
Achille Colombo Clerici si unisce all’omaggio all’Architetto Alessandro Rimini
Architetto Alessandro Rimini archistar denegato dal fascismo
La Triennale di Milano ha attribuito un Diploma d’Onore alla memoria di Alessandro Rimini (Palermo, 1898 – Genova, 1976) che è stato consegnato alla figlia Liliana Rimini Lagonigro. Un riconoscimento a uno dei protagonisti dell’architettura italiana della prima metà del Novecento, progettista di importanti edifici. Questa cerimonia segue l’omaggio che la Triennale ha dedicato all’architetto il 27 gennaio 2021, in occasione del Giorno della Memoria.
Il Presidente Stefano Boeri ha affermato: “Torniamo a rendere il giusto tributo a questa firma dell’architettura italiana, progettista di importanti infrastrutture per la cultura, la sanità e il terziario, attraverso la consegna a Liliana Rimini di un diploma alla memoria del padre. Le opere di Rimini sono state portate a termine nonostante i vili attacchi perpetrati dal regime nazifascista in conseguenza dell’attuazione delle leggi razziali. Questo riconoscimento da parte di Triennale è un gesto doveroso verso uno dei protagonisti, purtroppo non abbastanza ricordato, della migliore architettura italiana della prima metà del Novecento”. E Achille Colombo Clerici, Presidente di Assoedilizia e di Amici di Milano: “Sono onorato, quale rappresentante dei proprietari immobiliari di Milano e di chi in questa città e la apprezza, di unirmi al riconoscimento all’Architetto Rimini che ha incarnato le due anime della milanesità, l’efficienza e la razionalità da un lato e la bellezza e lo stile dall’altro, diventando uno dei più grandi protagonisti di quella stagione di trasformazione, che ha dato l’impronta al razionalismo architettonico della città. Alessandro Rimini ha arricchito e abbellito Milano con alcune delle sue più apprezzate opere architettoniche – tra le quali voglio ricordare il “rubanuvole” di Piazza San Babila, il primo grattacielo della città a superare l’antica servitù del Resegone – dimostrando così il suo amore per la nostra città, purtroppo non sempre corrisposto a causa del regime repressivo della sua epoca. Per questi motivi ho voluto ricordarlo nel mio libro “Giovanissima e immensa”(insieme ad altri maestri dell’architettura milanese, quali Lodovico Belgiojoso, Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti, Luigi Mattioni, Vico Magistretti, Giovanni Muzio, Piero Portaluppi, Franco Albini, Vittorio Gregotti) con una intervista alla figlia Lilli Rimini Lagonigro.
Alessandro Rimini è noto per alcune opere come la casa torre Snia Viscosa, primo grattacielo milanese (al tempo definito rubanuvole), per alcuni degli edifici che si affacciano in piazza San Babila, per i cinema Metro Astra, Impero, Colosseo e Massimo – questi ultimi due ancora attivi, come sala cinematografica il primo e come auditorium il secondo. Lavorò per la Sovrintendenza di Trieste e Venezia Giulia, disegnò e diresse i lavori dell’ospedale Cardarelli a Napoli, seguì diversi restauri del patrimonio archeologico in Istria, Aquileia e Grado.
Compiti gravosi e impegni rilevanti che Alessandro Rimini svolse in giovanissima età, prima di diventare uno dei protagonisti delle vicende nazionali. Anzi in quegli anni si allenò alla responsabilità civile dell’architettura, al rispetto della storia e alla volontà di darle voce attraverso la progettazione di monumenti come accadde per progetti non realizzati a Monza, Ancona e Monfalcone. Rimasero solo idee di concorso con disegni evocativi, di inequivocabile qualità artistica, oltre ad essere dettagliate tavole di rappresentazione. Una palestra umana e professionale che lo preparò al mondo del professionismo milanese dove Alessandro Rimini incontrò e collaborò con Ponti, Fornaroli, Soncini, Reggiori e De Min.
FOTO:
- Lilli Rimini Lagonigro con Cesare Rimini, Liliana Rimini e Achille Colombo Clerici
- La cerimonia
- Lilli Rimini con Achille e Giovanna Colombo Clerici
- Foto di Gruppo
- Il Rubanuvole nello sfondo di corso Matteotti