Quel “viziaccio” di mettere le mani negli affari della sanità. In manette anche il direttore Candela definito “paladino della legalità” e amico del Pd e di Crocetta.

Sanità: corruzione e appalti pilotati

Il Direttore Damiani, palermitano,  è una vecchia conoscenza della burocrazia sanitaria regionale. Era stato nominato commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani a fine 2018 con l’accordo dei deputati del trapanese. In particolare, Damiani , era gradito a Mimmo Turano  e all’UDC e non dispiaceva a Gucciardi , ex assessore alla Sanità che lo conosceva, e conosceva  molto bene anche il direttore Candela, paladino della legalità.La politica è opportuno precisare, non gestisce gli appalti ma le nomine si

Un sistema corruttivo trasversale che ha toccato i governi di destra e sinistra. Un settore dove girano miliardi di Euro e ci hanno messo le mani tutti i politici di potere. E dove, a nostro avviso, la mafia “sperta”, ha sempre guardato. I mafiosi non guardano ai morti di fame. Questa indagine evidenzia un sistema di corruzione

Chi è Antonio Candela? Il manager per l’emergenza Covid “paladino della legalità” amico di Crocetta?

Per la Regione, gli era stato affidato il compito di fare da collegamento operativo fra l’assessore alla Salute Ruggero Razza e le strutture pubbliche sparse nell’Isola, avendo come interfaccia anche la Protezione civile. Un ruolo di prestigio che si inquadra nel personaggio fin qui conosciuto.

Nel 2013 gli era stata assegnata la scorta per avere denunciato un tentativo di tangenti per l’acquisto di pannoloni, il grande business svelato allora proprio dalle forze dell’ordine e che aveva permesso di smantellare una fitta rete di interessi nei dispositivi per la persona erogati proprio dall’Asp. Per la sua denuncia era stato anche premiato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per avere svelato le mazzette che ruotavano attorno al sistema di erogazione dei pannoloni. Nel 2016, aveva ricevuto la Medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica che andava a premiare l’impegno per il funzionamento, per la legalità e l’anti-corruzione nel settore.L’ex assessore Gucciardi lo valorizza e ne apprezza le capacità manageriali cosi come  ha fatto anche  l’assessore Razza. Di Razza, avevano poca considerazione e lo definivano “un bambino”. Baldo Gucciardi, durante il suo mandato ne parlava bene . Quanto alla lotta agli sprechi  Gucciardi, come riporta il Giornale di Sicilia nel 2016, commentava l’operato di Candela: “I controlli sugli appalti delle strutture sanitarie saranno ulteriormente potenziati. Abbiamo ravvisato nuove irregolarità su due gare per servizi di lavanderia e di vigilanza che sono state annullate e rifatte con un risparmio di 3,7 milioni di euro“.Entro l’estate – avvertiva Gucciardi – tutti dovranno adeguarsi. Si dovrà seguire l’esempio virtuoso del manager dell’Asp di Palermo Antonio Candela che ha internalizzato il servizio o, come nel caso di aziende più piccole, sottoscrivere un accordo con l’Inps per la gestione delle pratiche come ha fatto l’Asp di Trapani a costo zero”.

Razza prende le distanze :”Quando abbiamo applicato il protocollo anticorruzione Anac-Agenas avevamo individuato nel ‘rischio’ gare quello più alto – spiega l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza -. Ed è anche questa la ragione per la quale, attirandomi polemiche, ho alzato la voce sulle centrali di committenza pubbliche perché il sistema sanitario non può essere depauperato da condotte criminose. Ho sempre invitato, e continuo ad invitare oggi – conclude l’assessore -, tutte le imprese a denunciare all’autorità giudiziaria ogni anomalia e a segnalarlo formalmente alla nostra anticorruzione“.

Adesso però , i giudici sono entrati a gamba tesa. la situazione è cambiata, anzi ribaltata. Da tempo Candela non viveva più sotto scorta. Il gip del Tribunale di Palermo usa parole dure nei suoi confronti nella misura cautelare. È accusato: “in concorso morale e materiale” con un altro indagato, “anche quale suo intermediario, di avere accettato la promessa di denaro da parte di Francesco Zanzi e Roberto Satta, rispettivamente amministratore delegato e responsabile operativo di Tecnologie Sanitarie Spa, per un ammontare pari a 820mila euro per poi ricevere la complessiva somma di 268.400 euro per ritardare e omettere e per avere ritardato e omesso atti del suo ufficio, tra cui la sottoscrizione del contratto relativo alla gara indetta dall’Asp 6 del valore di 17.635.000 euro, avente ad oggetto la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali, aggiudicata,  nel  2017, alla Tecnologie Sanitarie Spa”.

 E’ un vero e proprio terremoto giudiziario quello che vede coinvolto in un vasto giro di mazzette nella sanità siciliana anche il coordinatore della struttura Covid in Sicilia. La Guardia di Finanza di Palermo ha scoperto casi di corruzione e appalti pilotati ed eseguito all’alba di oggi 12 misure cautelari.Mazzette per milioni di Euro

Fonte: Adn Kronos- Il Giornale

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