Renzi è pronto a uscire dal Pd e fondare il suo partito

 

Renzi pronto addio al Pd: l’annuncio della scissione a Porta a Porta

L’ex sindaco di Firenze potrebbe annunciare la separazione già a Porta a Porta di Vespa. In ogni caso , dovrebbe annunciare la scissione alla Leopolda, in programma tra un mese, e ci sarebbero già una trentina di parlamentari pronti a seguirlo. Potrebbe chiamarsi “Italia del Sì”

Quest’anno c’è una particolare attesa per la Leopolda, il convegno politico che fa da tradizionale ritrovo annuale della corrente dell’ex premier Matteo Renzi. Secondo diversi analisti, sarà proprio durante questo evento – in programma dal 18 al 20 settembre prossimo a Firenze – che Matteo Renzi annuncerà una nuova scissione all’interno del Partito democratico e la creazione di un suo nuovo partito.

Le voci su un nuovo soggetto politico guidato da Renzi si rincorrono oramai da mesi: il 1° dicembre del 2018 il senatore di Forza Italia Paolo Romani aveva detto al Fatto Quotidiano che bisognava lavorare a una “forza liberale come la nostra e, parallelamente, a una forza riformista”, lasciando intendere che l’ex sindaco di Firenze e alcuni esponenti di Forza Italia si fossero seduti al tavolo pensando alla nascita di un nuovo partito che guardasse ai delusi dell’una e dell’altra sponda. Renzi però, al tempo, aveva negato di aver mai avuto un incontro privato con Romani.

Questo weekend, tuttavia, sollecitato da una domanda su un suo possibile addio al Pd, è intervenuto di nuovo sul tema lasciando intendere che qualcosa, stavolta, si muove davvero. “Le chiacchiere stanno a zero”, ha detto in un’intervista al Corriere Fiorentino l’ex presidente del Consiglio. “Di politica nazionale parleremo alla Leopolda e sarò chiaro come mai in passato”.

Le indiscrezioni sul nuovo partito

Quella di Matteo Renzi sarebbe la settima scissione nella storia del Pd, fondato nel 2007, nonché la seconda nel giro di un anno. L’ultimo ad andarsene, in ordine di tempo, è stato Carlo Calenda, lo scorso agosto, in aperto disaccordo con la decisione del partito di allearsi col Movimento 5 stelle per formare un nuovo governo.

Tra i nuovi scissionisti, ci dovrebbero essere il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova; il deputato Ettore Rosato, che nei giorni scorsi ha definito la scissione una “separazione consensuale”; il sottosegretario Ivan Scalfarotto secondo il quale si “possono fare cose bellissime insieme ma non è necessario abitare nella stessa casa”; l’ex candidato alle primarie del Pd Roberto Giachetti; Maria Elena Boschi; la sottosegretaria all’Istruzione Anna Ascani; il responsabile dei comitati Sempre avanti – che avevano raccolto il consenso per la candidatura di Giachetti a sindaco di Roma Luciano Nobili; il membro della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi e il deputato Luigi Marattin. Seguirebbero Renzi anche alcuni amministratori locali come il sindaco di Firenze Dario Nardella ma non alcuni suoi fedelissimi come l’ex ministro dello Sport Luca Lotti, l’attuale ministro della Difesa Lorenzo Guerini e tutti i politici che fanno loro capo.

Fonte: Wired

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