Anche noi…siamo stati emigranti e spesso lo dimentichiamo

In questi giorni, ancora una volta, il Mediterraneo, inghiotte tante vite umane. Migliaia di uomini donne e bambini che attraversano il mare della storia forse in cerca di un mondo migliore. E’ l’Europa? Già l’Europa delle banche e dei banchieri che fa? Se ne lava le mani….

L’Europa che scarica tutto all’ Italia, L’Europa che obbliga Gentiloni a trovare i soldi per salvare le banche distrutte dai crediti dati a imprenditori furbi del nord e non trova risorse per aiutare noi siciliani veri ,ad accogliere dignitosamente questi esseri umani. Oltre il “giro ” dei centri d’accoglienza dove bisognerebbe indagare e molto, ormai ogni famiglia siciliana deve fare i conti con chi arriva qui. La gente di colore è dovunque. Donne, bambini e uomini che girano per le nostre strade. Occorre chiedersi chi sono e se tutti sono in regola. La percezione della gente e che in pochi controllano.

Arrivano e vanno accolti. A loro non deve mancare la nostra solidarietà. Nessuno va lasciato solo.

Poi, scattano altre ragioni. Se stanno con noi dobbiamo sapere chi sono e sopratutto capire se ci rispetteranno. Lo Stato ci deve garantire. Invece le istituzioni “politicizzate” in collaborazione dell’associazioni “Anti e basta chi ci su sordi” spesso si disperano per guardarci pure i “peli del fondo schiena” a noi siculi e poi ,non si curano di sapere se questi nuovi emigranti che scappano dai loro paesi sono tutti bravissimi. Dopo l’accoglienza (doverosa) dovrebbe esserci tanta attenzione nel registrare tutti e sapere se meritano di rimanere e se possono avere intenzioni diverse da quelle della ricerca di un lavoro e di una nuova vita.

Sapere chi hai davanti quando cammini per strada, non è razzismo è solo rispetto.  E’ troppo chiedere se queste persone sono nelle condizioni di legalità?

Noi siciliani, quando andavamo a chiedere lavoro in America ci mettevano in quarantena Tutti passavano da Ellis Island prima di entrare a New york e vedere “Lamerica” tanto agognata 

( Nella foto il Museo dell’emigrazione di New york Ellis Island)

Se non passavi le visite mediche e i documenti erano ok tornavi indietro. Certo, erano emigranti con il passaporto. Però anche i severi controlli americani non impedirono a tanti mafiosi e camorristi nel primo novecento di trasferirsi oltreoceano. Visitare Ellis Island museum dovrebbe essere un obbligo per tutti noi e per i giovani siciliani che verranno. Tanti bambini, donne e uomini siciliani morirono prima di vedere la “grande mela” che rappresentava per loro la possibilità di conquistare la libertà e uscire dalla schiavitù dei latifondisti. Ancora una volta la Sicilia lasciata sola. La Sicilia e i siciliani interessano solo quando si deve macchiare questo popolo con l’onta della mafia e del malaffare

Lascia un commento

Next Post

Marsala : l'ipab sotto inchiesta per 700 mila Euro di contributi dati dalla Regione Siciliana

Ven Giu 30 , 2017
Anche a Marsala succedono episodi di spreco di denaro pubblico… La città lilibetana di solito poco conosciuta sui blog  e spesso  difesa  dai blog locali, si porta all’evidenza mediatica per una probabile truffa  ai danni della Regione Siciliana chi sono… i responsabili? Avrebbe chiesto alla Regione Siciliana e al Comune […]