
Sulla carta sono 7 mila le persone arrivate dal nord che hanno informato le autorità locali. Ma potrebbero essere molte di più e gli appelli alla responsabilità potrebbero non bastare
La proporzione dell’esodo al contrario, da nord a sud, sta nei numeri ufficiali. In 7 mila sono tornati . Hanno avuto almeno il buon senso di registrarsi sul portale della Regione siciliana. Così le autorità, amministrative e sanitarie, sanno da dove provengono e soprattutto che sono di nuovo in territorio siciliano. La tracciabilità è decisiva nei giorni del coronavirus. Il nodo è l’impossibilità di calcolare il numero di coloro che sono rientrati senza dire nulla per paura
Un intervento che ha generato panico e che ha fatto partire molti cittadini meridionali verso il Sud. Adesso, il sistema sanitario siciliano,è alle prese con l’emergenza più grande dal dopoguerra . Un sistema non certamente costruito sulla logica e sul merito sanitario ma sulla spartizione clientelare della politica che ha azzannato il grande mercato sanitario che in Sicilia tra sanità pubblica e privata vale più di 8 miliardi. Da Cuffaro a Crocetta , passando da Lombardo per arrivare a Musumeci, il sistema sanitario regionale è stato monopolizzato da logiche spartitorie ed elettoralistiche. I deputati regionali di maggioranza, hanno sempre determinato la nomina di manager e dirigenze. Hanno sempre stabilito , (con complicità occulta di deputati d’opposizione che alla bisogna hanno dato un aiutino), gli ospedali da chiudere e quelli da potenziare. Ogni Governo regionale ha messo le mani al piano sanitario regionale mostrando sempre di agire con leve di clientela politica. Numerose le attività private salvate e aiutate a sfavore degli ospedali pubblici. Basta guardare i documenti e le azioni sui territori per capire gli inciuci. Non ci vuole la laurea in Giurisprudenza o fare corsi da investigatori per capire dove la politica ha inciucitato con i privati per limitare le strutture pubbliche.
Da Catania alla Provincia di Trapani i casi fioccano. Poi, ci sono le assurdità tipo: ridimensionare un Ospedale come quello di Castelvetrano per potenziare Mazara del Vallo e Marsala che, di fatto, distano tra di loro, 20 chilometri circa e sono stati ampliati dopo il nosocomio belicino. Ogni politico aveva bisogno del suo ospedale nuovo a casa. Questo dice tutto. Ridimensionare Castelvetrano e chiudere la sua rianimazione ,preziosa per il Belice ,per favorire tutti gli altri nosocomi Salemi compreso sa di stranissimo. Che strano anche andare a spendere soldi sui privati per ridimensionare i servizi pubblici. Tutti coloro che adesso si scandalizzano per il coronavirus , non si sono mai scandalizzati per i deficit sanitari dell’ultimo piano sanitario di Razza( sembra una battuta, e lo è). Eppure, qualcuno in malafede, dimentica che, per anni, il nostro territorio è stato luogo d’accoglienza di tanti migranti africani.
Ne sono arrivati a decine e decine di migliaia e spesso senza controlli. Pensate che i flussi migratori si siano fermati? Assolutamente no. Per ora è più importante parlare di coronavirus. E allora: se vogliamo essere terra d’accoglienza e continuare ad offrire un luogo sicuro a chi scappa dalla fame e dalla morte, occorre un sistema sanitario pubblico regionale efficiente e ben distribuito.
Chi può escludere in futuro altri casi simili al coronavirus? Chi può dire che dalle aree di grande povertà, non possa provenire una nuova emergenza sanitaria? La lezione che ci sta arrivando dal coronavirus è enorme e non può essere sottovalutata. Sciacquarsi la bocca con belle frasi contro il razzismo non basta. Usare politiche per fermare in mare i migranti è da folli. Che schifo usare chi scappa dalla miseria, per battaglie politiche e piene di odio. Nessuno, e in qualsiasi lato del mondo dovrebbe morire per motivi migratori. Purtroppo sappiamo che non è così. Sappiamo pure però, che, un popolo civile non può permettersi di non curare i propri cittadini per curare gli altri. Che senso avrebbe ? Oggi , se dovesse la Sicilia conoscere l’epidemia virale tipo Lombardia, i morti non si conterebbero più.
I medici in prima linea sarebbero costretti a scegliere chi curare e chi far morire. Fortunatamente il Governo sta rimediando anche se, non sappiamo ancora, quanta gente è stata contagiata da chi è arrivato dal Nord. Ora è importante avere un grande senso di responsabilità.Tutti, nessuno escluso. Le critiche e le strumentalizzazioni politiche non aiutano e non ci interessano. Ma la lezione data dal virus cinese non va messa nel cassetto. Chi lo farà non merita di stare nei palazzi del potere. Una cosa è certa: la sanità meridionale è in forte difficoltà e la colpa non è dei medici o infermieri. Le colpe stanno nei palazzi regionali. Regione siciliana inaffidabile.
Il Governo centrale investa in Sanità pubblica al Sud. Tolga il potere alle regioni che hanno dimostrato mediocrità e sprechi . Si nomino dei commissari competenti e che rispondano solo Governo centrale. La Sicilia necessita di una sanità non politica ma utile ed efficiente e che non faccia sentire i cittadini non protetti . Una sanità che non mortifichi nessuno. Una sanità che sappia gestire le emergenze e che non lasci pazienti fuori dagli ospedali a morire per mancanza di posti.