La strana vicenda del veto di Napolitano al procuratore Gratteri: “Renzi mi disse ‘sarai mio ministro.Poi mi telefonò Delrio, Napolitano non mi voleva e fu accontentato”

Il Procuratore Gratteri , vero combattente di mafia , n’drangheta e corruzione di Stato

“Tutto può succedere tranne che arrivi questa richiesta”, aveva profetizzato Gratteri  in una intervista a “Presa diretta” nel 2014. 

Renzi lo voleva Ministro. Lo disse anche il FATTO QUOTIDIANO. Il no del Colle, gestito da Napolitano lascia molte perplessità.  Le rassicurazioni dell’entourage del premier sulla nomina alla Giustizia di Gratteri a Napolitano, il comunista bianco, non bastarono. Ma il motivo del veto è ancora tutto da chiarire. Perchè Napolitano si oppose? E perchè Renzi si piegò alla richiesta del Presidente più misterioso che la Repubblica ha avuto? Cosa temeva Napolitano ?Gratteri, persona seria e perbene, non accetta compromessi e non si sarebbe mai piegato a Napolitano , amici compresi.

 N’drangheta , Mafia  e pezzi deviati dello Stato non voglio Gratteri tra i piedi?

Di fronte al pubblico di ‘Liguria D’Autore’ a Montemarcello (Ameglia, La Spezia) il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in dialogo con Peter Gomez e Gianluigi Nuzzi ha ripercorso i giorni della formazione del governo Renzi, nel 2014, quando l’allora segretario del Pd lo aveva cercato per proporlo come ministro della Giustizia. “Parlammo di giustizia e riforme per quasi tre ore. “Io ero convinto- ha affermato Gratteri- che le riforme che proponevo non sarebbero mai passate, ma Renzi mi assicurava che avrebbe combattuto arrivando a garantirmi carta bianca al Ministero”. L’accordo sembrava fatto, ricorda il magistrato, ma mentre le consultazioni al Quirinale si protraevano a lungo, il magistrato si rende conto che probabilmente: “Stavano litigando per me”. Poche ore dopo Graziano Delrio, altro misterioso personaggio del pd amico di Atlantia che lo aveva messo in contatto con Renzi, lo richiamerà per confermare i suoi sospetti: “Napolitano non la vuole perché la considera un pm troppo caratterizzato”.

La cosa certa è che Gratteri era ministro della Giustizia quando Matteo Renzi è salito al Colle e non lo era più quando è sceso. Al suo posto, l’ex ministro Pd all’Ambiente Andrea Orlando, fama di “garantista”, noto per aver chiesto l’abolizione dell’ergastolo e la non obbligatorietà dell’azione penale (leggi il blog di Peter Gomez). Eppure, scrive oggi Il Fatto Quotidiano, l’entourage del premier aveva assicurato l’incarico al magistrato, per telefono, giusto ieri pomeriggio.

Cosa confermata sempre al Fatto da tre fonti che hanno chiesto di restare riservate. Le  motivazione dello stop a un magistrato che non solo ha coordinato le più importanti indagini contro la n’drangheta degli ultimi anni, ma è anche autore di una serie di proposte per rendere più duro ed efficiente il contrasto a tutte le mafie, non le sapremo mai.Del resto, Napolitano è abituato a saper gestire segreti e misteri. Ancora lo si attende per spiegare molte cose sulle stragi del 1992. Il compagno Napolitano di misteri ne conosce. e’ un vero esperto di misteri di Stato. Gratteri sarebbe stato un Ministro illuminato .Le sue proposte finite anche in un rapporto di 400 pagine consegnato  governo Letta e utili al contrasto alle mafie, sono rimaste nei puzzosi cassetti del palazzo che tende sempre a nascondere la verità e a depistare.

 

Fonte: il Fatto

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