Quando il mecenatismo ti fa innamorare dell’arte: Schiavi S.p.A. e CRAMUM lanciano “L’arte in prima persona”
Milano 23 febbraio 2026
Schiavi S.p.A., dal 1928 tra i più affermati player in Lombardia nella progettazione e realizzazione di opere architettoniche ed edifici residenziali di alta qualità, annuncia l’avvio della collaborazione con CRAMUM e il lancio di “L’arte in prima persona”, un progetto socio-editoriale che integra, lungo tutto il 2026, Corporate Social Responsibility, arte contemporanea e cultura dell’abitare, sotto la direzione editoriale e creativa di Sabino Maria Frassà.
L’iniziativa nasce dalla convinzione dell’azienda, racchiusa nelle parole dell’Amministratore Delegato Paolo Schiavi:
«Costruire significa contribuire a creare non solo edifici, ma luoghi in cui si vive insieme, contesti culturali e sociali duraturi. Perché costruire, in fondo, è creare luoghi in cui la vita prende forma: e la casa, più di ogni altro spazio, è il punto in cui ciò che scegliamo diventa identità, memoria e futuro.»
In questo orizzonte, Schiavi S.p.A. sceglie di agire come mecenate culturale contemporaneo, mettendo a disposizione competenze, ospitalità digitale e canali di diffusione per sostenere concretamente il lavoro degli artisti e la circolazione delle idee, senza alcuna ingerenza nella linea editoriale e nella direzione creativa del progetto.
Il progetto nasce dall’incontro con l’attività di CRAMUM, realtà non profit riconosciuta per il talent scouting e per l’impegno nel promuovere l’arte come cultura condivisa, capace di fondare comunità e non solo di produrre immagini: dal Premio Cramum alle mostre legate al mondo paralimpico, da Parigi a Cortina. In questa cornice, CRAMUM porta nel progetto un metodo e visione consolidato: “dare spazio a opere, processi e scelte creative spesso fraintese dalla narrazione mainstream, restituendone il senso più autentico e rendendolo realmente accessibile”, spiega Sabino Maria Frassà.
“L’arte in prima persona” si sviluppa attraverso contributi mensili condivisi sui canali web e social di CRAMUM e Schiavi S.p.A., che raccontano l’arte in prima persona, dando voce agli artisti e ai loro processi per comprendere davvero che cosa un’opera è, da dove nasce e che cosa porta con sé. Il progetto non propone scorciatoie né semplificazioni: restituisce profondità al racconto dell’arte e invita a comprendere perché scegliere, mettendo in luce pensiero, processo e senso di un’opera, in dialogo con la vita domestica e con il tempo.
Questo percorso culturale prende avvio dal web e dai social, oggi sempre più centrali tanto per l’attività imprenditoriale quanto per quella artistica. Come spiega Sabino Maria Frassà:
«Se Schiavi S.p.A. costruisce pareti che le persone riempiranno di ricordi ed emozioni, la suggestione del progetto condiviso è quella di invitare chi sta facendo casa ad avvicinarsi all’arte, a condividere il pensiero che prende forma e diventa immagine nel lavoro degli artisti, a farlo proprio. L’obiettivo non è commerciale: né CRAMUM né Schiavi S.p.A. vendono le opere di cui si parla. Ci muove la volontà di attivare un cambiamento interiore, un movimento dell’animo, che è il vero scopo dell’arte. Anche il disappunto è parte del processo: non tutto deve piacere a tutti, ma è importante scegliere — o rifiutare — consapevolmente, dopo aver compreso il perché e il come. Saremo il megafono delle emozioni degli artisti, che spesso lavorano meglio con le mani che con le parole. Per questo la selezione è globale e trasversale rispetto al livello di carriera, guidata solo dalla ricerca e dal talento puro e genuino: Liu Chien-Kuang (Taiwan), Ingar Krauss (Germania), Kaori Kurihara (Giappone), Wolfe von Lenkiewicz (Regno Unito), Fulvio Morella (Italia), Leo Orta (Francia/Argentina), Paola Pivi (Italia/USA), Betty Salluce (Italia), Carla Tolomeo (Italia), Emilio Fuentes Traverso (Cile), TTOZOI (Italia).»
Proprio per questa sua natura, il progetto si configura come un’azione concreta di Corporate Social Responsibility: promuove educazione culturale e accesso alla complessità; valorizza il ruolo dell’impresa come abilitatore di cultura, e non come editore; sostiene talento e ricerca artistica in continuità con la missione di CRAMUM; rafforza una cultura dell’abitare consapevole e responsabile. L’arte è trattata come bene culturale condiviso, capace di generare comunità e senso, e l’impresa come soggetto che favorisce la crescita di un ecosistema culturale autentico.
“L’arte in prima persona” diventa così un invito a portare l’arte dentro casa non come ornamento, ma come presenza viva: un’opera che si sceglie per il luogo a noi più caro, che si incontra ogni giorno, si ascolta e si fa propria, fino a diventare parte del nostro modo di abitare e di essere. Un progetto che unisce mecenatismo, talento, abitare e futuro, costruendo valore culturale reale — e duraturo — perché fondato sulla libertà dell’arte e sulla responsabilità di chi sceglie di sostenerla, affinché possa circolare, essere compresa e generare senso nel tempo.