Etichette “ a semaforo” da rivedere Articolo di Achille Colombo Clerici

di Achille Colombo Clerici

Secondo l’Unione Europea l’olio d’oliva extravergine, la pasta e il Parmigiano Reggiano (che vanta circa 80 imitazioni prodotte da altrettanti Paesi) sarebbero “poco sani”: al pari di prosciutti e salami e di altre prelibatezze che pongono la gastronomia italiana ai vertici mondiali. Così almeno si sarebbe indotti a credere in conseguenza di una nuova etichettatura ”a semaforo” da riportare sugli alimenti – verde buono, giallo così così, rosso cattivo – definita Nutriscore che segnala le loro supposte “carenze” sul piano nutrizionale. Una etichettatura con cui tutti gli alimenti sono misurati in modo standard e con parametri industriali/nutrizionali, senza valutare qualità gastronomica, storia, cultura, disciplina, dietologia.

E’ bene ricordare che la conquista dei vertici mondiali da parte della gastronomia italiana, che si esprime nella “dieta Mediterranea”, si basa principalmente sulla biodiversità.

L’Italia rappresenta uno dei più importanti giacimenti di biodiversità vegetale e animale del mondo, ospitando il più alto numero di specie; ovvero circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di quelle animali del nostro continente.  Ciò ha portato nei secoli, combinandosi con la presenza di numerosissimi principati, corti e comuni, allo sviluppo di un’arte culinaria estremamente variegata, con un’infinità di prodotti alimentari differenti.   

L’Unione, su spinta di Francia e Germania, prevede l’etichettatura per l’elenco degli ingredienti dei prodotti alimentari e una dichiarazione nutrizionale sull’etichetta delle bevande alcoliche nel 2022, con avvertenze sulla salute nel 2023. Iniziative “che saranno costruite sulle esperienze già compiute dai produttori – ha chiarito la commissaria per la Salute Stella Kyriakides  – per dare ai consumatori più strumenti per scegliere con maggiore consapevolezza”.

Il governo italiano, sostenuto da altri Paesi ed ottenendo l’appoggio del mondo scientifico, ha risposto elaborando una etichetta con informazioni supplementari circa le caratteristiche nutrizionali degli alimenti, denominata NutrInform Battery

Da rilevare che su Nutri-score aleggia qualche sospetto: interessi lobbistici? Favori verso la grande industria alimentare? Comunque, si rischia di ingenerare una grande confusione nel consumatore, italiano e straniero, e di colpire pesantemente le nostre esportazioni dell’agroalimentare.    

 

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