Pm Paci: “Prove granitiche su consegna 20 mila euro a Silvana Saguto”

Parla con l’Adnkronos il Procuratore aggiunto di Caltanissetta che smentisce i legali della donna

Il Procuratore aggiunto Paci :

Ci sono prove granitiche” sulla consegna del trolley con 20 mila euro all’ex giudice Silvana Saguto da parte dell’ex amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara. Dunque, in assenza di motivazioni della sentenza, non è possibile dedurre il dato consegnato ieri sera dalla difesa Saguto” secondo cui “sarebbe, invece, caduta l’imputazione sull’episodio della consegna dei 20 mila euro in un trolley”. “È un dato che non appartiene al dispositivo di sentenza. Essendo capi di imputazione a condotte plurime il semplice dispositivo non consente di dedurre quanto dice l’avvocato di Saguto. E poi c’era un elenco pletorico di prove davvero granitiche su questa vicenda della consegna di denaro a Silvana Saguto”.

A parlare con l’Adnkronos è il Procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci, all’indomani della sentenza a carico dell’ex giudice Silvana Saguto condannata a otto anni e mezzo di carcere per corruzione e abuso d’ufficio. Per la Procura nissena, “gli elementi a carico degli imputati in relazione alla dazione di 20 mila euro erano plurimi, non si limitavano alla sola testimonianza di Giuseppe Caronia, c’erano infatti intercettazioni e accertamenti bancari”.


Ma cosa aveva detto ieri sera, dopo la sentenza, la difesa di Saguto? “Dalla trasmissione degli atti dell’architetto Giuseppe Caronia deduciamo che è caduta l’imputazione che riguarda il famoso episodio della consegna di denaro, di 20 mila euro, avvenuta all’interno dell’abitazione della dottoressa Saguto. Questo è un dato processuale: che non è mai avvenuta alcuna consegna di denaro”, ha detto l’avvocato Giuseppe Reina, legale dell’ex giudice Silvana Saguto. Secondo la Procura, invece, la ex magistrata, nel frattempo radiata dal Csm, avrebbe ricevuto in un trolley la somma di 20 mila euro dall’ex amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, condannato ieri a sette anni e mezzo.

Era stato Giuseppe Caronia, un architetto interrogato in aula, e per il quale ieri sera il tribunale ha annunciato la trasmissione degli atti in Procura, a parlare della somma di denaro consegnata a Cappellano Seminara. Per la Procura Caronia sarebbe l’uomo avrebbe consegnato in una busta ventimila euro in contanti, in banconote da 50 euro, all’avvocato Gaetano Cappellano. Secondo l’accusa quei soldi poi sarebbero andati all’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto.

Ecco cosa aveva detto Caronia ai giudici in aula: “Una sera, intorno alle 21, ho avuto un incontro a piazza Sturzo con Cappellano. Era con la sua Mercedes bianca e io sono salito a bordo. Quindi gli ho consegnato una busta bianca contenente 20mila euro in contanti, tutte banconote da 50 euro. Soldi che avevo prelevato dai conti correnti della Caes srl e altri. Ma non sono a conoscenza dell’uso che Cappellano fece del denaro”. Tra Cappellano Seminara e Caronia intercorrevano rapporti lavorativi.

Per il Pm non ci sono dubbi di “alcun genere” sul fatto che “Cappellano Seminara consegnò a Saguto denaro contante”. E parla tuttora di “prove granitiche”. Sarebbe stato proprio l’architetto Giuseppe Caronia a consegnare in una “busta di plastica i soldi, ventimila euro in contanti, in banconote da 50 euro, all’avvocato Gaetano Cappellano Seminara. Soldi che poi sarebbero andati a Silvana Saguto”. Circostanza sempre smentita sia dalla ex giudice che dall’avvocato Cappellano Seminara. E ieri sera l difesa ha ribadito che quest imputazione sarebbe caduta. Ma la procura non è d’accordo. “Come fa la difesa a dire che le dichiarazioni di Caronia sono false?”.

E il Procuratore aggiunto Paci spiega ancora perché: “Il Tribunale avrebbe dovuto dissequestrare i 20 mila euro e non lo ha fatto”. “La trasmissione degli atti sulle dichiarazioni di Caronia non è assolutamente significativa”, dice. Poi il magistrato aggiunge: “Caronia ha fatto diverse dichiarazioni, non sappiamo il motivo che ha indotto il tribunale a disporre la trasmissione degli atti”. E poi ribadisce: “in assenza di motivazione della sentenza non è possibile dedurre il dato consegnato dalla difesa”. Per Paci “ci sono in serie di elementi che inducono a ritenere che Saguto sia stata condannata anche per questo fatto, proprio perché non hanno dissequestrato la somma. E non c’è un passaggio del genere. E la trasmissione degli atti non è significativa sotto questo punto”.

“Per concludere, gli elementi a carico degli imputati in relazione alla dazione di 20 mila euro erano plurimi, non si limitavano alla sola testimonianza di Caronia, c’erano infatti intercettazioni e accertamenti bancari”, ribadisce con forza il Procuratore aggiunto, che ieri sera era presente durante la lettura del dispositivo della sentenza, insieme con i pm Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti.

 

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