“Blocco dei licenziamenti e blocco degli sfratti”- Articolo di Achille Colombo Clerici

di Achille Colombo Clerici

 

 

 

                            Per la Commissione Europea – secondo la raccomandazione inviata al nostro governo – il blocco dei licenziamenti in Italia, unico Stato membro ad avere adottato tale provvedimento all’inizio della crisi-Covid, è controproducente e favorisce i lavoratori a tempo indeterminato a scapito di quelli a tempo determinato, come gli interinali e gli stagionali.

Inoltre riteniamo possa rendere molto più arduo il rientro alla normalità nel dopo smart working

 Secondo una analisi compiuta dall’Ocse, in tutti i Paesi europei presi in esame si è registrata una contrazione dei posti di lavoro; ed a pagare lo scotto più pesante sono stati i lavoratori a tempo determinato cui non sono stati rinnovati i contratti. Ma negli altri Paesi dell’Unione nei quali non è stato adottato il blocco dei licenziamenti non si è verificato alcun disastro sociale. Ad esempio, in Germania e Francia, l’impatto della crisi sull’occupazione è stato contenuto con altri mezzi.

La Germania, come molti altri Paesi Ocse, ha reso più generosa la cassa integrazione; la Francia ha adottato un sistema di controlli rafforzati dei licenziamenti collettivi nelle aziende con più di 50 dipendenti. In conclusione in Europa, dove si è attuata una cassa integrazione più estesa (e vantaggiosa per le imprese), si è riscontrata una relativa stabilità dei contratti a tempo indeterminato.

Se al blocco dei licenziamenti può essere imputata una sostanziale eccessività, il blocco indiscriminato degli sfratti per morosità, che si trascina da oltre un anno e mezzo, è diventato insostenibile per un’intera categoria, quella dei proprietari immobiliari locatori, iniquamente sospesi da un diritto fondamentale: quello di ricevere tutela giuridica per la riscossione del credito relativo al corrispettivo della concessione, contrattuale, dell’uso di un proprio bene. Analogamente al fornaio che vende il pane. Con l’aggravante che nel caso del blocco dei licenziamenti lo Stato ha messo a disposizione ingenti risorse, mentre nel secondo caso, solo ora sembra si profili uno rimborso della rata di Imu pagata tre giorni fa: con un impegno di 50 milioni. Sul blocco-sfratti si pronuncerà dunque la Corte Costituzionale.  Si tratta comunque di due forzature del sistema economico liberale cui l’Italia afferma di ispirarsi.

 

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