Le coincidenze giudiziarie: a Palermo, il 3 ottobre prossimo, l’udienza di Vaccarino e i due carabinieri e l’udienza del processo Stato-Mafia con Berlusconi e Di Pietro

La giornata del prossimo 3 ottobre , al Trbunale di Palermo, si annuncia particolarmente interessante. Il Giudice per le Udienze preliminari, Annalisa Tesoriere deciderà se accettare la richiesta della Procura e rinviare a giudizio  per i reati contestati, Antonio Vaccarino ex sindaco di Castelvetrano  e i due carabinieri Barcellona e Zappalà. Nella stessa giornata, sempre a Palermo,  Berlusconi e Di Pietro saranno ascoltati come testi nel processo di appello della trattativa Stato.mafia

Nelle prossime settimane entrerà nel vivo il processo d’appello sulla presunta trattativa Stato- mafia. A luglio la Corte d’assise d’appello di Palermo, presieduta da Angelo Pellino, giudice a latere Vittorio Anania, ha deciso per la rinnovazione dibattimentale. E sono numerose le prove ammesse in accordo delle parti, comprese nuove testimonianze tutte finalizzate a completare il quadro.

Perché la testimonianza di Berlusconi è una prova decisiva? Secondo le motivazioni della condanna di primo grado, a partire dal 1994, quando fa il suo ingresso sulla scena politica nazionale Silvio Berlusconi nella veste di presidente del Consiglio, il ruolo di cinghia di trasmissione delle minacce mafiose avrebbe cambiato interprete e sarebbe stato assolto non più dagli ex ros Giuseppe De Donno e Mario Mori, per i quali, quindi, il reato si ritiene consumato nel 1993, bensì da Marcello Dell’Utri che, grazie ai rapporti con Vittorio Mangano, esponente di spicco della mafia siciliana trapiantato in Lombardia, avrebbe alimentato la trattativa.

Una casualità che metterà in difficoltà anche la stampa. Le testimonianze di Berlusconi e Di Pietro non sono quotidiane 

 

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