Mafia, parla il neo capo della Dia, Governale:“la mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”.

Governale da oggi alla Dia
“Abbiamo fame di giustizia”

 Traccia le linee guida, il   generale Governale sul suo nuovo incarico.

Nel suo breve discorso si denotano elementi critici sulla gestione delle indagini contro la mafia

Bolla  un certo attivismo antimafia. Governale è stato critico  in questa direzione affermando:” è lo sfruttamento del brand antimafia che ha caratterizzato una parte dell’associazionismo e dei movimenti. Molta apparenza e poca sostanza”.

Chi è l’ex comandante del Ros che approda la guida della Direzione nazionale antimafia.

  A chi gli chiede quale sia la migliore arma contro la criminalità organizzata, il generale risponde citando lo scrittore Gesualdo Bufalino: “La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari”.

Frase che fa ancora più effetto se a pronunciarla è Giuseppe Governale, ex comandante del Ros dei carabinieri e ora nuovo direttore della Direzione nazionale antimafia.

Chiamato a commentare decine e decine di arresti, Governale ha scelto le conferenze stampa per lanciare il tema culturale della lotta alla criminalità organizzata, indipendentemente dal fatto che si tratti di cosa nostra o ‘ndragheta.

Culturale, d’altra parte, è la definizione che il generale palermitano ha fornito della mafia, “un demone dal volto d’angelo”, per la sua capacità di penetrazione nella società.

Governale è uno che diffida della “prosopopea” che caratterizza i discorsi sulle mafie. E così una volta, mentre tutti si concentravano sugli scandalosi inchini durante le processioni religiose al boss di turno, Governale andava controcorrente: “Cosa nostra è contraria a ‘inchini’ e ‘omaggi’ ai boss, perché attraggono l’attenzione dei media, mentre la criminalità organizzata in Sicilia vuole rimanere sotto traccia”.

Un invito a diffidare del clamore mediatico, la cui conseguenza – anche su questo Governale è stato critico – è lo sfruttamento del brand antimafia che ha caratterizzato una parte dell’associazionismo e dei movimenti. Molta apparenza e poca sostanza.

Nel frattempo gli uomini da lui guidati hanno arrestato decine di criminali, scoperchiato il pentolone degli affari legati all’immigrazione clandestina, vigilato sul rischio terrorismo nel nostro Paese, confermato l’esistenza di quella zona grigia lontana dai riflettori dove gli interessi della politica coincidono con quelli della criminalità.

Governale da oggi approda alla Dia con un curriculum d’eccezione. Non è questo che farà la differenza. A certi livelli è lecito attendersi il massimo della professionalità. La chiave del successo del suo lavoro sarà la capacità di valorizzare le risorse degli uomini della Direzione investigativa antimafia, specializzata nella ricerca dei capitali accumulati illecitamente. Non servirà, così dice Governale, la sola professionalità, ma “bisogna rispondere con qualcuno che ha fame di giustizia”.

Fonte : Live Sicilia

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