“E’ sempre più allarmante la situazione che riguarda i musei siciliani in merito alla carenza di personale ed alla sorveglianza inadeguata. Quanto accaduto al Museo regionale di Messina, non può più essere considerata una semplice sommatoria di criticità. Nella nostra regione ad essere esposto ai rischi non è soltanto un museo, ma l’intero patrimonio culturale della Sicilia. Stanno emergendo, anche dopo il vertice di ieri all’assessorato regionale ai Beni culturali tra i direttori regionali dei musei, dati preoccupanti relativamente ad organici ridotti, aperture condizionate dalla carenza di personale, impianti d’allarme vecchi o non collegati alle forze dell’ordine, assenza di videosorveglianza e strutture che rimangono chiuse per anni. Il caso del Museo regionale di Messina e delle opere di Antonello è emblematico. Le porte chiuse dopo l’allarme e le carenze di personale hanno mostrato quanto sia fragile il sistema. Ma il problema è ben più ampio: al Museo Salinas il primo e il secondo piano risultano ancora inaccessibili, mentre Palazzo Mirto è chiuso dal 2023. Sono situazioni che non possono essere considerate fisiologiche per una Regione che dovrebbe fare della tutela e della valorizzazione del proprio patrimonio una priorità”. Ancora più grave è il quadro relativo alla sicurezza dei 14 parchi archeologici siciliani, molti presentano impianti d’allarme vecchi o non collegati alle forze dell’ordine. Non possiamo poi dimenticare la vicenda dell’Antiquarium Pirro Marconi di Himera dove è già stata denunciata l’assenza di videosorveglianza e un allarme fuori uso, nonostante l’esposizione della Phiale d’oro. È un quadro che non si può più accettare e che dimostra quanto sia urgente una strategia complessiva per la sicurezza dei beni culturali. Il governo Schifani non perda più tempo e presenti un piano straordinario per la sicurezza dei musei e dei parchi archeologici siciliani, indicando tempi, risorse e responsabilità precise. La Sicilia possiede uno dei patrimoni culturali più importanti al mondo ed è chiaro che non possiamo proteggerlo con soluzioni emergenziali e con organici ridotti all’osso. I nostri capolavori non possono essere lasciati soli e si investa nella formazione dedicata ai beni culturali, facendo in modo che i nostri giovani abbiano occasioni di lavoro in Sicilia. In tanti, già formati, vanno via mentre qui si registra una carenza di personale da assegnare ai nostri musei e siti culturali”. Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.

