Triscina, “capitale” del clientelismo e dell’abusivismo : dove lo Stato ha perso la faccia

L’ultimo capitolo del libro della Triscina arriva con il sorteggio che i commissari hanno indicato di effettuare, dopo l’ennesima scoperta di possibili” imbrogli” urbanistici . Diciamo “possibili” solo per rispettare il lavoro della commissione.

Martedi 26 febbraio 2019 , presso la sede del nuovo comune(luogo da verificare anche sotto gli aspetti dell’agibilità) ,si verificherà all’interno di un gruppo di abitazioni sanate che, da documenti pubblicati (su diversi giornali online  e sui social)risultano   essere  con evidenti difformità, rispetto alla famosa fascia dei 150 metri. L’ennesimo gioco di prestigio che ha consentito ai soliti furbetti di salvarsi la casa abusiva? Molto probabile.

Parlare di Triscina, per le case abusive ,ormai non fa neanche  più notizia. Qualcuno si aspettava la Rai o chissà quali disordini il giorno delle ruspe e invece, tutto si sta svolgendo con ordine e di servizi Rai, solo pochi secondi nel Tg regionale e qualche articolo su qualche sito online. Affermare il concetto di legalità nella frazione che ha conosciuto tutti i tipi di imbrogli e  illegalità, è quasi come parlare dei marziani. Si doveva demolire è si è fatto. Ma non basta. Se tutto si ferma alle ruspe , sembra davvero tutto molto riduttivo. Qualcuno, alla ricerca spasmodica della legalità, ha finito la sua corsa commettendo anche delle illegalità. Parecchie illegalità.

In Italia funziona così:”tintu cu annagghia“. Infatti, gli 85 disgraziati che stanno subendo la demolizione in funzione di una  giusta sentenza che va, rispettata, in tutte le sue forme gli sta  “rodendo ” il culo , nel vedere che molti furbetti, con il  classico gioco delle tre carte “si la stannu virennu di lastracu“.  Non entrando nel merito sulla gestione dei rifiuti da demolizione su cui pende già un’inchiesta, è opportuno parlare su come si sta cercando il ripristino della legalità nella capitale dell’illegalità. Non si sa nulla di tutti i pozzi neri abusivi esistenti e di quelli sotterrati dalle demolizioni. Lasciamo stare le condizioni ignienico-sanitarie di una borgata con oltre 7 mila case e senza un briciolo di fognature. E infatti la politica le fognature le voleva fare. l’ex Gianni Pompeo , lasciò ad Errante un progetto già appaltato di oltre 30 milioni di Euro. Meno male che qualcuno ci mise le mani e bloccò tutto. Pensate  quale disastro si è evitato . Immaginate la scena:  da una parte, lo Stato che vuole fare le fognature e spende un pozzo di soldi e dall’altra, lo stesso Stato che demolisce e denuncia nuove violazioni. Una vera pantomima dove la Legalità va a fare a pugni con la stessa legalità. I veri mafiosi, in questo bordello ci avrebbero messo le mani.   Una gara con tutti questi soldi non si vedeva da decenni. Vero è che si dovevano fare anche nuovi depuratori ealtre linee fognarie fuori da Triscina ma non si riesce a capire come si poteva realizzare quell’opera senza prima aver sistemato le case abusive. Un altro mistero.  Quella gara avrebbe smosso molti soldi . Saranno stati i commissari a rovinare la festa? Forse.

Quindi, adesso, il comune , preso atto dell’ennesima illegalità, dovrà verificare a “campione” chi ha ottenuto una licenza con carte false. A sorteggio? Ci si augura che sia solo un test che conduca alla verità su tutto quello che hanno combinato i tecnici del comune, i politici e anche i professionisti  privati del settore come architetti e ingegneri. Già, perché è giusto ricordare che le pratiche di sanatoria venivano accompagnate da relazioni tecniche firmate da chi ha i titoli specifici. Un semplice cittadino non poteva farlo da solo

E’evidente che i tecnici privati dovevano sapere della porcata sugli immobili falsamente”sanati”. E questi tecnici privati, molti dei quali hanno guadagnato un botto di soldi con le sanatorie e hanno pure fatto politica nel corso degli anni, sono tutti “netti di risina”? Perchè non dicono ai commissari cosa è successo piuttosto di fare la sceneggiata dei sorteggi?. Qui c’è una evidente complicità da parte di chi doveva rappresentare le leggi, la politica che sapeva, i tecnici privati nominati dai furbetti.   

Triscina è l’icona più evidente del periodo storico post-guerra dove lo Stato chiudeva gli occhi verso gli intrallazzi mafio-politici con la complicità di tecnici compiacenti su cui nessuno ha mai indagato.

Il controllo fotocartografico ha dimostrato che ci sono 273 immobili dentro la fascia dei 150 metri e che hanno la licenza in sanatoria

Visto che a Castelvetrano ormai si è aperta la (finalmente) la resa dei conti , dopo anni di sordità e cecità delle istituzioni a cominciare anche dal genio civile  di Trapani, è necessario adesso sapere i colpevoli. La gente normale vuole sapere:  di chi erano queste case, su quali terreni sono stati costruiti, i tecnici che hanno seguito queste case e chi amministrava la città.Incrociando i dati possono venire fuori magari che qualche casa era nell’interesse di qualche politico potente, oppure mafioso con larga parentela,  o magari di qualche appartenente ad uffici statali. Adesso è necessario, cari commissari, aprire tutte le stanze buie di questa città e rendere noto tutto quello che avete trovato. Nomi e Cognomi ci vogliono e senza guardare in faccia nessuno . E se avete ancora del tempo, andate a guardare pure nelle lottizzazioni degli ultimi 25 anni. Chissà quanti imbrogli urbanistici troverete. 

Blog il Circolaccio

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