Palermo: il caso Monterosso e la “pappocrazia” che vede coinvolti politici, magistrati e burocrati

Vicenda Monterosso
C’è anche l’inchiesta penale

Regione Siciliana: Governatori, magistrati e deputati
Nei guai per i “casi Monterosso”
Dagli extrabudget nella Formazione alle nomine del segretario generale.

La “pappa” buona e facile piace a tutti. Soldi pubblici buttati per carriere e clientele politiche

Ex governatori e magistrati, ex e futuri assessori, oltre ad alti burocrati. Le vicende giudiziarie che ruotano attorno a Patrizia Monterosso, finiscono per trascinare nei guai in tanti. Da Nicolò Marino a Vania Contrafatto, da Lucia Borsellino ad Alessandro Aricò, da Rosario Crocetta a Raffaele Lombardo.

Quest’ultimo, a dire il vero, pochi mesi fa tirò un sospiro di sollievo. Coinvolto nella vicenda relativa agli “extrabudget” nella Formazione professionale, l’ex governatore di Grammichele, difeso dall’ex e neo-assessore Gaetano Armao, è stato infatti “assolto”, così come i funzionari Salvatore Di Francesca e Loredana Esposito, difesi dal legale Massimiliano Mangano. Finirà peggio agli altri “imputati” dalla Procura la cui tesi accusatoria reggerà in primo e secondo grado. E in qualche caso, non si può escludere che questa vicenda abbia finito per influenzare anche decisioni assai recenti. La storia, per chi non la ricordi, riguarda le cosiddette “integrazioni”, ossia le somme aggiuntive erogate agli enti di Formazione in maniera illegittima secondo la Corte dei conti. Patrizia Monterosso subì la pena più pesante tra le persone a giudizio: quasi 1,3 milioni di euro di risarcimento per danno erariale, per la burocrate che in quegli anni era il dirigente generale del dipartimento della Formazione.

Ex (e futuri) assessori

Chissà, ad esempio, se quella condanna contabile ha chiuso le porte del nuovo governo a Santi Formica o a Luigi Gentile. Ex assessori alla Formazione e al Lavoro nei passati esecutivi di centrodestra, nutrivano qualche fondata speranza di rientrare nella giunta di Nello Musumeci. Ma dopo le polemiche sugli “impresentabili” nelle liste, il nuovo governatore, in occasione della formazione della giunta, si è attenuto a una rigida verifica su ogni possibile ombra. E troppi erano i 379 mila euro e i 224 mila euro piovuti sul capo rispettivamente di Formica e Gentile in occasione della vicenda degli extrabudget. Condanne che hanno riguardato anche un altro ex collega come Carmelo Incardona, per lui la stangata è stata ancora più pesante: 800 mila euro di danno.

E insieme alla vicenda extrabudget, l’altra vicenda che riguarda Patrizia Monterosso, quella inerente alla sua nomina, che ha portato alla contestazione di un presunto danno da quasi 900 mila euro, potrebbe complicare i piani di un altro futuro assessore: Alessandro Aricò, infatti, è tra i più quotati per entrare in giunta al posto dell’assessore a tempo determinato Vittorio Sgarbi, quando quest’ultimo deciderà di lasciare l’assessorato ai Beni culturali. L’invito a dedurre giunto anche a lui, nella qualità di ex assessore di Lombardo, sebbene per una quota modesta rispetto ad altre viste in passato (otto mila euro) potrebbe rappresentare un ostacolo nelle prossime settimane. Un problema in più, invece, per Ester Bonafede, anche lei nei giorni scorsi tra i nomi più quotati per l’ingresso nella giunta di Musumeci, ma fermata già da una inchiesta sugli appalti Anas. Adesso, una nuova contestazione da 41 mila euro.

I magistrati “indagati”

Nicolò Marino non l’ha presa affatto bene. E dalle pagine di Repubblica ha tuonato contro il procuratore regionale della Corte dei conti Gianluca Albo, colpevole, secondo l’ex pm, di eccessivo protagonismo. Nulla, per il momento invece nel merito della contestazione relativa alla nomina di Patrizia Monterosso a Segretario generale. Con lui è “indagato” dalla Corte dei conti un altro magistrato che ha, tra l’altro, assunto la guida dello stesso assessorato che il governatore Crocetta a inizio avventura decise di mettere nelle mani di Marino: quello all’Enegia. Anche per Vania Contrafatto, quindi, ecco l’invito a dedurre.

E chissà cosa pensa Lucia Borsellino, oggi tra i dirigenti dell’Agenas, di quell’invito nel quale le viene chiesto di risarcire la somma di 41 euro, o gli altri ex assessori Giovanni Pistorio (17 euro il danno contestato), Nino Bartolotta (41 mila euro pure per lui). E ancora, l’ex leader della Confindustria siciliana Marco Venturi, l’avvocato Accursio Gallo, Giuseppe Spampinato, Daniele Tranchida e Amleto Trigilio (per loro danno da 8 mila euro ciascuno). E ancora, quanto peserà questa vicenda sui deputati del Pd confermati all’Ars Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri? O quanto, in vista delle prossime rotazioni dei dirigenti generali, lo stesso invito a dedurre per gli ex assessori e dirigenti di grande esperienza come Patrizia Valenti e Dario Cartabellotta? Una sfilza di politici e burocrati, magistrati e amministratori, finiti nei guai per le vicende che riguardano quella che è, da anni, e secondo molti ancora adesso, la più potente dirigente di Sicilia.

Fonte : Live Sicilia

Il Circolaccio

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