‘Ndrangheta, arrestato latitante nel Reggino: individuato per violazione delle norme sul Coronavirus

 

La speranza rimane quella che, il coronavirus, sia utile magari per arrestare latitanti pericolosi: è la volta buona per il flagello di Castelvetrano e dintorni dal nome Matteo Messina Denaro? Chi vuole veramente la legalità e la speranza di un futuro migliore e non si nutre dell’antimafia di convenienza , spera che questa occasione della pandemia lo faccia andare nelle patrie galere, buttando per sempre  la chiave. Nella speranza  che, qualche complice” istituzionale”, furbo non lo aiuti ancora, facendolo curare da qualche parte se dovesse beccare il coronavirus. 

L’uomo è stato fermato nel Reggino. In corso le indagini per ricostruire la rete di persone che ha favorito la latitanza dell’uomo Tweet Reggio Calabria. Sequestrati 34 milioni a imprenditore legato alle cosche della ‘ndrangheta Reggio Calabria, 65 arresti per ’ndrangheta 13 marzo 2020 Arrestato a Bruzzano Zeffirio, in provincia di Reggio Calabria, il latitante Cesare Antonio Cordì, 42enne esponente di spicco della ‘ndrangheta di Locri, in una operazione messa a segno dai carabinieri delle Compagnie di Bianco e  Locri, assieme allo squadrone eliportato “Cacciatori d’Aspromonte”. L’uomo si nascondeva nel centro del reggino ed è stato individuato grazie alla violazione delle norme emergenziali in atto per il contenimento del contagio da Coronavirus. L’azione dei militari ha impedito all’uomo di fuggire da un ingresso secondario a Cordì, che si era reso irreperibile in occasione dell’esecuzione dell’operazione “Riscatto” della Compagnia di Locri dello scorso agosto. A conclusione delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti procuratori Giovanni Calamita e Diego Capece Minutolo, a carico di Cesare Antonio Cordì è stato emesso un provvedimento di custodia carceraria poiché indagato per trasferimento fraudolento di valori, aggravato perché commesso al fine di agevolare l’associazione mafiosa: per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, aveva attribuito alla moglie la titolarità formale di un esercizio commerciale. Sono in corso le indagini per ricostruire la rete di persone che ha favorito la latitanza di Cordì.

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