Palermo: operazione antimafia “Game Over” indagato il castelvetranese Alberto Firenze

“Un emendamento per il re delle scommesse”.

Sono Alberto Firenze, del Pd fedelissimo di Faraone  e Pietro Alongi, ex deputato regionale di Ncd i politici coinvolti .

Avrebbero aiutato Bacchi a inserire un emendamento in Parlamento per sanare le sue agenzie illegali.

Alberto Firenze, medico vive da alcuni anni a Palermo. In passato è stato anche consigliere comunale.

Alle recenti elezioni di Castelvetrano sosteneva Pompeo

 

Ninì Bacchi, il “re” delle scommesse on line socio dei boss siciliani, era riuscito a piazzare un emendamento nella legge finanziaria 2016. Per sanare 700 punti gioco del circuito “B2875”, che stavano tanto a cuore alle cosche siciliane. Un emendamento che poi non passò. Ma le intercettazioni della squadra mobile di Palermo hanno svelato i contatti politici del manager di Cosa nostra, arrestato questa mattina. E uno dei collaboratori più stretti dell’ex sottosegretario Pd all’Istruzione Davide Faraone è finito indagato. Per aver fatto da ambasciatore di Bacchi. Che intanto incontrava anche il deputato regionale Pietro Alongi, dell’Ncd, indagato pure lui.

Nel 2016, ci fu grande fermento per quell’emendamento. A settembre, Bacchi aveva un gran fretta di incontrare Firenze, che all’epoca era presidente dell’Ersu, l’ente regionale per il diritto allo studio. E l’incontro si fece, il 30 di quel mese, nel padiglione 19 di viale delle Scienze. All’ingresso c’erano anche gli investigatori della squadra mobile, che si finsero studenti.

Non sappiano cosa si siano detti Bacchi e Firenze, ma il giorno prima di quell’incontro erano state intercettate due telefonate molto esplicite. Al mattino, Firenze aveva parlato con Eugenio Ceglie, un collaboratore dell’allora sottosegretario Faraone, e avevano discusso della possibilità di inserire l’emendamento che tanto stava a cuore a Bacchi nel Decreto “Mille proroghe”. Al pomeriggio, Firenze parlava con uno dei collaboratori di Bacchi, Devis Zangara, pure lui finito in manette nel blitz di ieri mattina.

Era il 29 luglio. Zangara diceva a Firenze di non essere riuscito ad arrivare in tempo all’appuntamento, ma insisteva: «Alberto, domani mattina possiamo vederci? Perché io avrei delle cose da dirti». Firenze diceva: «Io da domani sono impegnato in questa conferenza… avrò duecento persone che vengono da tutta Europa e io sono inserito in tutte le cose… Non lo so, non riesco a darti nessun orario, io sono nell’edificio 19». Zangara insisteva: «Ti volevo aggiornare di alcune cose, ti volevo chiedere altre cose, perché poi parlando con un amico mio oggi… dice che mille proroghe non è una cosa di adesso, è una cosa che potrà avvenire». Bacchi voleva a tutti i costi quell’emendamento. E Firenze rassicurava: «Vedi che si sta preparando il decreto Mille proroghe… stanno lavorando a questo». Zangara chiedeva: «Tu mi dai questo… come mi hai dato la sicurezza, la certezza perché ci sono… e poi ci sono altre cose che ti volevo dire, ma te lo dico di presenza». E Firenze diede l’appuntamento: «Domani mattina dalle nove sono qua, all’edificio 19 e mi trovi qua tutto il giorno».

 

Fonte : Repubblica

Il Circolaccio

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