Fake news o propaganda di regime

Una volta nel gergo popolare di diceva di una notizia  “è vero, l’ha detto la televisione” e considerato che per la prima volta si aveva a che fare con uno strumento di informazione di massa accessibile anche a chi non sapeva leggere ed erano anni nei quali il livello di istruzione era molto basso, era anche comprensibile soprattutto perché non si era ancora persa l’abitudine di credere ai video della propaganda fascista.

Adesso invece di una notizia si dice “ è vero, l’ho vista su facebook “  e anche se il livello culturale medio si è alzato (forse) si continua a prendere per oro colato tutto quello che viene pubblicato sui social dando origine alle cosiddette Fake news, (o propaganda) che opportunamente condivise e riprese ad arte diventano virali come una pandemia trasformandoci in untori virali.

Un virus quello delle fake news così potente da riuscire a fare cadere governi  o destabilizzare nazioni e di questo ne sono maestri le più grandi potenze mondiali,  America,  Russia e Cina appoggiati e supportati da giornali e giornalisti locali filorussi o filoamericani a seconda dei casi.

Uno degli strumenti più autorevoli della propaganda russa è il sito Sputnik che i più prendevano come sito di controinformazione individuato anche dai nostri servizi. Lo stesso dicasi per  i propagandisti di professione che operano sui social.

Tra questi professionisti  ad esempio risulta alquanto strano che un Russo molto attivo sui social e residente in Italia da molti anni continui a scrivere post contro il governo, italiano ovviamente, mentre ogni tanto pubblica qualche piccola notizia contro il governo di mosca per evitare di essere individuato come agente propagandista, silenzio assoluto, di Putin non si parla, la dice lunga il fatto che altri giornalisti russi che si erano permessi di puntare il dito contro lo zar o l’impero sono spariti dalla circolazione, fisicamente parlando, ma su questo almeno in Italia è diverso, non sparisci fisicamente ma mediaticamente, se uno scrive contro viene alienato e non ha più possibilità di far sentire la sua voce.

Altro mezzo di infiltrazione nel tessuto nazionale sono le organizzazioni russe, come nel caso dell’associazione Lombardia Russia, presidente Gianluca Savoini, il famoso amico di Salvini, quello dei 49 milioni di euro, e proprio grazie a quanto scoperto sulla riunione all’hotel Metropol di Mosca ultimamente abbiamo avuto un esempio eclatante della propaganda russa a favore di Salvini tanto che il parlamento Europeo ha adottato ad ottobre 2019 una risoluzione nella quale si definisce “altamente pericolosa la propaganda russa” e ha condannato gli interventi stranieri nelle elezioni in vari Stati Europei, citando direttamente il caso Savoini per la lega in Italia, il Front National in Francia, il partito della libertà in Austria e  quanto successo in Gran Bretagna durante il referendum sulla Brexit.

Oltre all’utilizzo dei Social e a software che intercettano le tendenze degli utenti dando preziose informazioni a chi lo gestisce favorendo così la pubblicazione di post mirati e di grande seguito tipo “la bestia”, esistono anche i programmi di chat e uno di questi, guarda caso di origine russa, si chiama  VK, Per esteso “vkontakte”, tradotto  “in contatto” creata da Pavel Durov quello che ha ideato anche il famoso Telegram, per intenderci il Mark Zuckerberg russo. È il social network più diffuso in Russia ma che arriva anche oltre: è una piattaforma social che in italia è usata da lega, casa pound e probabilmente altri. 

Ma c’era proprio bisogno di iscriversi ad un social scritto in cirillico? Forse sì visto che il cirillico era una copertura anche per alcuni famosi giornalisti che riprendevano articoli da giornali russi scritti esclusivamente in cirillico e li rimodellavano a loro ( o di altri ) uso e consumo tanto chi sarebbe andato a cercare riscontro in un sito scritto in cirillico e grazie a questo qualcuno ha fatto carriera.

Con calma, finalmente anche i servizi segreti italiani, si sono messi in moto e hanno cominciato ad osservare questo sistema, nel 2019 il Direttore dell’Aise ha confermato al Copasir la minaccia della propaganda Russa.

 Ad esempio sono  state censite solo nelle ultime settimane centinaia  di fake news sul Coronavirus.  

Una propaganda riconducibile a siti prevalentemente  legati alla Russia in quanto  registrati lì o perchè  affiliati a strutture dello Stato, come Sputnik , l’agenzia stampa russa di cui avevamo accennato prima.

La diffusione di queste fake news è tendenzialmente mirata a destabilizzare i governi  e  l’unione europea in questo caso e ne è la dimostrazione il fatto che la diffusione più alta si ha negli stati più duramente colpiti dal coronavirus, Italia e Spagna dove ovviamente i governi sono sotto pressione nel tentativo di arginare la diffusione del virus e di limitare i danni economici che ne deriveranno, infatti lo stato italiano è dovuto intervenire con il cosiddetto “ golden power ” blindando di fatto una possibile aggressione ai danni delle aziende italiane che potrebbero far gola a speculatori esteri.

Le modalità sono sempre quelle descritte dall’analista americano T. L. Thomas: il discredito  degli oppositori e il disorientamento dell’opinione pubblica, la “distrazione” , l’invio ai nemici di informazioni contraddittorie in quantità industriali, dello sfiancamento e dell’inganno, provocando la concentrazione dell’attenzione e delle forze su temi e obiettivi irrilevanti e della provocazione. Molto in uso anche il discredito di persone, partiti politici o nazioni agli occhi dell’opinione pubblica montando ad arte dei complotti. 

Una cosa è certa, l’unione europea fa paura sia ad est che ad ovest e l’Italia per la sua posizione strategica fa gola a tutti, non ultima la Cina.

E allora via con le fake news, professionisti della condivisione e politici infedeli finiamo di svendere questa nostra Italia al miglior offerente e tu caro lettore dei social, anche se la parola lettore presuppone che uno sappia leggere o quanto meno capire cosa legge, prima di condividere, fate un piccolo sforzo con almeno un minimo di ricerca per tentare di capire se si tratta di una bufala o di una notizia vera e nel dubbio non condividere tanto il premio Pulitzer non lo si vince lo stesso.

Visto però come ci siano molti che non credono alla pandemia del covid 19 figuriamoci se possono credere all’esistenza delle fake news.

Tutti  terrapiattisti e avvistatori di asini volanti

Maurizio Franchina

Il circolaccio

 

 

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