Quel perfido rischio di finire nel fango mediatico se critichi i personaggi dell’antimafia

 

La mafia  può generare  certa antimafia?

Qualcuno lo sostiene da tempo ma noi de “Il Circolaccio” non intendiamo crederci a priori. 

Intanto il Governo Gentiloni  invece di regolamentare le nomine degli amministratori  giudiziari vara una norma a loro  tutela  dopo le vergogne del caso Saguto

Secondo alcuni detrattori  dell’antimafia di professione , certa mafia dei colletti bianchi e dei palazzi ha tutto l’interesse a far esistere un certo tipo d’antimafia. Come dire: se distruggiamo  definitivamente il virus dell ‘influenza perchè fare il vaccino? Crollerebbero miliardi di fatturato per le industrie farmaceutiche. Un pò come il colesterolo. Da qualche anno, i medici  specialisti,non consigliano più per una leggera colesterolemia le statine sintetiche, perchè fanno male. Consigliano i rimedi naturali. Meno costosi e meno dannosi

Certo, fare antimafia ,non può essere un mestiere e neanche un modus per ottenere vantaggi  economici rilevanti. Il mercato dell’antimafia “opportunista” , in questi anni, ha messo le mani su un giro d’affari di svariati miliardi.  Ciò è dimostrato anche dalle azioni giudiziarie in corso.  Ma chi vuole essere “diverso” dai forcaioli antimafisti di comodo, non può usare le stesse loro armi. Non può generalizzare nelle valutazioni e nei pregiudizi sulle persone o di intere comunità. Gli antimafisti , spesso, si sono divertiti ad infangare tutto e tutti . Un sistema ben rodato e dove, dentro  l’apparato,ci hanno messo di tutto: dalla stampa prezzolata a qualche inquirente in cerca di visibilità, a politici senza scrupoli. Fortunatamente, non  tutti sono  riconducibili a questo allarmante sistema operativo. Ci sono persone  “sane” e di principio che sono contro ogni forma di mafia, bianca o nera, politica o affaristica e antimafista. Persone che  lottano ogni giorno per le loro idee ,senza chiedere prebende o medaglie in cambio e sopratutto senza farsi influenzare dai partiti. Piaccia o no, la vera antimafia deve stare fuori dalla politica e da contesti economici complessi.  I poliziotti e i magistrati dovrebbero stare lontano dai partiti.

Troppo alto il conflitto d’interesse. Chi fa antimafia vera, non deve ottenere un vantaggio economico  o di carriera, almeno che non sia legato ad un meccanismo lavorativo ben definito. E quest’ultimo aspetto va monitorato.  vi sembra vera antimafia quella di Claudio Fava che da vice presidente della Commissione antimafia si è fatta una campagna elettorale per le regionali sparando su tutti e diventando deputato a 13 mila Euro al mese? Era ovvio che Fava temesse le purghe  romane . il rischio era quello di rimanere fuori dai giochi per le prossime nazionali. Così Fava avrà altri 5 anni di stipendio. Il suo operato era più credibile se avesse lasciato prima della campagna elettorale siciliana lo scranno romano.

Nessun vantaggio e nessun privilegio deve essere  dovuto a chi fa parte dell’antimafia associata

Il Codice antimafia si applica solo ai nemici?

Come sono stati designati  gli amministratori giudiziari finiti sotto inchiesta?”

Perchè quando si critica qualcuno dell’antimafia vi è subito un giornalista di parte che ti accusa di mafiosità?

Come mai tanti avvocati fanno parte delle associazioni?

Qualcuno sospetta che ci siano congrui giri di denaro, per le parti civili nei processi

Lo scandalo dei beni confiscati e le pessime scelte del Governo a guida PD

Mentre l’opinione pubblica si indigna per il “caso Saguto” e per i recentissimo servizio delle IENE di Riccardo Spagnoli e Matteo Viviani, che hanno messo (almeno ufficialmente) in evidenza il malaffare legato all’amministrazione dei beni oggetto di misure di prevenzione, il Parlamento, piuttosto che correre ai ripari e approvare norme che assicurino una gestione trasparente di interi patrimoni, lo scorso 17 Ottobre ha introdotto nel Codice Antimafia, il nuovo art. 35 bis, intitolato “Responsabilità nella gestione e controlli della pubblica amministrazione”, di cui riporto il primo comma.

“Fatti salvi i casi di dolo o colpa grave, sono esenti da responsabilità civile l’amministratore giudiziario, il coadiutore […] per gli atti di gestione compiuti nel periodo di efficacia del provvedimento di sequestro.”

Pare evidente che il “caso Saguto” è dipeso (anche) dal fatto che tutti coloro che “amministravano” agivano con una certa “disinvoltura” perché erano coperti dalla più totale irresponsabilità. Ci si aspettava, quindi, che il Parlamento, per migliorare l’efficienza della aziende in amministrazione giudiziaria, lavorasse proprio sulla responsabilità degli amministratori giudiziari come, peraltro, aveva proposto TeleJato e come, del resto, suggerisce prima ancora il buon senso.

E, invece, con la nuova norma, viene riconosciuta la totale irresponsabilità degli amministratori giudiziari.
La prassi dimostra che i casi del dolo o della colpa grave sono mere ipotesi di scuola. Fermo restando che, processualmente, la prova del dolo o della colpa grave è a carico della parte che si ritiene offesa.
La parte offesa, tuttavia, durante il procedimento di prevenzione, non solo – per legge – non ha contezza delle operazioni dell’organo gestorio perché quest’ultimo, insieme al Giudice Delegato, opera nella massima segretezza, ma non ha neppure la legittimazione attiva ad agire in giudizio per fare valere la responsabilità dell’amministratore giudiziario.
Fonte : Sicilia informazioni

Il Circolaccio

Salvo Serra

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