Presentato all’edizione della Fiera libraria dello scorso anno,
il romanzo di Riccardo Callori si è fatto notare per le sue qualità –
Quest’anno accede al programma degli inconti culturali
organizzati dagli organizzatori dell’Associazione Italiana Editori
Lunedì 8 dicembre alle ore 11 presso la Sala Giove de La Nuvola / Eur a Roma nell’ambito della Fiera nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri, più liberi verrà presentato il libro “Ti ho preso per mano. Amare vuol dire anche lasciar andare” di Riccardo Callori (Edizioni Mille). Intervengono Piergiacomo Oderda, giornalista pubblicista e l’editore, Antonio Labanca
Per questa sua prima pubblicazione di narrativa, l’autore si presenta con uno pseudonimo. Già docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino, è infatti autore di numerose pubblicazioni scientifiche: per ragioni di correttezza nei confronti del mondo sanitario, ha scelto di distinguere le due tipologie di produzione con una firma di fantasia per la seconda.
Con “Ti ho preso per mano” ha vinto il secondo premio per il miglior incipit al Concorso nazionale “Le olimpiadi della letteratura”, organizzato dal “Club dei Cento” di Torino, ed è stato tra i finalisti del Premio Letterario Internazionale Charles Dickens di San Benedetto del Tronto (AP).
Il libro è una biografia dedicata al fratello più giovane, Giorgio, la cui esistenza dipende in maniera assoluta dalla volontà del maggiore, Riccardo, che irrompe nella decisione dei genitori di non farlo nascere. Giorgio avrà una vita serena e sostenuta dal punto di vista morale e materiale grazie al ruolo di “padre putativo” svolto dallo stesso Riccardo.
La figura della madre è invece rivestita dalla giovane donna di servizio, Gina, di pochi anni più grande, che assicura ascolto attento, cura costante e saggezza popolare ai due fratelli per i lunghissimi anni di convivenza in casa. Il giovane Riccardo percorre la sua strada di studente che lo porta a diventare un bravo medico e a superare via via le sfide che lo porteranno a diventare un ricercatore e un divulgatore apprezzato, un primario conteso fra sanità pubblica e privata: rimanendo tuttavia un “dottore” di stampo antico, capace di sedersi al letto del malato, di tenergli la mano mentre cerca per lui la cura migliore e più accessibile.
Giorgio, spensierato e divertito, liberato dai freni inibitori che invece avevano pesato sull’adolescenza e sulla giovinezza del fratello maggiore, è un conquistatore irrefrenabile: sport, amicizie, leggerezza… che gli saranno di incoraggiamento a sostenere una carriera brillante prima come studente di architettura, poi come professionista. Troverà facilmente lavoro nella Milano dell’edilizia e del design innovativi, tanto da attirare l’attenzione e la proposta di un trasferimento nell’ancora più eccitante realtà statunitense.
Le dolorose esperienze che avrà Giorgio si riverbereranno su Riccardo che, rimasto sempre più solo nella città di origine, vivrà un esaltante percorso professionale.
Su invito di Più libri più liberi di proporre un tema nell’ambito del confronto su “ragione e sentimento”, Callori propone l’esplorazione della relazione tra fratelli sul filo sottile e drammatico che li lega — fra unione e separazione, fra protezione e libertà — che caratterizza il rapporto familiare. I due relatori, che hanno accompagnato da vicino la pubblicazione del libro e la sua diffusione, affronteranno il tema rimarcando l’originalità dello scrittore che non ha avuto timore di svelare fatti e sentimenti intimi e al contempo di offrire una riflessione universale sul delicato e struggente aspetto della fratellanza.
L’accesso alla Sala Giove è riservato ai visitatori di Più libri più liberi ed è garantito fino a esaurimento dei posti.

