L’on. Laccoto sulla finanziaria: risultato raggiunto sui Comuni, rammarico per gli ASU

Sull’approvazione del bilancio e della legge finanziaria della Regione, l’on. Giuseppe Laccoto ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“E’ stato un percorso lungo e difficile, un percorso anche “strano” che si è concluso con il voto su tre maxiemendamenti grazie ad un’opera di mediazione.

Pur nella complessità della situazione generale, qualche risultato è stato ottenuto: mi sono battuto per il ripristino del fondo autonomie locali per l’anno 2022 e il governo ha reinserito 98 milioni di euro destinati ai Comuni che erano stati in un primo momento tagliati. Senza questi fondi la crisi di natura economica e finanziaria in cui si trovano gli Enti Locali sarebbe inevitabilmente sfociata nel dissesto.

Qualche altro risultato positivo è stato conseguito a sostegno delle categorie più deboli, ma rimane il rammarico per le mancate risposte sull’eterna vertenza degli ultimi precari che svolgono servizi importanti nella Pubblica Amministrazione: si tratta una platea di quasi 4600 persone, tra ex Lsu e Asu, sottopagati e senza tutele previdenziali che da oltre 30 anni lottano per il riconoscimento dei loro diritti.

Sono più volte intervenuto in aula sull’argomento e in passato ho presentato iniziative legislative e interrogazioni parlamentari. In questa settimana ho chiesto di portare la questione sul tavolo nazionale: è un passaggio fondamentale e inevitabile. Dobbiamo attendere la data del 7 giugno per conoscere la decisione della Corte Costituzionale che deve esprimersi sulla legge approvata dall’Ars nel 2021, ma occorre un intervento deciso da parte del Governo Regionale e di tutte le forze politiche rappresentate in parlamento per trovare con il Ministero le soluzioni economiche e normative che consentano di mettere fine a tanti anni di precariato e di incertezze. Ho ottenuto l’impegno da parte di tutti a concentrare le energie su questa vicenda subito dopo la decisione della Consulta: è una questione di rilevanza sociale, un dovere morale prima ancora che politico”.

 

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