La vicenda dello “sbiancamento anale” dell’ex presidente antimafia Crocetta finisce in Tribunale

Crocetta, Tutino e lo ‘sbiancamento’
“Ecco cosa accadde a Villa Sofia”

Dal chiacchiericcio al processo: un testimone parla in Tribunale.

PALERMO – Sussurrato per mesi nel chiacchiericcio come la pietra dello scandalo, lo “sbiancamento anale” dell’ex presidente della Regione Rosario Crocetta diventa materia processuale.

Sono queste le parole usate in aula da Antonio Iacono, anestesista a Villa Sofia al processo che vede imputati, fra gli altri, Giacomo Sampieri e Matteo Tutino, che dell’ospedale palermitano furono rispettivamente commissario e primario di Chirurgia plastica.

Avrebbe dovuto essere Matteo Tutino, che era anche medico personale di Crocetta, ad eseguire l’intervento che, secondo il testimone, era stato programmato. Alla fine saltò per la protesta degli infermieri. Iacono ha ricostruito la vicenda rispondendo alle domande del pubblico ministero Giacomo Brandini e ha parlato di un doppio intervento: lifting addominale e sbiancamento.

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