Roma : lottano per la loro abitazione. Le vittime incolpevoli di un’enorme ingiustizia

 Una storia di ingiustizia sociale

 

Edilizia agevolata, a Roma raffica di cause milionarie

Una sentenza del 2015 vieta la vendita a prezzi di mercato. Ora chi ha comprato dai primi assegnatari pretende il rimborso e così molte famiglie rischiano di finire sul lastrico

Quando il diritto alla casa si trasforma in una persecuzione

Riceviamo una lettera da parte di un nostro lettore di Roma

Una Legge di 47 anni fa poco chiara
Una prassi che a Roma è stata la regola per più di 30 anni, condivisa da costruttori, Notai, Comune di Roma, agenzie immobiliari ed istituti di credito, confermata più e più volte da documenti rilasciati ai cittadini e firmati da Dirigenti Capitolini e da una comunicazione ufficiale del Comune di Roma al Consiglio Notarile
200.000 immobili coinvolti solo a Roma
Una Legge che voleva agevolare l’acquisto della prima casa e che invece rischia di lasciare migliaia di famiglie senza casa…
Migliaia di famiglie gettate nella disperazione più nera

mi chiamo Davide Ciuccini, decido di vendere casa

Non sono proprietario del terreno, so di essere in “diritto di superficie” (legge 865/71), quindi chiedo al Comune di Roma se posso vendere, a quale prezzo posso vendere, se ho dei vincoli particolari, ecc. Il Comune mi risponde con una lettera (nulla-osta = https://goo.gl/2v6jfL) dove scrive che non ho limiti di prezzo e nessun obbligo da rispettare: l’unico vincolo è vendere dopo 5 anni dalla prima assegnazione.

Successivamente affido il mandato all’agenzia immobiliare. Trovato l’acquirente, firmiamo il preliminare, ci rechiamo dal suo notaio di fiducia e infine perfezioniamo il rogito.

Passano gli anni, passano le leggi, arriva la sentenza a sezioni unite n° 18135/2015.

L’acquirente mi invia una lettera di messa in mora per la restituzione di 250.000 € + interessi, legalmente si chiama “ripetizione dell’indebito” (art. 2033 c.c.), perché secondo la legge, come dice la sentenza 18135, dovevo vendere il mio immobile al prezzo imposto dalla convenzione con il Comune di Roma.

Dentro di me dico: “Ma che siete tutti impazziti? Ho fatto quello che mi avete detto voi!”. Sicuro delle mie ragioni, qualora fossi stato trascinato in tribunale, avrei citato in giudizio Comune, notaio e agenzia immobiliare.

Davanti ai giudici, però, gli eventi assumono una piega inaspettata:

  • Il nulla-osta rilasciato dal Comune di Roma non ha valore legale, non è un atto provvedimentale, quindi si sono sbagliati (in buona fede) ad interpretare la legge e non è colpa loro.
  • Il notaio non ha colpe perché la legge 865/71 è “ondivaga”, in quel momento si seguiva la “prassi” e l’orientamento consolidato era la totale assenza dei vincoli sul prezzo di cessione.
  • L’agenzia immobiliare non ha colpe perché è solo un intermediario tra acquirente e venditore.

Pur avendo seguito le disposizioni delle istituzioni e rispettato tutte le procedure, oggi mi ritrovo a dover risarcire all’acquirente una cifra astronomica senza avere la minima colpa. Ovviamente questi soldi che mi chiedono NON LI HO, in quanto con il denaro incassato dalla compravendita, ho a mia volta acquistato un nuovo appartamento come prima (e unica) casa.

Concludo dicendo che non siamo i soli ! Dal mese di marzo ci siamo uniti in un comitato, il Comitato Venditori 18135. Oggi siamo 80 famiglie con un importo da restituire pari a 15 milioni di euro (giugno 2018). Ogni giorno si uniscono a noi nuove famiglie. Purtroppo sappiamo che le famiglie coinvolte sono molte di più, moltissime delle quali ancora inconsapevoli. Solo a Roma gli immobili potenzialmente coinvolti sono 200.000 in 125 piani di zona.

Non riusciamo a credere che oggi ci troviamo in questa assurda e drammatica situazione dopo aver seguito tutte le indicazioni che a Roma, per almeno 30 anni, hanno concordemente dato Notai, Comune, Costruttori, Agenzie Immobiliari, Istituti di Credito ed anche la Giurisprudenza prevalente.

Non riusciamo a credere che oggi siamo noi, inconsapevoli ed incolpevoli, che dobbiamo pagare un prezzo così caro, con il sangue della nostra famiglia, per colpe che non sono le nostre !

Non riusciamo a credere che lo Stato permetta una tale ingiustizia: che l’acquirente sia legittimato a pretendere da noi centinaia di migliaia di euro, che abbiamo speso anni fa per comprare un’altra prima casa, e poi, con poche decine di migliaia di euro (tramite “affrancazione”, legge 106/2011), possa avere un immobile vendibile a prezzo di mercato ed intascarsi ingiustificatamente l’enorme differenza !  

Chiediamo un urgente intervento delle Istituzioni per risolvere questa drammatica situazione.

Anche i Notai ed il Comune di Roma auspicano un intervento del Legislatore.

Gli stessi Giudici del Tribunale non sono concordi nel giudizio: a gennaio 2018 una sentenza di condanna a restituire l’intera cifra di 300.000 euro, ad aprile 2018 un’altra per la sola “affrancazione” di 10.000 euro !

Chiediamo che venga fermato questo incredibile dramma sociale !

 

Il  Circolaccio

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