IL DRAMMA E IL PALCOSCENICO, CONSIDERAZIONI DI UN CITTADINO AL DI SOPRA [O AL DI SOTTO] DI OGNI SOSPETTO

Presidente Musumeci,

 

da cittadino e da giornalista voglio dirle che apprezzo i dettati delle Ordinanze da lei emesse, dopo aver messo gli “attributi” sul tavolo di chi ci governa a Roma. Chi oggi compie atti di cinico sciacallaggio politico e mediatico per conquistarsi quel ‘quarto d’ora di celebrità’ di cui parlava il profeta della pop art, Andy  Warhol, paventando scenari orwelliani o qualche golpe militare in stile sudamericano, è solamente affetto da ideologismo massimalista e mancanza di proposta. D’altronde il “nulla” ama sempre mascherarsi del suo opposto.

 

Detto ciò, in cambio della mia cessione di quote di sovranità individuali, vorrei esortarla a un supplemento d’attenzione su alcuni temi: alcuni già in atto, altri, pericolosamente in divenire.

 

Si avvicinano le festività pasquali ed io da siciliano (conoscitore dei siciliani) temo che alcuni gruppi di persone possano tentare di eludere le sue Ordinanze per la scampagnata fuori porta. Non è argomento peloso o ipotesi peregrina. So già che lei avrà tenuto nel debito conto tale sfondo popolare, pensando alle contromisure, tuttavia sento il dovere civico di sollecitarle quel ‘supplemento d’attenzione’ che la situazione richiede. È fondamentale il coinvolgimento di tutte le prefetture, della Protezione civile, delle municipalità urbane (di ogni municipalità urbana) e dell’esercito per scongiurare la tentazione popolare della crapula pasquale. Coinvolga, la prego, ogni soggetto pubblico e privato, compreso l’associazionismo (penso anche alle Associazioni della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza eccetera) e l’Anci per scongiurare quello che oggi sarebbe un mero teatro degli orrori che avrebbe come attori sia i cittadini incoscienti, sia, di ritorno,  quelli disciplinati e osservanti delle leggi. Chieda per quei giorni misure più draconiane e non tenga conto dei giudizi risibili formulati da personaggi in cerca di palcoscenico, d’altronde ogni dramma ha sempre il suo palcoscenico.

 

Poi: ricevo personalmente l’allarme di operatori sanitari, ad ogni livello professionale e di strutture ospedaliere diverse, sulla mancanza di mascherine. Lo so che ci hanno consegnato carta igienica per mascherine, che alcune consegne sono state bloccate per motivi non comprensibili dalla popolazione, che il governo della Regione ha già dato incarico ad aziende siciliane per la produzione di mascherine compatibili con l’emergenza sanitaria, ma la prego di porre con vigore (e rigore) la sua attenzione sulla vicenda. Il caso del soccorritore del 118 contagiato dal virus fa esplodere con più preoccupazione sociale il problema della salvaguardia di chi è quotidianamente in prima linea nell’affrontare l’emergenza. Io e lei abbiamo già subito la più grave delle perdite affettive, sappiamo bene cosa significhi ciò, quindi vorrei evitare con ogni mezzo possibile, il ripetersi di tali eventi luttuosi per ogni famiglia siciliana, comprese le nostre.

 

Presidente, noi siciliani possiamo puntare solo su di lei e sui nostri sindaci, su ogni pezzo di istituzione che rappresenti lo Stato, del quale siamo parte come soggetti attivi e non come numeri, per questo le affido le mie righe che non hanno secondi fini. I problemi dello Stato vanno risolti dallo Stato e non da personaggi d’avanspettacolo che vogliono salvare il mondo con lo storytelling e i linguaggi diversi. Purtroppo, le ripeto che dove vi è un dramma, vi è anche un palcoscenico.

 
 
 

Claudio Zarcone, giornalista professionista e fondatore del Circolo Zarathustra (*)

 

(*) Comunità umana e politica, nell’accezione di avere a cuore le sorti della polis

 
 
 

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