Le forme del non rispetto

Il “caso” come lo hanno fatto diventare, del Consigliere Craparotta.

Quello che è successo nel primo consiglio comunale di Castelvetrano, dove è stato effettuato un attacco con modalità assolutamente aggressive e prive di rispetto verso la persona non è stato assolutamente un bel vedere, quello che è successo poteva avere un iter assolutamente diverso e rispettoso anche perchè è stato montato un “caso” con conseguente ampia diffusione a mezzo stampa e sui Social, che se correttamente informati, non lo sarebbe stato, in quanto non tutto è come detto, e questo fa capire che purtroppo la Politica, quella con la P maiuscola è veramente scomparsa lasciando spazio solo a beghe di cortile che naturalmente non faranno mai il bene della comunità.

Ho pensato di condividere una parte dell’articolo scritto dalla Dott.ssa Nicoletta Remiddi pubblicato su psicologheinrete.it, tanto per rinfrescare un minimo le idee, ovviamente non è un male se le idee ce le rinfreschiamo tutti e non solo i consiglieri, perchè il rispetto è anche nelle piccole cose di vita quotidiana.

“Sempre più spesso, nel mio lavoro clinico, mi trovo ad ascoltare storie di NON RISPETTO.
Storie che raccontano di comportamenti e di parole offensive e profondamente lesive.Storie che, sommate ai tanti, terribili e frequenti fatti di cronaca, concorrono nel fare del rispetto un valore sempre più in crisi. Il rispetto è conditio sine qua non della società e del vivere civile, in quanto siamo tutti chiamati a confrontarci con una comunità di persone, disciplinata da regole ben precise che abbiamo il dovere morale e civile di rispettare. Citando Kant: “La libertà non consiste nel fare tutto senza regole ma, al contrario, nell’avere la determinazione di agire nel rispetto delle condizioni morali riconosciute”.

Il rispetto è ciò che è dovuto ad ogni persona in quanto tale, nel riconoscimento del proprio valore e della propria dignità. L’etica del rispetto nasce da:

  • Una corretta educazione alla convivenza civile, in cui si valorizzano e si stimolano le capacità e le competenze di ciascuno, senza pregiudizi di alcun tipo;
  • Una corretta educazione al riconoscimento dei diritti individuali e della dignità altrui, in cui c’è l’obbligo di astenersi da atti offensivi e lesivi.

I fatti di cronaca raccontano sempre più spesso una realtà diversa, fatta di comportamenti e di parole offensive e profondamente lesive. Storie di violenza, fisica e psicologica. Storie senza alcun rispetto.

La mancanza di rispetto è una violenza vera e propria, una violazione del proprio territorio intimo, che può essere consumata in molti modi e su tanti livelli. A volte è esposta, sbandierata, altre invece è ben nascosta, tanto che si fa fatica a riconoscerla.

Si manca di rispetto ogni qual volta non si ha riguardo per gli altri o per se stessi. La parola rispètto ci insegna proprio questo, a re-spicère, a guardare di nuovo, a riguardare, ad avere quindi ri-guardo per qualcuno o per qualcosa. Nel rispetto c’è intenzionalità, c’è la volontà reale di avvicinarsi all’altro con educazione e gentilezza per conoscerlo, riconoscerlo e accettarlo nella sua specificità. Il rispetto, come l’amore, è gratuito e senza condizioni, quindi come non può sussistere il “Ti amo se…”, allo stesso modo non può esistere il “Ti rispetto se…”. Portare rispetto vuol dire concedere a se stessi e agli altri la libertà di essere esattamente ciò che si sceglie di essere, nella piena consapevolezza del proprio valore e della propria dignità.

Le offese alla dignità, piccole o grandi che siano e all’integrità personale, feriscono profondamente poiché veicolano un chiaro messaggio di NON interesse e NON attenzione nei confronti nostri e dei nostri bisogni e sollecitano una varietà di risposte emotive e verbali”.

detto questo, l’Avv. del consigliere Craparotta, Calogero Rizzuto chiarisce così la vicenda:

“In occasione della seduta consiliare tenutasi in data 31.05.2019 il Consiglio Comunale di Castelvetrano ha deliberato, a carico del consigliere Marcello Craparotta, la presa d’atto della causa d’incompatibilità di cui all’art. 10 comma 1 n. 4 della legge regionale n. 31 del 1986, ossia quella riguardante la pendenza di una lite con il comune.

Il consigliere Marcello Craparotta ha pacificamente e graniticamente chiarito, a mezzo delle osservazioni, come detta contestazione fosse del tutto infondata, posto che lo stesso a quella data non aveva lite pendente, in quanto parte in alcun procedimento civile, con il comune di Castelvetrano. Invero, il procedimento civile cui si è fatto riferimento in sede consiliare, ossia quello contraddistinto dal numero di Ruolo Generale 2649/2017 -Tribunale di Marsala, alla data della contestazione risultava già conclusosi.

Nella specie, si trattava di un procedimento civile di convalida di sfratto per morosità che aveva rinvenuto il suo naturale epilogo, in data 22.12.2017, nell’ordinanza di convalida di sfratto,  e nell’ingiunzione di pagamento dei canoni scaduti e di quelli che maturati fino alla data di rilascio dell’immobile. Rilascio, quest’ultimo, avvenuto già in data anteriore al primo consiglio comunale, di guisa che il sig. Marcello Craparotta non risultava da quel momento in poi essere più parte in un processo civile contro il comune. Da qui l’assoluta infondatezza della contestata causa di incompatibilità.

Residuava, dunque, il debito acclarato dal decreto ingiuntivo non opposto. Pertanto, più correttamente Il consiglio comunale avrebbe dovuto contestare, alla data della prima seduta, non già l’ipotesi della pendenza della lite di cui al punto 4 dell’articolo testè citato bensì quella di cui al n. 6, relativa alla esistenza di un credito certo, liquido ed esigibile vantato dal Comune nei confronti del Craparotta. Causa di incompatibilità che, sebbene esistente alla data del 31 maggio, ma mai contestata, oggi risulta essere stata rimossa, atteso che il consigliere penta stellato di che trattasi ha già saldato l’intero debito maturato dal comune di Castelvetrano nei suoi confronti.”

Tanto rumore per nulla, speriamo adesso che si utilizzi la stessa aggressivita nel cercare di ottenere benefici per la comunità e non disperdere tempo per liti puerili ma impiegarlo invece nell’interesse di tutti i cittadini, soprattutto per quelli che hanno deciso di rinnovare la fiducia ai consiglieri che sono stati rieletti malgrado abbiano fatto parte di precedenti amministrazioni che purtroppo …, i risultati li vediamo tutti.

Un augurio di buon lavoro al consigliere Craparotta e a tutto il consiglio comunale, maggioranza e opposizione, nella speranza che si possa finalmente dopo tanti anni lavorare uniti per fare il bene di Castelvetrano che ne ha un immenso bisogno. Fate tutti in modo di essere ricordati per quelli che hanno riportato in alto la nostra Città e non per altro. C’è troppo da fare.

Il Circolaccio

Maurizio Franchina


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