Le elezioni e la legge sul voto di scambio che si applica solo per i nemici: “se mi voti ti prometto un posto di lavoro: reato anche senza assunzione”

La campagna elettorale è al termine ma le promesse fioccano. Chi sta al governo “promette” stabilizzazioni e aumenti di stipendio. Chi è all’opposizione “promette” altri vantaggi

Sarà voto di scambio?

Cosa dice la legge?
Sembra non temere, certa politica, la persecuzione dei magistrati sul voto di scambio. Tanti candidati “promettono” anche carriere ai burocrati regionali e possibili incarichi e non sono preoccupati

E’ tutto normale? Chi indaga sulla campagna elettorale? O si cerca lo scoop solo per “fottere “l’avversario di turno?
Cosa dice la legge
Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una presentazione di candidatura, il voto elettorale o l’astensione dal voto, dà, offre o promette qualunque utilità ad uno o più elettori (lavoro) è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000, anche quando l’utilità promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all’elettore per spese di viaggio o di soggiorno o di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali.
Ecco il testo della nuova formulazione del reato di voto di scambio, così come prevista dallì’articolo 416-ter del Codice penale.

Ancora la legge precisa: “Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma”.

Fonte : La Legge per tutti

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