Mafia: scrisse “Calcara falso pentito”, giornalista assolto

 

(AGI) – Un giornalista è stato assolto per aver scritto: “Che Vincenzo Calcara sia stato un falso pentito di mafia è un dato ormai acclarato”.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, nei confronti di Gian Joseph Morici, assolto ‘perchè il fatto non costituisce reato’ dall’accusa di diffamazione aggravata.

Nell’articolo contestato, pubblicato su una testata online nel marzo 2018, il giornalista aveva riportato che “con le sue false dichiarazioni il Calcara riuscì a stravolgere la vita di un centinaio di famiglie, dando un notevole contributo ai depistaggi che hanno ad oggi impedito che si scoprisse la verità in merito alle stragi del ’92, quando morirono i giudici Falcone e Borsellino e gli agenti di scorta”.

La figura di Vincenzo Calcara era emersa alla fine del 1991, quando iniziò a collaborare con la Procura di Palermo in relazione ad un ipotetico attentato nei confronti del giudice Borsellino, che lui stesso avrebbe dovuto eseguire.

Negli ultimi anni Calcara è stato descritto come ‘inquinatore dei pozzi’ in merito alla ricostruzione dei fatti avvenuti nel trapanese e al ruolo dell’attuale latitante Matteo Messina Denaro nella preparazione delle Stragi del ’92.

Proprio in quegli anni, invece, Calcara aveva accusato l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, di essere il reggente della famiglia mafiosa: accusa smontata pochi anni dopo.

Durante il processo a carico del giornalista Morici, l’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara ha confessato un omicidio commesso negli anni ottanta, per cui ha riferito di non essere mai stato indagato.

Nel corso del dibattimento, sono stati ascoltati in aula l’ex pm della Dda di Palermo, Massimo Russo, e due collaboratori di giustizia del trapanese: Vincenzo Sinacori di Mazara del Vallo e Franco Milazzo di Paceco.

Entrambi i pentiti hanno detto che “Calcara non era un uomo d’onore”, smontando anche l’ipotesi che Calcara fosse un ‘uomo d’onore riservato’ ed etichettandolo come ‘fradiciume’.(AGI)

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