Il potere dei magistrati: l’attacco della Saguto al giornalista Maniaci e il silenzio che vuole insabbiare tutto

 

Caso Saguto  Maniaci– Dobbiamo avere paura della giustizia?

Le intercettazioni che riguardano il caso dell’ex giudice Silvana Saguto, radiata definitivamente dalla magistratura, dopo l’inchiesta sullo scandalo dei beni confiscati alla mafia indicavano la chiara intenzione della Saguto di “fottere” Pino Maniaci , giornalista libero e non schierato con i mestieranti dell’antimafia, finito stranamente sotto processo. Le intercettazioni pubblicate dalle Iene evidenziavano l’atteggiamento vendicativo e arrogante della Saguto che auspicava l’intervento dei suoi colleghi della Procura per fermare le denunce di Maniaci. Il giornalista che denunciò molte vergogne sui beni confiscati è in attesa di sentenza. Nonostante le pesanti parole della Saguto sul caso, non risultano indagati su questo evidente abuso di potere che ha visto dei complici anche dentro la Procura. Lei fa nomi e cognomi di magistrati che la tranquillizzavano sulla sorte di Maniaci. Nessuno pagherà? Povera Italia. E non sappiamo quanti casi di giustizia ad orologeria ci siano stati in questi anni. Del resto, avevano tanti giornalisti amici pronti a sbranare  tutti coloro avessero osato criticare l’operato dei magistrati. Due pesi e due misure. Il Caso Maniaci è emblematico per molti aspetti.

Francesco Del Bene, uno dei cinque pubblici ministeri dell’operazione che aveva portato all’accusa di estorsione nei confronti di Pino Maniaci. In una conversazione pubblicata :” la Saguto dice al suo interlocutore di aver parlato con Del Bene, il quale le avrebbe detto “Ci dicono di andare con i piedi di piombo, però tu stai tranquilla, vedrai, vedrai che tutto si sistemerà. A noi ci hanno detto di andare con i piedi di piombo”, ‘parlando di Maniaci praticamente. Lui non l’ha mai fatto il nome ma era chiaro che parlava di quello’ – aggiunge l’ex magistrato. Maniaci finirà per subire un processo

Il Caso Palamara sta evidenziando che il sistema giudiziario si poteva manipolare politicamente e che molti magistrati agivano per corrente di potere

Le IeneNel 2015 Matteo Viviani indagava insieme a Pino Maniaci (direttore di Telejato che per primo sollevò il problema) sulle consulenze degli amministratori giudiziari. Tra questi, l’avv. Gaetano Cappellano Seminara, amico intimo della Saguto.

SagutoAll’indomani dell’uscita del servizio, la Finanza intercettò telefonate dell’ex Presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. In esse, duri attacchi a Le Iene e tentativi da parte dei membri del cosiddetto “cerchio magico” della Saguto (tra cui l’ex prefetto di Palermo Francesca Cannizzo) di fare quadrato attorno al giudice.

Ma anche giornalisti che pubblicano articoli per risollevare l’immagine della Saguto. In questo quadro, anche intercettazioni della Saguto contro Pino Maniaci.

Le Iene sollevano il dubbio che l’inchiesta che ha coinvolto Pino Maniaci sia stata architettata per screditare l’immagine del cronista.

In attesa di arrivare a sentenza, Maniaci – che è difeso dall’avv. Antonio Ingroia – dice sereno: “Voglio essere condannato o assolto, me la voglio vedere tutta. Telejato non si ferma”.

L’ex prefetto Cannizzo sembra proporre alla Saguto una “rete di protezione”, in cui sembrerebbe coinvolto anche il tenente colonnello della Guardia di finanza Rosolino Nasca, che in quegli anni lavora alla DIA di Palermo e che oggi è indagato a Caltanissetta per corruzione e atti d’ufficio.

E Le Iene attaccano: “Al di là delle sentenze, che prima o poi arriveranno, questa storia sembra però poter mettere in dubbio la credibilità di alcune attività di una istituzione importante nella lotta alla mafia. In questo servizio iniziamo a ripercorre la strada che ha portato alla sbarra l’antimafia di Palermo”.

Il "cerchio magico" del caso Saguto [La Repubblica, 27.10.2015]

Fonte: il Sicilia

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