La cattura di Messina Denaro tra credibilità investigativa e teatro pirandelliano

L’arresto di Matteo Messina Denaro, così come la sua latitanza non è materia per “picciriddi abbuffati di seri”

Lo hanno preso. Questo è uno dei punti certi della vicenda.

E’ in galera.  L’arresto anche se arriva quando è gravemente malato, dopo 30 anni di ricerche e comunque una vittoria dello Stato

Gravemente malato, consapevole di non aver più tanta vita , “lu siccu” commette  stranamente alcuni errori  di strategia e si fa beccare. Pur nel  pieno rispetto del lavoro investigativo , eseguito in maniera egregia dai Ros e anche dai magistrati  post Lo Voi, di dubbi sul caso, ne rimango e anche tanti. La stampa integralista dell’antimafia carrierista è tutta gasata. Corrono tutti verso la visibilità e fanno da gran cassa al Palazzo . I buchi , però , rimangono  ugualmente.  Nessuno li nota? Strano. Alcune domande nascono spontanee. Vengono in mente ai  tanti “cretini” come noi  che siamo fuori dal coro e non facciamo parte del campionato dell’antimafia -chiacchere e salotto-. Messina Denaro ha programmato anche il suo arresto visto lo stato di salute? E se è così, perchè lo avrebbe fatto? I Graviano hanno un ruolo nella vicenda?

Riflettiamo sui dubbi:

 Come è possibile che un boss del calibro di Messina Denaro  andava in giro senza armi da usare in caso d’emergenza? 

Come è possibile che il boss usava dei cellulari  , chat e si faceva fotografare? E i pizzini ? Non servono più? 

Come si spiega la sua tranquillità nel vivere la sua vita a Campobello di Mazara , città finita sotto il torchio di Polizia e Carabinieri  per anni, dove pure il comune è stato sciolto per mafia due volte , e  zona piena di telecamere e microspie come Castelvetrano?

Messina Denaro ha ostentato troppa sicurezza. Non temeva le telecamere , cimici e neanche investigatori infiltrati?

E questo atteggiamento deve far riflettere.  Il boss non è certo un coglione. Attorno a Lui, arresti a gogo , sequestri, terre bruciate e  zappate ovunque,  anche date gente innocente e Lui, serenamente, si godeva la vita anche con qualche donna amante che , visti i ritrovamenti, si portava pure a letto. Insomma, non temeva nel suo territorio l’arresto . Questo è l’aspetto più grave.  La sua spavalderia non può essere un caso. Si è pure vaccinato contro il Covid.

A proposito di sanità, oltre ai medici , vorremmo tanto capire in quali strutture sanitarie private o pubbliche sia andato , per le analisi ,  la Tac e varie risonanze . Un tumore e patologie gravi in genere, non si diagnosticano con l’esame di urina fatto con il kit comprato in farmacia. Del resto, visto  il suo probabile  raggio d’azione  degli ultimi anni, viene da pensare che ha organizzato la sua vita anche in funzione della malattia ,perchè sapeva che nel territorio avrebbe avuto tutto: dai medici  specialisti, alle strutture per diagnosi sofisticate. Un  normale cittadino per fare una risonanza deve aspettare mesi.  Il boss ha prenotato mai al Cup? Difficile crederci.  Dove ha fatto la biopsia ? In zona  non mancano Tac e Risonanze private. Nella Valle del Belice o zone limitrofe di strutture organizzate se ne trovano. Oltre a tutti i “romanzi” che stiamo leggendo, ci piacerebbe capire se si sta indagando sui collegamenti di Messina Denaro con le strutture sanitarie. La sanità è il primo settore per fatturato in Sicilia. Picciuli ni girano assai.  Lo abbiamo detto più volte. Stranamente, quello della sanità è stato poco “toccato” dagli investigatori. 

Restano tanti dubbi

Allo stato dell’arte è difficile poter dire altro senza scadere nell’egoico gioco tipico del giornalismo di facciata  e che deve “sparare ” contro la gente locale , facendo passare il messaggio solito dell’omertà o delle protezioni di gente di borgata. Le protezioni di Messina Denaro sono state  molto alte. Lo dimostra la sua sfacciata sicurezza . Ancora si sa poco. Lui non parla. Magari vuole trattare. Già , non dimentichiamo che Lui conosce il metodo. Di trattative se ne intende. Aspettiamo di capire. La verità sta nei piani alti e non tra quattro strazzati

 

Ass. Verità e Giustizia

 

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