Trapani: il TAR “boccia” la nomina del Procuratore Paci. Accolto il ricorso del trapanese Palmeri

 

Il Procuratore Paci che ha fatto condannare Matteo Messina Denaro per le stragi di Palermo potrebbe perdere l’incarico.

Continua tra le toghe la guerra per le poltrone

 

Secondo il Tar del Lazio il Csm non avrebbe tenuto in debita considerazione l’esperienza del capo dell’Ufficio di Enna, Massimo Francesco Palmeri nella lotta alla criminalità organizzata

 

La notizia è stata pubblicata su “Repubblica” a firma 

A poco meno di un anno dal suo insediamento il procuratore capo di Trapani Gabriele Paci rischia di dover lasciare la Procura.

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del procuratore di Enna, Massimo Francesco Palmeri, contro il Ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura, per l’annullamento della delibera del plenum del Csm dello scorso 28 luglio che, accogliendo una delle due proposte della V Commissione ha disposto “la nomina a Procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Trapani, a sua domanda, di Gabriele Paci”, fino a quel momento procuratore aggiunto della Procura di Caltanissetta. Il Tar, con una misura raramente applicata, ha anche condannato il Csm al pagamento delle spese, di 2 mila e 500 euro, oltre gli oneri accessori, in favore della parte ricorrente.

Con il ricorso il procuratore Massimo Palmeri, originario di Calatafimi, nel trapanese, ha, dunque, impugnato, difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, e chiesto l’annullamento della delibera del Csm.

 

Il ricorso è affidato a un unico, articolato, motivo con cui, viene in primo luogo criticata l’affermazione della maggiore attitudine del magistrato Gabriele Paci all’incarico rispetto al magistrato Massimo Palmeri.

In particolare, a essere contestata – si legge nella sentenza – è la “valorizzazione dell’esperienza acquista da Paci presso la Dda nel giudizio comparativo”.  Secondo, il ricorso presentato dal Procuratore Palmeri “sarebbe errata l’affermazione del Csm secondo cui solo Paci potrebbe vantare una rilevante esperienza nel settore specifico della criminalità organizzata”.

Il Procuratore capo di Trapani, negli anni ’90 sostituto procuratore in città e magistrato impegnato in prima linea nelle indagini contro la mafia, ma anche sulla corruzione all’interno dell’antimafia, magistrato delle stragi del ’92, è stato sostituto procuratore alla Dda di Palermo, poi in servizio alla procura di Perugia, fino alla nomina a procuratore aggiunto alla Dda di Caltanissetta.

Ma secondo Palmeri e i suoi avvocati ci sarebbe stata anche una “illogicità della sostanziale devalutazione delle esperienze da lui maturate nelle Procure di Enna, di Trapani e di Sciacca, in ragione delle dimensioni degli Uffici diretti, tenuto conto del fatto che la procedura riguarda una Procura non riconducibile a quella di grandi dimensioni”.

In sostanza nel ricorso vengono comparate le funzioni direttive svolte dal procuratore Palmeri e le funzioni semidirettive svolte dal procuratore capo di Trapani Gabriele Paci.

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