Mafia e stragi: Fiammetta Borsellino si racconta nel ricordo dei martiri per la legalità

La figlia del magistrato ha incontrato al “Pacini” gli studenti dell’istituto agrario “Anzilotti”

Emozionante incontro fra i ragazzi delle quinte dell’Istituto tecnico Anzilotti con Fiammetta, figlia del giudice Paolo Borsellino ucciso il 19 luglio 1992 a Palermo, nella strage di via D’Amelio. Contattata da Faussia Cerchiai, insegnante di Lettere della scuola, Fiammetta Borsellino ha accettato con entusiasmo l’invito, convinta che parlare con i ragazzi sia il modo più efficace per combattere la criminalità organizzata. “Le mafie si nutrono del consenso dei giovani- ha detto a una platea attentissima -ecco perché la cultura e lo studio, che passano attraverso la scuola, sono strumenti fondamentali per salvaguardare i diritti e le libertà di ogni singolo cittadino”.

Ha preteso che i ragazzi le dessero del tu, e dopo un po’ di imbarazzo iniziale le domande non si sono più fermate: l’incontro è proseguito oltre due ore, in cui ha parlato di questioni personali, parlando della vita con un padre sotto scorta, con il senso di pericolo imminente, di com’è stato affrontare il “dopo”, e di come sia essere la figlia di Paolo Borsellino; e poi, dei processi, di come funzioni il crimine organizzato e di come si sia evoluto, adattandosi a un mondo che cambiava. Non è mancato un ricordo di alcuni protagonisti, come Rita Adria e don Pino Puglisi, e tutte le vittime innocenti che si trovarono nel posto sbagliato al momento sbagliato. Paolo Borsellino fu chiamato dal magistrato Rocco Chinnici, anche lui ucciso dalla mafia nell’83, a indagare sull’omicidio di matrice mafiosa del carabiniere Emanuele Basile; accettò, “perché attorno a me la gente continuava a morire”.

Si è commossa parlando della nonna, che ha voluto piantare un olivo che oggi cresce in mezzo al traffico, nel luogo della strage; non sempre, si è rammaricata, la famiglia ha trovato la collaborazione che sperava, pezzi dello Stato si sono mostrati indifferenti, quando non complici, di quel sistema. È intervenuto anche il Francesco Marraccini, comandante della stazione di Pescia dei Carabinieri, che ha iniziato la carriera proprio in Sicilia, a Catania, nel nucleo investigativo per la lotta alla criminalità organizzata; alla fine della mattinata i ragazzi dell’Anzilotti hanno consegnato a Fiammetta Borsellino una lettera, lasciando su una grande tela bianca le loro firme e la sua, insieme ai commenti e alle dediche per un giorno che difficilmente dimenticheranno. A nome della scuola, il preside Francesco Panico ringrazia tutti coloro che hanno contribuito a questo evento.

Fonte :La Nazione

 

 

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