Terzo settore. La proposta M5S: Un “compagno adulto” per l’inserimento sociale dei giovani affetti da autismo

A proporla è la deputata Ars Valentina Zafarana (M5S). In lavorazione anche un Disegno di Legge per applicare la figura ai giovani in condizioni di disagio sociale.

 

Introdurre la figura del ‘compagno adulto’ nei percorsi terapeutici dedicati alla cura di adolescenti e giovani adulti affetti da autismo. È questa la proposta presentata da Valentina Zafarana, M5S, attraverso una mozione ed un’interpellanza presentate in queste ore all’ARS.

 

“Il compagno adulto – spiega Zafarana – è una figura innovativa, anche se già utilizzata in molte parti d’Italia, in grado di fornire una terapia sociale a soggetti che soffrono di disturbi dello spettro autistico, in special modo nella fase dell’adolescenza e della gioventù. Il suo compito è quello di aiutare il giovane ad inserirsi socialmente e anche lavorativamente, accompagnandolo all’esterno del suo ambiente protetto, sia esso la propria casa o una struttura dedicata, concorrendo a superare, di fatto, l’approccio terapeutico ‘residenziale’.

 

“Questo approccio – continua la deputata – ha ottenuto negli anni numerosi effetti positivi, mostrandosi una terapia efficace ai fini del miglioramento della qualità della vita del soggetto autistico, senza dimenticare le ricadute positive sulla sua famiglia dello stesso, che potrà così vivere più serenamente sapendo di avere a disposizione una persona formata specificatamente per l’inserimento sociale del giovane. Prevediamo, infatti, che questo ruolo possa essere svolto da educatori professionali, psicologi o psicoterapeuti, anche in formazione, pedagoghi e figure professionali con titoli equipollenti o adeguatamente formati attraverso specifici corsi di formazione dedicati al ruolo da svolgere”.

 

“Stiamo inoltre lavorando – conclude Zafarana – a un disegno di legge che preveda l’istituzione della figura anche a supporto di giovani che vivono condizioni di disagio. Questa potrebbe essere una delle risposte aggiuntive alla rimodulazione post covid dei servizi sociali e territoriali” – conclude Zafarana. 

 
 
 
 

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