Palermo: Bocciata la finanziaria -bis regionale, nel mirino Ticket sanitari, ufficio stampa e ARPA

Ufficio stampa, Arpa, ticket
Bocciata la “Finanziaria-bis”

La Presidenza del consiglio dei ministri ha impugnato 11 articoli del collegato. Ecco quali.

PALERMO – Undici articoli della Finanziaria-bis sono stati bocciati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Una “mazzata” per la manovrina voluta da governo e Ars in estate, in qualche modo preannunciata dalle note recentissime dei Ministero dell’Economia e della Salute che avevano evidenziate anche altre criticità nelle leggi finanziarie.

L’assestamento, sul quale lo stesso Ragioniere generale dello Statoaveva sollevato dubbi relativi all’utilizzo di somme per gli investimenti usati per coprire spesa corrente, è passato senza essere stato impugnato. Diversa sorte per la Finanziaria-bis, il cosiddetto collegato alla legge di stabilità.

Cassate, in questo caso, norme anche molto importanti. Tra cui quella che prevedeva la creazione di un nuovo ufficio stampa alla Regione. Secondo il Ministero, infatti, quella norma viola i principi della contrattazione collettiva e della stessa Costituzione “che riserva – aveva già fatto notare il Mef pochi giorni fa – alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile e, quindi, i rapporti di diritto privato regolabili dal codice civile”. La norma, poi, contrasterebbe anche con i principi costituzionali dell’eguaglianza “sia rispetto al restante personale della Regione sia rispetto al personale di altre Regioni italiane”. Bocciato anche il ticket per i minori in adozione (la norma non tiene conto, appunto, del reddito della famiglia alla quale viene affidato il minore), la norma sui piani paesaggistici e quella che prevede che i canoni per l’utilizzo del demanio marittimo non sono previsti “per lo svolgimento di feste religiose o civili riconosciute dalla Regione”. Bocciato anche l’articolo che dispone la trasformazione dell’Arpa, l’ente regionale per l’ambiente, in un soggetto del Sistema sanitario regionale.

Una “mazzata”, insomma, per la norma. E diversi altri erano stato i rilievi dei tecnici dei ministeri. L’assessore all’Economia Alessandro Baccei, designato assessore anche dal candidato governatore del centrosinistra Fabrizio Micari, minimizza: “Il CdM – ha detto – ha deliberato di chiedere l’impugnativa di 11 articoli riguardanti disposizioni di settore, 10 dei quali non presenti nel testo del ddl originariamente predisposto e inseriti in momenti successivi. Si sottolinea – prosegue – che le uniche due disposizioni sulle quali l’impugnativa è stata richiesta per mancanza (o inadeguata) copertura finanziaria si riferiscono a due norme (art. 26 Fondo di sostegno alle imprese e art. 23 Piano amianto) inserite per iniziativa parlamentare nel corso dell’iter legislativo.

Fonte : Live Sicilia

Il Circolaccio

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