Strade colabrodo e rattoppate. E’ una Sicilia da terzo mondo

di Antonio David –

Sembra una situazione che sia successa da qualche giorno ma, in realtà sono sempre vissute da qualche decennio in Sicilia terra bella da vedere nei suoi aspetti culinari, di arte e cultura ma, tagliata in due o più tranche per i trasporti sia di viabilità interna,esterna o qual si voglia. Ultima la giornata infernale di martedì, con il percorso alternativo all’autostrada A 19 direzione Catania chiuso al traffico dallo scorso 20 dicembre (per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, che attraversano le Sp 19, 10, 72, 112 e un pezzo della statale 112 ed i centri abitati di Resuttano e Santa Caterina) riaperto definitivamente al traffico alle 15.30. Dietro tutti gli altri mezzi pesanti che nel frattempo arrivavano sono rimasti bloccati. Meglio è andata ai grossi automezzi bloccati a Resuttano, 6 chilometri prima dell’interruzione, fatti tornare indietro a riprendere l’autostrada, dirottati allo svincolo di Tremonzelli e dopo avere percorso le Ss 120 e 117 rientrati in autostrada allo svincolo di Mulinello. Resuttano e lo svincolo autostradale sono stati invasi da decine di mezzi pesanti. Le operazioni di rimozione del Tir sono andate avanti fino a notte, quando sono arrivate due gru private da Palermo con traffico riaperto completamente nel primo pomeriggio

Una vergogna che non conosce confine e una situazione che si aggiunge ai tanti problemi che la Sicilia offre ai suoi cittadini. E’ come se, non si riesca a ripartire o si voglia dare una sterzata alle tante pecche che rimbalzano da persone ad enti, da uffici a singole competenze. Manca una cabina di regia che metta in ordine l’avallo di eseguire un ordine impartito dalle esigenze attuali e non di progetti a lungo termine. Il Governatore Musumeci che si scaglia contro l’Anas: «E’ inconcepibile e irriguardoso che, per l’ennesima volta, l’Anas dimostri di non avere rispetto per la pazienza dei siciliani». «Le nostre autostrade – sottolinea il presidente della Regione Sicilia – continuano a cadere a pezzi nella impotenza di chi dovrebbe assicurarne la piena efficienza.

Parole che non vengono seguite dai fatti e lo si nota da anni e anni, come il tratto da Enna-Caltanissetta limitato ad una sola corsia, con buche e rappezzi che ormai sono “un callo” per la quotidianità di coloro che viaggiano e che prendono atto che, non si trova il colpevole di qualsiasi atto compiuto. Addossare la colpa ad altri è la fattibilità e la convivenza di tutti, visto che non si sposta una virgola se si chiedono lumi al sindaco,assessore o dirigente di turno. I singoli paesi si contendono le “maggior buche” delle strade comunali, sia provinciali,statali senza distinzione alcuna. Tutti fermi e tutti bloccati da chissà cosa e cittadini che vedono solo il pagar bollette senza poter battere ciglio, sommando il tutto alle tante situazioni di spopolamento,lavoro e bla bla bla…..

 

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