“Dopo che la Lega Nord ha lanciato una proposta di collaborazione con i movimenti sicilianisti, da qualche giorno assistiamo a un’incontrollabile pioggia di fake news che vorrebbero disarticolare queste formazioni politiche. Per cui è lecito chiedersi ‘cui prodest?’. A chi serve mentire o travisare la verità, dividendo quanti hanno a cuore le sorti della nostra terra?”

Lo ha detto Salvo Fleres, portavoce di Unità Siciliana-Le Api, chiarendo che la posizione del movimento resta quella di “parlare con tutti ma rifiutare qualsiasi patto federativo che frutti poltrone invece che contenuti economici concreti per la Sicilia”.

“Da qualche tempo – ha sottolineato Fleres – la Lega Nord, dopo aver diffamato per decenni la Sicilia, da ‘Forza Etna’ in poi, ha deposto le felpe per indossare doppiopetto e occhiali professorali. Si è fatta suadente nel tentativo di continuare a dominarci: la parola d’ordine tra i leghisti siciliani è per esempio togliere la parola ‘Nord’ dal nome del partito di Salvini. E questo, guarda caso, dopo che Eurispes ha denunciato la rapina di 840 miliardi di euro del suddetto Nord nei confronti del Sud”.

“Un militante leghista – ha raccontato il portavoce di Unità Siciliana-Le Api – mi ha detto piuttosto arrabbiato: ‘Ci chiamiamo solo Lega!’. E’ falso. Anzi, per la precisione, come testimonia lo Statuto approvato dal Congresso federale straordinario del 21 dicembre dello scorso anno, il partito di Salvini si chiama ‘Lega Nord per l’Indipendenza della Padania’”.

“Insomma – ha concluso Fleres – questo indossare pelli d’agnello da parte della Lega Nord mi pare un tentativo per rendere più accettabili ai sostenitori di certi movimenti ‘sicilianisti’, dei quali abbiamo già svelato i ‘vomitevoli ammiccamenti’ ed i possibili accordi elettorali con il Carroccio dispensatore di seggi, per continuare a considerare la Sicilia una colonia. Per chi invece cerca solo il bene del territorio, arrivano le fake news.

                La nostra posizione è semplice: vogliamo l’applicazione dello statuto, il ponte, le autostrade le scuole, le ferrovie e la tutela del territorio e dei nostri prodotti come tutto il resto d’Italia”.
 

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