Laura de Santillana a Milano ill 25 settembre con una nuova mostra personale “ab – l’Essenza dell’Assenza” da Gaggenau Hub

“ab – l’Essenza dell’Assenza”


al Gaggenau Hub di Milano la mostra della maturità di Laura de Santillana, curata da Sabino Maria Frassà all’interno del ciclo di mostre In-Material

 
ab – l’Essenza dell’Assenza

Dopo il successo della mostra Soffi a Venezia, il 25 settembre inaugura al Gaggenau Hub di Milano (Corso Magenta 2) la mostra personale di Laura de Santillana “ab – l’Essenza dell’Assenza”, curata da Sabino Maria Frassà.  La mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre ed è parte del ciclo di mostre ‘IN-MATERIAL, quando la materia si fa pensiero’, promosso da Gaggenau insieme al progetto non profit Cramum per tutto il 2019.  Il vetro è il materiale da sempre al centro della vita lavorativa e personale di Laura de Santillana, la cui famiglia fondò Venini e EOS, di cui lei stessa è stata direttrice artistica prima di abbandonare nel 1993 il design per dedicarsi con successo internazionale all’arte: numerosissime le mostre internazionali, tra le quali due partecipazioni alla Biennale di Venezia.

“ab – l’Essenza dell’Assenza” è la mostra della maturità artistica di Laura de Santillana. Sculture in vetro soffiato e opere fotografiche riflettono, come spiega l’artista, sul fatto che “per capire chi siamo dobbiamo cominciare a togliere e ricercare l’essenza nell’assenza”. Lo stesso titolo “ab”, fortemente voluto da artista e curatore rimanda alle prime lettere dell’alfabeto e alla preposizione latina che indica partenza, distacco e l’allontanamento dall’origine, enfatizzando la ricerca ontologica alla base delle opere.

“ab – l’Essenza dell’Assenza” è una mostra carica di significato anche per il fatto che ospita le opere fotografiche Velature e il ciclo di delle Space Eggs, che giunge in Italia e in Europa per la prima volta dopo il successo ottenuto negli USA nel 2011.
 

 
Il ciclo Space Egg, composto da un gruppo di grandi sculture in vetro soffiato, è stato definito “una rivelazione” da Balkrishna Vithaldas Doshi (Premio Pritzker nel 2018). Con queste opere, nate dopo un viaggio in India, de Santillana riflette sull’origine del pensiero e dell’esistenza umana, dando “forma a grandi cervelli, uova, montagne/lingam e cellule.

Come spiega il curatore, Sabino Maria Frassà, “le opere di Laura de Santillana presentate in questa mostra disegnano un percorso di ascesi dalla materia all’essenza. Per comprendere l’essenza di ogni cosa bisogna accettare e anzi ricercare l’assenza, il vuoto e una “pulizia” che non è solo formale ma soprattuto interiore. Questo processo di ascesi è palesato tanto nelle opere del ciclo Space Egg quanto nell’elaborazioni fotografiche del ciclo delle Velature in cui l’artista rielabora uno scatto fotografico che Fabio Zonta fece di una sua opera del ciclo dei Grands Transparents. Il risultato è una sorta di scintigrafia dell’opera che risulta irriconoscibile a meno che non si sovrappongano i numerosi strati. L’artista espose le opere sovrapposte una sola volta nel 2014 a Venezia, ma ha scelto coerentemente alla “ricerca nell’assenza”, di dargli forma definitiva esponendo oggi gli strati singolarmente: de Santillana ha così accettato di perdere la comprensione dello scatto finale, che ritraeva una delle sue opera più iconiche, per arrivare così all’essenza della materia”.
 
 
 
 
 
Laura de Santillana è nata a Venezia. Si forma a New York dove lavora anche nello studio dei Vignelli. Dal 1975 al 1985 lavora per la Venini, azienda di famiglia, disegnando oggetti e lampade ora collezionati in tutto il mondo. Dal 1989 al 1993 è la direttrice artistica di EOS.
Nel 1993 lascia il mondo del design per dedicarsi esclusivamente all’arte. La sua prima mostra è a Seattle. Da allora le hanno dedicato mostre in tutto il mondo: da Parigi e New York nel 1999 alla Biennale di Venezia del 2009. Realizza le sue opere tra Venezia, USA e Repubblica Ceca. I suoi lavori sono esposti in prestigiose collezioni pubbliche e musei – dal Victoria and Albert Museum al Metropolitan Museum of Arts, al Musée des Arts Décoratifs di Parigi – oltre che in numerose prestigiose collezioni private.
Dal 2015 collabora con Cramum, con cui partecipa a diverse mostre personali e che le dedica una prima mostra personale “I Fedeli” nel 2016 al Museo Francesco Messina di Milano e una bipersonale “Soffi” con Franco Mazzucchelli a Venezia nel 2019.

 


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