Scandalo toghe: giornalisti in mano ai Pm, arriva l’intervento dell’Ordine:”occorre verificare”

  Carlo Verna dell’Ordine dei Giornalisti : “Esamineremo telefonate tra giornalisti e Pm”

Tempi duri per quei giornalisti finiti nelle intercettazioni  di Palamara. Giornalisti che hanno di certo disatteso diverse regole deontologiche e del loro stesso Statuto. Si dovrebbe indagare anche in tutta Italia per questa “strana” complicità  giornalisti- procure che sa di regime sovietico o cileno. Atteggiamento che viola ogni diritto di libera e giusta informazione. Alcuni giornalisti antimafia vicini al potere  di Montante non sono stati mai richiamati dall’Ordine. Gente che ha accusato di disinformazione chi ha avuto il coraggio di criticare questo beffardo modo di fare informazione e che ha sempre fatto il gioco di alcune procure colpendo avversari piuttosto che fare cronaca. Il Diritto all’informazione e alla libertà di espressione, non è esclusiva proprietà di questi signori. Un caso che dovrebbe fare riflettere tutti è quello del giornalista Pino Maniaci, finito in un processo per estorsione e sfiorato dall’accusa di fare il doppio gioco con i mafiosi. Tramite le Iene abbiamo appreso che  stava antipatico alla Saguto e che la stessa Saguto auspicava vendetta dai suoi colleghi della Procura di Palermo. La cosa strana e che, davanti a vergognosi episodi come quello di Maniaci, nessuno ha ancora pagato il conto.

Il mass media più potente oggi si chiama trojan. Non è una testata registrata ma un formidabile broadcaster: tutto ciò che capta viene pubblicato e dibattuto in televisione. Tutto o quasi, perché quando il meccanismo va in cortocircuito, perché riguarda il mondo dell’informazione e in particolare alcune firme dei grandi quotidiani, il pudore e i distinguo hanno la meglio. E al feroce impeto del “pubblicare sempre, pubblicare tutto”, subentra l’improvvisa scoperta della “non rilevanza”. Verso se stessi. È bastato un trojan, inserito tramite un escamotage studiato dal Gico della Guardia di Finanza nel telefono di Luca Palamara, ex consigliere Csm ed ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, ed apriti cielo: i verbali depositati presso la Procura di Perugia ci restituiscono impietose immagini di confidenzialità tra alcune Procure e alcune redazioni, senza soluzione di continuità. A dispetto di quanto avviene di solito, e della clamorosa complicità che trapela dalle carte tra grandi firme e Palamara, non ne troviamo alcuna traccia nel dibattito pubblico.  Chiediamo cosa ne pensa il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. Giornalista Rai che prima di fare il giornalista indossava la toga. Da avvocato.

Ha letto le intercettazioni sui giornalisti che parlavano con Palamara?
Veramente no. Ma lei mi ha fatto venire la curiosità. Le leggerò.

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