La politica di Ruggirello che piaceva anche al Pd. Castelvetrano e il caso Giambalvo

Avevamo scritto del gioco della roulette. Mafia, politica e affari giocano su tutti i colori . Dopo il caso Pellegrino, il caso Ruggirello.

 Un schifoso vezzo di usare i voti come coupon da supermercato che dura da decenni. Un sistema molto radicato e che riguarda, secondo le ultime inchieste,  gli schieramenti di centro sinistra e centro destra. Davanti agli interessi milionari non c’è colore che tenga. Ruggirello a Castelvetrano aveva tanti amici e non solo nel Pd . Anzi ,nel Pd castelvetranese, ha trovato poco spazio.A Castelvetrano fa carte Gucciardi suo compagno di lista alle regionali . La politica ha le sue regole. Ruggirello , dopo la candidatura al senato era pronto con i suoi a  correre per le prossime amministrative. La candidatura di Ruggirello alle regionali è stata strategica per bloccare Tranchida . Senza Ruggirello candidato su Trapani , l’attuale sindaco di Trapani avrebbe stravinto su Gucciardi visti i voti del capoluogo. Nonostante quello che è venuto fuori dall’inchiesta Ruggirello è rimasto al palo  

Quando Errante per un accordo elettorale con Ruggirello che aveva fatto candidare addirittura nel Fli di Fini , Giambalvo, fa dimettere il suo amico avvocato , Peppe Rizzo, Giambalvo pensa di aver fatto 13. Un 13 di cui perderà la schedina e anche la faccia. Non si è mai capito perchè Ruggirello avesse tutto questo interesse a farlo diventare consigliere. Almeno fino all’inchiesta odierna. L’arrivo di Giambalvo in maggioranza , per Errante non fu subito devastante. Anche il Pd ne prese atto . Nell’agosto del 2014 Monica Di Bella, addirittura difese la Giunta Errante su una bacchettata arrivata dall’ex on. Milazzo che accusò Errante di “confusione ” politica . Ruggirello, nel 2012 ,stava nel centrodestra ( poi sosterrà Crocetta dopo le elezioni dell’ottobre 2012). Nel 2015, il PD locale ripudiò la scelta di Giambalvo dopo l’assoluzione , come tutto il consiglio e Giunta. Ruggirello però, non fu ripudiato dal Pd e da Crocetta. Con le sue abili arti di piazzare uomini suoi in varie liste Ruggirello gioca la partita a tutto campo .Da una mano ad Errante e Pompeo per “fottere” il nemico di sempre : Giovanni Lo Sciuto candidato a sindaco. Ruggirello aveva “purgato ” Lo Sciuto anche nel 2008 nelle liste di Raffaele Lombardo. Il maggio del 2012 è cruciale per la politica castelvetranese. L’ex sindaco Pompeo morto di recente ,deve impedire insieme ad Errante l’elezione a sindaco di Lo Sciuto . Ruggirello dimostra di avere i voti e serve. Lo Sciuto perde . Ruggirello si attacca alla Giunta Errante . Nel Fli vengono eletti: Ninni VACCARA, Salvatore VACCARINO,Giuseppe RIZZO ed Enrico ADAMO che con Ruggirello non hanno nulla da dire. Giambalvo non c’è la fa per pochi voti e nessuna pensa di dargli spazio. Tanto è vero che Giambalvo farà ricorso contro Adamo perdendolo. Basiricò e Martire, amici di Ruggirello non verranno eletti in altre liste. Verranno eletti altri consiglieri che dimostreranno di avere molte simpatie per Ruggirello . Martino nell’UDC si dimostrerà amico di Giambalvo e Ruggirello

Con la nomina di Rizzo a vice sindaco di Errante, si libera il posto in Consiglio Comunale per  Calogero Giambalvo. Neanche ci pare vero. Verrà arrestato dopo pochi mesi e poi assolto

La cronaca odierna da Repubblica

A Ruggirello viene contestato di aver “preso parte all’associazione mafiosa denominata Cosa nostra, quale politico destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti di detta associazione nel corso di varie consultazioni elettorali, fornendo un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, cui metteva a disposizione – per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali – l’influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione di deputato regionale dell’Assemblea regionale siciliana”. Così inizia il capo d’imputazione che ha fatto scattare per l’ex deputato del Pd un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Palermo Piergiorgio Morosini. L’esponente politico viene definito “referente politico abituale di Cosa nostra trapanese: ne ha sfruttato il sostegno elettorale, offrendo un rilevante contributo per il rafforzamento dell’associazione mafiosa”.

In particolare, Ruggirello avrebbe “garantito piena disponibilità per tutelare gli interessi della famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, anche relativi a futuri finanziamenti pubblici, attraverso accordi raggiunti con Michele Accomando, appartenente a detta famiglia”.

Avrebbe poi “promesso di interessarsi per far assumere a tempo indeterminato, presso l’Azienda ospedaliera Sant’Antonio Abate di Trapani, Margherita Buracci, figlia di Giovanni, appartenente alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara”. Secondo la procura di Palermo e i carabinieri, avrebbero anche “esercitato pressioni politiche per far sì che Calogero Giambalvo, nipote dell’associato mafioso Vincenzo La Cascia, subentrasse come consigliere comunale a Castelvetrano, quale primo dei non eletti, e prometteva al medesimo Giambalvo l’opportunità di lavoro all’interno del Parco archeologico di Selinunte”.

Un altro episodio contestato: “Accettava, quale referente provinciale del movimento politico Articolo 4, l’inserimento nella lista del movimento di una candidata, Daria Razziano, indicata espressamente da Filippo Sammartino, esponente della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara”. E ancora: “Ruggirello si sarebbe rivolto all’associato mafioso Carmelo Salerno di Paceco per ottenere nominativi di fiducia da inserire come candidati nella lista Democratici per Marsala per le elezione comunali di Marsala del giugno 2015”.

E’ lunga la lista delle accuse. Nel capo d’imputazione, si contesta all’ex deputato Pd di “aver sostenuto presso gli uffici amministrativi della Regione Sicilia l’aggiudicazione di un appalto per la fornitura di mobili in favore della ditta ‘Gulotta Design di Vincenza Costa’, segnalata da Carmelo Salerno”. E ancora di aver “sollecitato l’assunzione, come guardia giurata, di Vito Costa, persona segnalata ancora da Salerno, a cui avrebbe promesso pure un interessamento per “la posizione lavorativa del figlio”.

L’elenco delle contestazioni prosegue con le ipotesi di richiesta elettorale: “Si rivolgeva, in distinte occasioni, ad esponenti dell’associazione mafiosa, tra cui Salvatore Crimi (della famiglia mafiosa di Vita), Pietro Virga, Francesco Orlando, Carmelo Salerno, Pietro Cusenza (tutti della famiglia mafiosa di Trapani) per ottenere supporto elettorale in occasione delle consultazioni regionali del 2017 e delle nazionali del marzo 2018”.

Ai boss Francesco e Pietro Virga, Ruggirello avrebbe anche dato del denaro “per acquistare voti durante la campagna elettorale per le regionali siciliane del 2017”.

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