Inchiesta Rifiuti: quando il governo Crocetta faceva trasferire tutto nella discarica di Lentini della famiglia Leonardi

Rifiuti da Sciacca e altri comuni della Sicilia occidentale  a Lentini con costi elevatissimi per i comuni.

I grassi guadagni della famiglia Leonardi finiti sotto inchiesta anche per presunti collegamenti con la mafia. Nel 2018 il Governo Musumeci consentirà ulteriori ampliamenti

Fu il deputato 5 Stelle Mangiacavallo che nell’agosto 2016 fece una precisa interrogazione: “Ennesima decisione paradossale di Crocetta, basterebbe riavviare l’impianto di Siculiana

Il deputato grillino pensava a Siculiana per logica geografica ma la discarica di Siculiana era della famiglia Catanzaro, attualmente coinvolti nell’operazione Montante. Rimane da chiedersi, viste le severe norme sui rifiuti come mai queste società ottenevano i pagamenti delle fatture senza il dovuto controllo antimafia? Le cose strane della Sicilia. Negli ultimi anni, per le varie emergenze sui rifiuti, le discariche private siciliane hanno guadagnato soldi a palate. Strano che, gli inquirenti tanto attenti per altre cose, si siano accorti solo adesso che la mafia che guarda ai miliardi e non ai centesimi. abbia potuto godere di queste ingenti somme di denaro.Ci voleva il presidente Fava per capire che la torta dei rifiuti era troppo golosa?

Gli strani trasferimenti dei rifiuti urbani dai comuni della Sicilia Occidentale a Lentini

A dirlo, è stato pubblicamente il deputato Cinquestelle dell’Agrigentino Matteo Mangiacavallo. Il parlamentare del M5S parlò all’epoca – di scelte incomprensibili e spiega che per raggiungere Lentini, gli autocompattatori devono compiere un percorso di circa otto ore andata e ritorno, con spese oltremodo insostenibili per le già disastrate casse dei Comuni; “per non parlare – aggiunse Mangiacavallo – del danno ambientale che arrecano i rifiuti quando attraversano un territorio così vasto”.

Perchè Crocetta fece quella scelta? Oggi, la mega discarica di Lentini è finita sotto sequestro e con gravi sospetti di infiltrazioni mafiose. Per anni, è stata la stessa Regione Siciliana a favorire il suo enorme fatturato. 

Sul punto intervenne anche l’ex presidente della commissione Ambiente all’Ars, il deputato Giampiero Trizzino: “Crocetta pensi a risolvere i problemi della nostra Isola, piuttosto che dare improbabili consigli ad altri amministratori. Affermazioni come quelle apparse ieri sui giornali, non sono accettabili, non sono rispettose nei confronti dei siciliani che stanno subendo l’ennesima emergenza sanitaria per evidente incapacità di questo governo”. Il portavoce 5 Stelle si riferisce alle dichiarazioni apparse ieri sulla stampa regionale, attraverso le quali il presidente Crocetta sostiene di aver risolto la crisi rifiuti della nostra regione in un solo mese e propone, addirittura, eventuali consulenze all’amministrazione comunale romana.. Una delle scelte fatte da quel Governo fu quella di fare conferire tutti i rifiuti in discariche poi finite sotto inchiesta. 

E per questa ragione Crocetta verrà indagato dai Pm di Palermo per la  gestione rifiuti in emergenza. Viene emesso un avviso di garanzia nel 2018 ma non si nulla sul seguito dell’indagine a suo carico. Nel 2016, Crocetta, avrebbe autorizzato con ordinanze urgenti il conferimento in discariche catanesi di 6.900 tonnellate di spazzatura. Secondo i magistrati, Crocetta avrebbe agito senza i pareri previsti dalla legge. L’ex presidente replicò: «Ho chiesto al pm di essere ascoltato: io ho autorizzato semplicemente l’impianto mobile di biostabilizzazione dei rifiuti a Lentini…» Dunque Crocetta si affidava alle opere della famiglia Leonardi che comunque aveva ottenuto tutte le autorizzazioni dalla burocrazia regionale.Adesso , la mega discarica di Lentini è sotto inchiesta anche per possibili infiltrazioni mafiose. 

L’ex governatore non è legato solo alla discarica di Lentini

La Repubblica nel marzo del 2017 scrive

Rifiuti nella discarica sotto inchiesta per mafia, un caso il sì di Crocetta

La vicenda della discarica in mano ad alcuni prestanome dei clan catanesi, stando all’inchiesta della procura di Catania, sta imbarazzando non poco Palazzo d’Orleans. Perché nel sito di Melilli gestito dalla Cisma della famiglia Paratore, con padre e figlio adesso agli arresti, non è andato solo il “polverino” dell’Ilva, grazie ai contatti fra i Paratore e il ministero dello Sviluppo economico. Ma anche, e in deroga a tutte le autorizzazioni ambientali, la spazzatura dei siciliani, grazie a un’ordinanza speciale firmata dal governatore Rosario Crocetta a luglio, nel pieno dell’emergenza rifiuti. Con pratiche istruite in tre giorni. «Per favore, non diciamo sciocchezze — replica Crocetta — l’estate scorsa dovevamo evitare un’emergenza ambientale e abbiamo accettato la proposta della Cisma di ricevere rifiuti urbani. Non potevamo dire di no solo alla Cisma senza alcuna motivazione valida. Abbiamo chiesto subito la certificazione antimafia, ma la prefettura non ha mai risposto. E comunque nessuno era a conoscenza di indagini a carico dei soci».

Ancora una volta, Crocetta, cade dalle nuvole. E’ caduto dalle nuvole anche dopo aver letto la relazione del presidente della Commissione Antimafia, Fava sui rifiuti? 

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