato arrestato da tempo. In particolare Fidanzati ricordava di un incontro avvenuto alla stazione di Trapani con Iddu che si era fatto accompagnare a bordo di una Mercedes da un certo Mimmu. Non è chiaro se Iddu sia riferito a Guttadauro o come sospettano gli investigatori Denaro.

I SEGRETI DEL SUPERBOSS
In un’intervista rilasciata alla trasmissione Atlantide, il pm Nino di Matteo ha sostenuto che: “Messina Denaro è a conoscenza di segreti legati a quelle stragi. E quelle sono stragi assolutamente anomale in cui Cosa nostra sembra in qualche modo eterodiretta… Un boss di quella caratura, in possesso ancora delle sue piene facoltà mentali, che conosce quei segreti è potenzialmente in grado di ricattare parte dello Stato… Ed è per questo che la sua latitanza è veramente grave e vi si deve porre fine al più presto, perché non si ingeneri nemmeno il sospetto che questa latitanza sia frutto della potenzialità di ricatto che quest’uomo è in grado ancora di esercitare“.

Sul “secco” si è detto tutto e il contrario di tutto: è come Diabolik. Non si nasconde in Sicilia? Gira il mondo? E’ in Tunisia? Chi lo sa. Si è scritto persino che non esiste: è solo un simbolo, un fantasma. Neanche il covid ha messo paura alla bestia introvabile? Eppure, qualche pentito ha detto che il boss di salute sarebbe cagionevole. Di sicuro la latitanza costa tanto. I Pm hanno sequestrato e confiscato miliardi di beni per fiaccarlo. Forse hanno guardato da una parte e non in tutte le parti. Giocando di fantasia si potrebbe scrivere un libro dal titolo”: chi ha il tesoro della famiglia Messina Denaro”. Magari certe fortune economiche, possedute da qualcuno, già dagli anni 80 e 90, periodo in cui a Castelvetrano si fecero incontri per le stragi, potrebbero dire tanto . Uno che va in guerra sa che deve conservare il bottino e metterlo in buone mani. Potrebbe non tornare

Fonte : Internapoli – L’Espresso



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